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Il mondo oltre il vetro
Dietro il vetro sottile che separa
il respiro dal vento,
la stanza tace,
ma il mondo continua a muoversi
come un fiume che non conosce sosta.
La finestra è un quadro vivo,
un varco sospeso
tra ciò che accade fuori
e ciò che si sente dentro.
E io, spettatrice silenziosa,
imparo a leggere la vita
nei dettagli che prima ignoravo.
Là fuori il cielo cambia umore
ogni pochi minuti:
ora è un lenzuolo chiaro
che si stende sopra i tetti,
ora una coperta grigia
che pesa sulle antenne,
ora un mare rosato
che si accende al tramonto
come se qualcuno avesse deciso
di dipingere la speranza
con colori più forti.
Gli alberi, invece,
non hanno fretta.
Si muovono appena,
come se volessero ricordarmi
che la vita può essere lenta
e comunque piena.
Le foglie tremano
a ogni soffio di vento,
ma non cadono subito:
resistono,
come fanno le persone
che aspettano un referto,
una visita,
una buona notizia.
A volte , dentro di me,
piovono lacrime di rugiada.
E allora il vetro diventa
una pagina di poesia liquida:
le gocce scivolano
come parole che non so dire,
come pensieri che non trovano voce.
Il mondo si sfoca,
si scioglie in mille riflessi,
e per un attimo
tutto sembra più morbido,
più lontano,
meno urgente.
Di notte, invece,
la finestra si trasforma in uno specchio.
Non vedo più il mondo,
vedo me.
Vedo la mia stanchezza,
le mie domande,
le mie paure che si siedono accanto
come vecchie compagne di viaggio.
Ma vedo anche una scintilla,
piccola ma ostinata,
che non vuole spegnersi.
Forse è speranza,
forse è solo il desiderio
di tornare a camminare là fuori,
tra le luci dei lampioni e desideri accesi.
Eppure, anche da qui,
il mondo continua a parlarmi.
Mi dice che non si è dimenticato di me,
che continua a girare
e che un giorno
tornerò a farne parte.
Mi insegna che la bellezza
non ha bisogno di essere toccata,
basta saperla guardare.
Che la vita, anche vista da lontano,
rimane vita:
fragile, imprevedibile,
ma sorprendentemente tenace.
Così resto qui,
dietro questo vetro
che è confine e ponte,
prigione e promessa.
E ogni giorno,
mentre il mondo scorre
come un fiume che non si ferma,
io imparo a riconoscere
la forza silenziosa
di chi osserva,
di chi attende,
di chi spera.