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In questi giorni (un mese circa, si può dire) non ho la forza di dedicarmi alle mie passioni, compresa la scrittura-lettura-ruminazione-commentazione. Sono giorni in cui sono esanime praticamente da quando mi sveglio (grazie al mio felino domestico, le comodissime 4.30 am, se mi grazia le 5.00) a quando torno a casa. A scuola, per chi non lo sapesse, maggio è il mese più infernale che si possa immaginare: ci buttano dentro TUTTO, mentre sei infinitamente stufa/stanca e devi performare fino alla fine. Un venerdì mi sono ritrovata a gestire in cinque ore di lezione, cinque gruppi diversi, con esigenze, caratteri, attività e capacità diverse, compresi i bimbi della scuola dell’Infanzia. Aggiungiamo colleghi inerti, che aspettano che sia qualcun altro ad organizzare le attività, pensarci, risolverle; esperti con la capacità didattica e gestionale di un gruppo pari a un paracarro (quindi da sostituire, ovviamente) e tutto il carrozzone di adempimenti finali burocratici. Quindi, sono un cencio: sudato, affamato, stanco e totalmente disconnesso da settimane.
Mia madre - santissima donna - per non farmi mancare nulla - ha deciso di organizzare un concerto per me. Lei canta in un coro molto valido gestito da un maestro vero d’orchestra, qualche anno fa decise di farlo per mio fratello, come commemorazione. Ora ha deciso che il suo gioiello della corona sono io. Ho dovuto anche contrattare su quello, perché non è che mi faccia impazzire essere messa alla ribalta. Perlomeno è diventato un Concerto di Primavera, con un discreto riferimento alle viole. Spero non abbia chiesto a qualcuno di leggere quel che scrivo, lo scoprirò il 30 maggio, fatemi gli auguri. Intendiamoci, io voglio benone a mia madre, la stimo e la ritengo una donna stupenda, però questi suoi slanci trionfali mi fanno impazzire di riservatezza: non ce la faccio. Inoltre, siccome le madri son sempre madri - ti amano e ti criticano nella stessa misura, ha voluto da me (come allora) una frase poetica da mettere nel volantino dell’evento. Lei sostiene da sempre che io sia brava a scrivere, ma non si sa come, se scrivo qualcosa deve rimaneggiarlo per come vuole lei, che non sa scrivere per inciso. Ora, io avevo le mie cosine ben pronte, e mi ha costretto, in questo panorama di stanchitudine immane, a pensare tre versioni diverse. La terza andava bene, finchè non ha deciso di no e di fare come voleva.
Ve le regalo, così mi sapete dire cosa ne pensate.
1- … E m’assedia Primavera
spalancati mani e occhi
palpitando in note e fiori
mi stupisco tra i tremori…
2- … E m’assedia Primavera
palpitando in note e fiori
spalancati mani e occhi
mi stupisco tra i tremori…
3-… E m’assedia Primavera
palpitando in note e fiori
spalancati mani e occhi:
di viole e sinfonie messaggera…
4- E m’assedia Primavera
palpitando in note e fiori
di viole e sinfonie messaggera…
Bene, a me piaceva la seconda. Ma lei ha deciso che doveva esserci sinfonie e viole. E poi che spalancati mani e occhi: non serviva. Non so, a me in generale la versione finale piace poco. Ma con le madri, almeno la mia, discutere delle proprie personalità scrittorie è pressoché inutile.