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A mia madre
Era la fine d’agosto del duemilasei
quando distesa sul letto di casa tua
con la corona in mano
all’improvviso te ne sei andata
mamma mia.
Silenziosa e senza rumore
pregando ci hai lasciati,
dopo una lunga vita donata
a tutti quanti.
Dell’addio il tuo soffio lieve
la mia anima ha lacerato
e il mio cuore ha spezzato.
Più solo nella vita mi sono sentito,
non potevo più dire spedito:
vado a casa dalla mamma!
Ora una tomba è la tua casa
con il tuo nome scritto sulla porta
e due date da lasciare ai posteri
del giorno e l’anno la memoria
della tua nascita e della morte,
per la storia.
Ma la tua anima in cielo è volata!
Una notte ti ho sognata
vicino alla stufa, a legna riscaldata.
I tuoi occhi sorridenti
specchiavano suadenti
quello che sempre hai avuto nel tuo cuore:
un grande amore.