La trappola umana.

scritto da Patrick Rodriguez
Scritto 9 mesi fa • Pubblicato 9 mesi fa • Revisionato 9 mesi fa
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Autore del testo Patrick Rodriguez

Testo: La trappola umana.
di Patrick Rodriguez

La sensazione di lucidità
quando bevi
e l'alcol non sale,
almeno
apparentemente.

Notte,
accompagna il mio volo
lungo le coste rocciose
dell’azione mia immobile,
dove la marea dei desideri s’infrange.

Guardami negli occhi,
specchiati.
Guardati negli occhi,
dove io non sono.

Tutto ciò
è, forse,
quanto sono?

Incontri,
fantasie,
memorie,
lezioni.

Taccia
chi conosce questo gioco.

Taccia,
nella mente, questo grido roco.

Quando non reggi l’essenza,
scegli l’assenza.

L’odio
resta
l’unico atto sensato.
Ma, pervaso ora d’amore,
resto in bilico
tra memorie e aspettative,
solitudine e compagnia,
accettazione e flagellazione,
percezione e realtà.

Seppellitemi
lì dove
la gente
non c’è.

Annegatemi
lì dove
le acque torbide
non specchiano
il riflesso proprio.

Perfetto è
il silenzio
ove giaceranno
le memorie mie.

I pensieri miei
planano nelle notti craniche
sotto forma di corvi,
ed ogni piuma che galleggia in aria,
poggiandosi sull’asfalto,
rappresenta una lacrima
mai caduta,
ma versata.

Piume corvine
sulle ali
che m’impediscono il volo,
e questa notte è perfetta
per mentirmi ancora.

Come se mai
fossi esistito.

Dimenticami.
Dimenticami.

Stavo pensando che,
alla fine, non c’è mai un perché.

Il silenzio, ora,
più non tace,
ma risuona
nella cranialità mia.

I miei pensieri
si fanno largo nel caos,
fuggire dalla gabbia,
espellere le mie grida
senza essere
capace di
sacrificarne l’entità.
Ma da quale divinità
fu generata
questa mia sofferenza?
Smetterei subito di pregare
o, quantomeno, terminarne
i doni sacrificali.
Cosa ho fatto?
Cosa cazzo sto facendo?
È questo il termine
o l’inizio?

Vivo la luce
bramando la tenebra.

Figlio della mia stessa negligenza,
splendo agli occhi
di chi apprezza
ciò che odio.

Ciò che riconosco
come la mia più grande pecca
pare ora
alquanto
formidabile,
considerando
che l’anima mia
resta alquanto
flagellata
nella perdizione
di inferi
patetici.
Se potessi solo
io
rivivere il passato,
godrei dei momenti
nella consapevolezza della fine.

Nulla,
il vuoto,
solo,
perquoto
la mia anima pura
nelle metafore
dello struggimento.

Quiete sporadica,
parole segrete trascritte
per una motivazione drammatica.

La trappola umana. testo di Patrick Rodriguez
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