E forse quella sensazione che mi stava mangiando da dentro era l’unico motivo per cui fossi ancora viva, forse quella rabbia che bruciava dentro di me era l’unica corda a cui ero ancora aggrappata, un filo legato ad un ago che pungeva dritto nel mio cuore.
Forse ero anche io ad alimentare quel fuoco, a scavare più a fondo nella valle del mio dolore, con le mie lacrime e le mie urla, con i pugni addosso al muro e le serate a perdere conto dei tagli fatti.
Forse però io non c'entravo nulla, e quella maledetta sensazione di inadeguatezza mi era solo stata tramandata da chi prima di me non aveva saputo chiedere aiuto.
Forse l’angoscia che alloggiava al centro del mio petto era l’unico motivo per cui andavo avanti, perché da brava testarda mi sono sempre rifiutata di arrendermi, ma penso il giorno della sconfitta sia ormai vicino, poiché sento le gambe stanche ed il cuore pesante.
Forse il fatto di non avere sotto controllo ciò che mi accade mi fa imbestialire più di ogni altra cosa, perché rinuncerei alla vita pur di avere un sol minuto di libertà.
Forse però dovrei andare avanti, anche solo per dispetto, perché si sa, se fingi di essere felice prima o poi lo diventi, ma io a recitare ho sempre fatto pena e le maschere che mi porto dietro fin da bambina stanno iniziando a starmi strette.
Forse ci sono troppi forse, troppe incertezze e punti di domanda, e penso che sarebbe tutto più facile se riuscissi a mettere a fuoco un punto fisso nella mia vita, ma tutti vanno e tutti vengono, e non ho ancora imparato ad amare me stessa come dovrei e come penso di meritare.
Forse però, pensandoci, qualche motivo per andare avanti l’ho trovato, poiché nonostante alcuni anni fa mi rifiutassi di considerare le persone come mie amiche per paura di ferirle quando avessi deciso di farla finita, ora mi sveglio la mattina con la voglia di poter rivedere coloro che mi fanno bene al cuore.
Forse però tutto ciò non basta, ma d’altronde non sentendomi mai abbastanza per nulla come posso pretendere di aggrapparmi agli altri, come posso sperare in una mano tesa, in un posto sicuro dove sussurrare tutti i miei segreti ed i miei stati d’animo, come posso anche solo pensare di scaricare i miei problemi sugli altri, appesantendo anche la loro vita, oltre che la mia.
Forse però per stasera basta così, forse va bene così, forse i miei “forse” un giorno diventeranno “sicuramente” e riuscirò finalmente a liberarmi del mostro che tormenta ogni giorno della mia vita, colorando il cielo di nero e appesantendo le nuvole con la pioggia.
Forse testo di ElizaPiloiu