la signora che tossiva ai funerali

scritto da f.bolivar
Scritto 25 anni fa • Pubblicato 25 anni fa • Revisionato 25 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di f.bolivar
f.
Autore del testo f.bolivar

Testo: la signora che tossiva ai funerali
di f.bolivar


Era già alla sua terza birra. Il pub era strapieno di risate, fumo e pacche sulle spalle. Dan si accese una sigaretta, la quinta. Era di fronte a me, seduto ad un tavolo in un angolo del locale. Senti, mi disse guardandomi negli occhi, devo dirti una cosa. Avanti, parla, gli dissi. Aveva uno sguardo inquieto, quasi impaurito. Solo ora mi rendevo conto di come si fosse comportato stranamente fino a quel momento.
C’è una signora che tossisce ai funerali, mi disse. Che cazzo dici Dan? gli chiesi. Sì, disse lui, la sento da anni, tossisce ai funerali. Sei sbronzo Dan, gli dissi. Prova a farci caso quando ti capiterà di andarci, ad un funerale, disse lui appoggiando i gomiti sul tavolo e sporgendosi verso di me. E come sarebbe questa signora? gli chiesi. Non lo so, non mi è mai riuscito di vederla, disse, eppure c’è, sempre, non se ne perde nemmeno uno, di funerali. Ho iniziato a notare questa cosa anni fa, continuò, e non l’ho mai detto a nessuno, ma ora non è più un sospetto, è una certezza. Dan, hai bevuto troppo, gli dissi. Ascolta, disse lui, credimi, è tutto vero, interviene nei momenti di silenzio, solo nei momenti di silenzio, per esempio quando il prete finisce una preghiera o un canto, oppure appena tutti si sono messi in ginocchio. Sei pazzo Dan, gli dissi.
In genere i colpi di tosse sono due, disse lui, e arrivano da dietro, dal fondo della chiesa. Spesso mi è capitato di girarmi di scatto per riuscire a vederla, ma è stato inutile. Un paio di volte mi sono anche messo nell’ultima fila, ma in quei casi i colpi di tosse sono arrivati da un’altra zona, da una posizione più avanzata rispetto alla mia, forse da un lato, non so. Non sono mai riuscito ad individuare esattamente da dove venissero quei colpi di tosse, mai nessun sospetto, mai nessun movimento strano in chiesa, che ne so, qualcuno che si porta la mano alla bocca, oppure qualcuno che ripiega il fazzoletto, niente, mai niente. Sarà semplicemente un caso, gli dissi. Non è un caso, i colpi di tosse sono sempre identici. Stesso stile, stessa sonorità, stesso timbro. E poi, come se non bastasse, la settimana scorsa sono stato al funerale di un mio vecchio zio, in Liguria, a trecento chilometro da qui, e quasi a fine cerimonia li ho sentiti, quei dannati colpi di tosse. Mi si è gelato il sangue, mi disse. Ma non è finita, continuò, da quel giorno sento la sua presenza ovunque, anche per strada, al lavoro, anche qui. Non esagerare, Dan, tutta quella birra ti ha dato alla testa, gli dissi. Non sono mai stato così lucido, tu non capisci, non vuoi capire, quei colpi di tosse, sono dei segnali. Smettila Dan, gli dissi.
Lui si voltò un attimo guardandosi alle spalle, poi i suoi occhi tornarono su di me. Quei colpi di tosse, cazzo, quei colpi di tosse è la morte che li dà, mi disse. Stai farneticando, Dan. Tu non mi credi ma è così, la morte tossisce ai funerali per rivendicare le sue azioni, per firmare la sua presenza, come se fosse una minaccia, un monito, per chi è rimasto. Da quando l’ho capito non dormo più la notte e sono sicuro che lei avverte la mia paura, e che mi segue. Ed ora è qui, la sento, cazzo, la sento, è qui. Vai a casa Dan, vedrai che domani ti sentirai meglio, gli dissi. Quella fu l'ultima volta che lo vidi. Al suo funerale, alle mie spalle, una signora tossì. Due volte.



la signora che tossiva ai funerali testo di f.bolivar
0