La nave di cristallo

scritto da KoRn
Scritto 22 anni fa • Pubblicato 22 anni fa • Revisionato 22 anni fa
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tutti gli avvenimenti raccontati e le persone presenti nel racconto sono reali nel mio cuore
- Nota dell'autore KoRn

Testo: La nave di cristallo
di KoRn



1

Ancora questo posto, ancora questo maledetto luogo buio&umido con una gran puzza di muffa mista a carne andata a male…Perché non riesco a ricordare cosa mi è successo?.
Ormai sono qui da parecchio tempo, sento la fame che mi sta uccidendo lentamente come una lama seghettata che ti squarta partendo dal basso ventre fino ad arrivare alla bocca dello stomaco, i crampi si fanno sempre più forti, cosa mi sta succedendo, devo assolutamente ricordare.
Qui il tempo trascorre lento ed io non riesco a capire se adesso è notte o giorno, ormai la mia vista si è abituata completamente al buio, sono riuscito ad immaginarmi la forma di questa specie di prigione, sembra un pentagono irregolare ed ogni volta che mi sveglio, ho la sensazione che si stia rimpicciolendo intorno a me, inoltre non sono riuscito a trovare né porte né finestre, pare quasi che l’abbiano costruita con me dentro, con il tatto non riesco a capire di che materiale siano fatti i muri, sembrano delle lunghe assi di legno, ma sono troppo resistenti per pensare di poterle rompere con la poca forza che mi rimane.
Devo cercare di rimanere lucido, ma purtroppo la fame mi divora come un serpente che cresce dentro di me e si nutre di me, del mio corpo, del mio intestino fino ad arrivare al cuore.
Ogni tanto, ho l’impressione di vedere delle strane ombre passare da uno spigolo all’altro a grande velocità, sicuramente starò impazzendo.
La stanchezza aumenta sempre di più, le forze mi stanno abbandonando non so per quanto altro tempo riuscirò a resistere ma devo cercare di reagire anche se penso che l’unica soluzione sia lasciarmi andare… no non voglio, prima di morire devo capire cosa mi è successo, ma non riesco a ricordare niente della mia vita, eppure sento dei ricordi dentro di me che bruciano, vogliono uscire, mi stanno facendo impazzire, la testa mi sta scoppiando, sono troppo nervoso per ragionare, non riesco a fermare l’adrenalina che mi scorre nelle vene, mi sento come un bambino che viene chiuso in soffitta al buio senza cena, perché ha fatto qualcosa di cattivo e non riesce a capire cosa.
L’unica cosa che mi ricordo è che prima di risvegliarmi in questo posto mi sentivo al sicuro… da cosa?? Non ce la faccio più devo dormire, i miei occhi si stanno chiudendo e un senso di assuefazione mi sta bruciando la gola come una bottiglia di whisky, il peggiore!! ti brucia dentro.
Si non mi resta che addormentarmi magari quando mi sveglio starò di nuovo a casa… al sicuro???
2

Finalmente domani si parte, io e i miei amici abbiamo deciso di fare un viaggio “on the road“, vogliamo attraversare tutti i luoghi dell’Irlanda sconosciuta, partiremo dove nasce il vento e arriveremo dove muore, viaggeremo in autostop oppure utilizzeremo i mezzi pubblici, per lo più ci sposteremo a piedi, sarà la nostra prima avventura, mi sento come una persona che per la prima volta nella sua vita, dopo un lungo tempo passato sulle montagne, vede il mare e sente le onde che si infrangono sugli scogli, riesce ad assaporare il gusto un po’ salmastro dell’aria e si riempie gli occhi fino a farli lacrimare dalla felicità, non vedo l’ora di partire.
Si, ormai manca poco, tutto è pronto siamo quattro ragazzi pieni di vita che stanno per affrontare un viaggio che ci segnerà tutti dentro.
Siamo quattro studenti prossimi alla laurea, chissà se un giorno lavoreremo insieme, io mi chiamo Jimmy ho ventisette anni, amo il nuoto, le camminate lungo la spiaggia, sono alto un metro e settantacinque.
Gli altri tre sono i miei migliori amici, sono più piccoli di me di un anno, alti su per giù come me, forse qualche centimetro in più o in meno.
Il primo si chiama Stone, suona “da dio” la chitarra, stessi gusti e tanta voglia di scoprire il mondo, fidanzarsi e sposarsi, peccato… anzi fortuna, che non riesca mai a trovare la ragazza dei suoi sogni, così possiamo continuare a bighellonare, spensierati come dei cani randagi che vivono alla giornata.
Il secondo è Joshua, un tipo bizzarro sempre allegro e gioioso, sembra quasi che il mondo ruoti intorno a lui, suona la batteria, più che altro, quando suona, sfoga tutta la sua rabbia, ed è un grande amatore, le donne non riescono a resistere al suo fascino.
L’ultimo Eddie, ama la musica, le belle donne e gli amici, anche lui sta aspettando con ansia la partenza, in questo momento mi ha chiamato per dirmi che tutti i preparativi sono finiti, e che anche Stone&Joshua sono pronti e stanno venendo a prendermi per una birra, non vedo l’ora, anche se mi sembra strano che Stone abbia già finito, di solito si riduce sempre all’ultima ora.

3

Di nuovo qui cazzo!!! Allora era solo un sogno, un maledetto sogno ed io ho sempre fame, strano, pensavo che i dolori aumentassero ed invece stanno diminuendo, non di molto ma almeno posso ancora alzarmi!!!
Però che strano sogno!! Sembrava molto reale, forse pure troppo reale, e quei ragazzi che ho sognato!? Non ricordo di averli mai visti prima, eppure mi sembrava di rivivere la vita di qualcuno, forse proprio la mia?! Cazzo non ricordo neanche chi sono, mi sento precipitare, come nei racconti dei miei antenati, nell’oblio, un abisso senza fine, dove le mie urla di terrore rimbombano periodicamente sui muri costruiti dalla mia mente, come le onde del mare che muoiono sulle rocce dopo aver attraversato migliaia di chilometri per trovare la pace, una sorta di demenza mentale che mi porta alla pazzia.
Forse se riuscissi a ragionare, potrei trovare il modo e la soluzione per uscire di qua, si, ne sono convinto, un modo ci deve essere.

4

Joshua ha voluto strafare anche questa volta, ci ha portati in uno dei locali di Temple Bar, il classico locale dove appena entri senti l’odore della birra impregnata nei tavoli di legno e nella moquette, adoro questi luoghi hanno qualcosa di surreale.
Prendiamo tutti una mezza pinta di guinnes, circa 90 pence. Ricordo che una volta incontrammo un gruppo di italiani che decantavano la nostra birra, ritenendola migliore rispetto a quella che veniva esportata negl’altri paesi, che in genere viene pastorizzata ed acquista un retrogusto amarognolo, che quì da noi non c’è.
Ma a parte la nostra buona birra, siamo tutti ansiosi di partire, stiamo per coronare il nostro sogno, ormai siamo pronti e stiamo solo aspettando il colpo di pistola per correre come delle frecce impazzite che cercano il loro centro.
Mentre beviamo e parliamo, entrano un gruppo di ragazzi, otto, che si fanno subito riconoscere per quello che sono, una banda di folli esaltati.
Purtroppo, per loro, Eddie non ha mai sopportato tipi del genere, e aspetta impaziente come un falco che guarda le sue prede e sceglie quale tra di loro sarà la più fortunata.
In realtà lui non è il tipo che va cercando risse nei bar, ma quando vede un gruppo di coglioni che iniziano a dare fastidio a chiunque, perde la ragione, gli occhi gli si fanno rossi e l’ira prende il sopravvento. Spesso dobbiamo saltare addosso a lui tutte e tre contemporaneamente per fermarlo, altre volte si limita a dare un calcio ben piazzato sulla bocca dello stomaco, seguito da una testata in faccia ed appena vede per terra il fortunato prescelto, si ferma e continua a bere e scherzare come se niente fosse accaduto.
Noi tre invece reagiamo solo se attaccati, forse come tutte le persone che hanno un minimo di prudenza e, purtroppo, stando con Eddie questo succede almeno due volte a settimana, ormai riusciamo a capire dallo sguardo quando sta per sferrare il suo attacco.
Mi ricordo che, non molto tempo fa’, stavamo camminando noi due per la periferia di Dublino, all’improvviso si avvicinano cinque ragazzi, fatti a polvere rossa, una delle droghe peggiori che si trovano in circolazione: è una sostanza liquida di colore rosso, che va inalata e che contiene cocaina purissima, eroina e un miscuglio di acidi, per capirci gli acidi delle batterie della macchina. Chiunque utilizza questa droga perde completamente la facoltà di sentire dolore e la forza viene amplificata dell’ottanta per cento, “l’unico” inconveniente sono i movimenti che si riducono del cinquanta per cento, facendoti muovere a rallentatore, altri effetti collaterali sono la dipendenza, già dalla prima sniffata e, dopo il terzo mese i muscoli si atrofizzano, il cervello va in pappa, ma la cosa peggiore è che continui a vivere come un vegetale, e la droga che hai inalato per tutto questo periodo ti aiuta a rimanere in vita per farti soffrire il più possibile. Una volta la scuola ci portò in un ospedale, nella zona dedicata ai tossicodipendenti, a vedere gli effetti di questa droga sui ragazzi, e posso assicurare che dire che sembrava un girone dell’inferno è poco, forse all’inferno si soffre meno. Comunque questi ragazzi ci circondano ed Eddie in meno di un minuto ne sbatte tre a terra mentre io penso, a fatica, ai rimanenti due. Il motivo di questa rapidità è spiegata dal fatto che Eddie discende da una famiglia che ha sempre coltivato l’amore per le discipline di difesa, ed è un campione di capoeira, la repentinità dell’attacco associata ad un ottima difesa lo rendono quasi invincibile.
Ritornando a noi, questa volta i tipi non sembrano voler fare niente, molto probabilmente si saranno divertiti con qualcun‘altro e adesso sono lì solo per bere qualcosa, almeno è quello che spero, visto che non mi va di scontrarmi con qualcuno proprio adesso, il giorno prima della partenza.
Mentre guardo Eddie, mi accorgo che non sta osservando più i tipi, anzi adesso sembra contemplare la birra, con un’aria da bambino, evidentemente anche lui sta pensando al viaggio.
Finita la birra decidiamo di partire con il vecchio catorcio di Stone, soprannominata Christine, e abbandonarla fin quando il motore si imballa e inizia a correre contro voglia.

5

Mio dio che mal di testa, proprio adesso che stavo iniziando a ricordare qualcosa.
Mi sento come se qualcuno, mentre stavo dormendo, mi avesse fatto un’anestesia totale e poi mi avesse trapanato il cervello, esportando una parte del lobo sinistro.
Non riesco proprio a capire perché ho questi strani ricordi, cosa c’entrano quei quattro ragazzi? Forse la soluzione di tutto è il viaggio? Perché non riesco a ricordami nessuno di loro, perché li sto sognando, cosa diavolo c’entra tutto questo strano sogno con quello che mi sta accadendo? E soprattutto perché mi sembra che la fame stia diminuendo, invece di aumentare, perché i crampi si fanno sempre più rari, non ho più la bocca asciutta? E’ come se qualcuno o qualcosa mi stia nutrendo, ma continuo a non trovare né porte né finestre, ed oltretutto la forma della stanza sembra farsi sempre più precisa, sta diventando un pentagono perfetto.
Forse non ho cercato bene, forse nella stanza c’è un apertura da qualche parte, un passaggio, altrimenti come si fa a spiegare il mio arrivo quì?!, ok visto che ho riacquistato un po’ di forze, mi conviene iniziare le ricerche forse riesco a trovare qualcosa di utile e magari proprio il passaggio per uscire.

6

Ormai sono le tre e ancora non ho chiuso occhio, e di certo non è solo l’emozione per il viaggio che mi tiene sveglio, credo invece che siano questi brutti ricordi che mi tornano ogni volta che sto solo a casa.
Mio dio ci sono cose che se non ti succedono, chiunque penserebbe “No, a me non capiterà mai!!!” ed invece quando arrivano tu ti senti la persona meno adatta ad affrontarle, ti cade il mondo addosso, ti senti peggio di una merda, insomma vorresti scomparire e purtroppo questo non è possibile.
Però a volte succedono dei “MIRACOLI” che ti aiutano ad affrontare meglio la vita e ti permettono di andare avanti e di “SVEGLIARTI” e “RISOLLEVARTI” dall’abisso in cui si cade.
Comunque devo cercare di non pensarci, devo solo pensare a domani e a nient’altro, infondo domani è sempre un altro giorno della mia vita che continua come una barca in mezzo ad un mare in tempesta e, visto che sono io il capitano di quella barca devo cercare di mantenere il timone senza mai farmi distrarre o spaventare dalla bellezza e dalla paura che può suscitarmi il mare.
E’ questa, forse, la vita, una barca trasportata alla deriva, e se mai dovessi perdere il timone, beh allora sono cazzi!
Merda non ci riesco proprio a dormire, vorrei provare a chiamare i ragazzi ma non mi và di svegliarli, l’unica cosa che mi resta da fare e guardare un po’ di televisione, sì magari MTV chissà se fanno qualche video che mi piace.
No, niente. Solo video commerciali, niente di buono alle tre e mezza in TV, non mi và neanche di leggere qualche libro, per quanto riguarda le valige è tutto pronto, non mi sono dimenticato niente, ho messo anche da parte i cd da ascoltare durante il viaggio. Purtroppo, non ho un po’ d’erba con me per rabbonirmi il sonno, se non sbaglio ci doveva pensare Stone, aveva detto che ne avrebbe fatto una bella scorta per il viaggio.
Stone, un ragazzo timido con le ragazze, ma allo stesso tempo un grande amicone, non ha mai avuto segreti, si presenta come un libro aperto, sulla pagina sbagliata, si innamora troppo facilmente, in pratica ogni volta che conosce una ragazza, che gli piace, perde completamente la testa. Ma alla fine di tutte le sue storie, ci siamo sempre noi ad aspettarlo a braccia aperte, sappiamo che torna sempre, perché, puntualmente, nelle sue storie nascono delle incomprensioni e quindi, con il passare del tempo, uno dei due si rompe dell’altro, di solito lui, e questo stà solo a significare che non è mai riuscito a trovare l’amore. In fondo nessuno di noi è mai riuscito a trovare l’amore “perfetto”, e molto probabilmente con questo viaggio ne siamo “tutti” alla ricerca.
Ok, ho deciso, adesso vado a farmi una doccia, bevo un po’ di whisky per svegliare completamente tutti i miei sensi, e vado a farmi una passeggiata prima della grande partenza, mancano poche ore…
7

Dal soffitto non riesco ad intravedere niente, nessuna luce, e non credo che ci siano vie di uscita da lì, è troppo alto e buio.
Le pareti, sono rivestite di legno, si è proprio legno, riesco a sentirne l’odore di antico, tipico del legno che rimane molto tempo il un luogo umido, la cosa strana è che quando lo colpisco sento un rumore cupo, come se quelle assi di legno fossero state accostate su qualcosa di duro, tipo dei mattoni. Quindi da scartare l’ipotesi di aprirmi un varco nel muro.
Anche il pavimento è fatto dello stesso materiale, credo di essere in una stanza di quelle case costruite interamente in legno.
Come diavolo sono finito quì?!
Ogni tanto mi sembra di sentire un soffio gelido, che mi sfiora solo la faccia, anzi sembra quasi accarezzarmi, come se ci fosse una presenza insieme a me, che cerca di rassicurarmi e difendermi. Non riesco a spiegare da dove viene, molto probabilmente da qualche parte c’è una via di uscita, uno spiraglio nel legno da dove entra quest’aria gelida, ma purtroppo quando alzo le mani verso il viso scompare, dura una frazione di secondo e poi scompare.
Altra cosa strana è che con il tatto non riesco a percepire i chiodi conficcati nel legno per mantenere le varie assi tra di loro, saranno state inchiodate dall’esterno.
Inoltre il legno non ha nessuna leggera lesione dovuta al tempo, sembrano assi nuove, molto probabilmente è una costruzione recente, e le assi erano conservate in qualche luogo umido, magari una caverna, prima della messa in opera.
Inizio a sentirmi di nuovo stanco, ho bisogno di riacquistare di nuovo le forze, sono sicuro che mi è sfuggito qualche particolare, ci sarà sicuramente una via d’uscita.
Questo soffio gelido che sento deve significare qualcosa, il mio problema è che sto dando per scontato che non ci siano vie di uscita, non sto razionalizzando. Sto entrando in una specie di assopimento dei sensi, esatto, l’unico che forse non ho perso completamente è la ragione, anche se per poco. E comunque, se per assurdo non ci fossero vie d’uscita, io sarei già morto, perché sarebbe finita tutta l’aria nella stanza. Quindi, l’unica cosa da fare è trovare il luogo da dove viene questo soffio di aria fresca, da qualche parte nella stanza c’è un cambio d’aria.
Ora sono troppo stanco per continuare a pensare, devo riposarmi, devo riprendere le forze e, se veramente c’è qualcosa che mi nutre devo scoprire cos’è, da dove viene, è l’unico modo per salvarmi.

8

Finalmente sono arrivati, non ce la facevo più ad aspettare.
Allora, la partenza è da Dublino e attraverseremo tutta la costa passando per Cork come prima destinazione. Poi si vedrà durante il cammino quali saranno le altre fermate.
Christine ormai è piena zeppa di valige, chitarra&basso acustico, qualche pezzo della batteria di Joshua, sarà un viaggio scomodo!!, il tempo non è dei migliori, sono ormai tre giorni che continua a piovere a dirotto.
Passando per le strade di Dublino intravediamo i palazzi, tutti uguali, fatti di mattoni, abbandonati un po’ a se stessi, con delle statue a grandezza naturale che raffigurano la Madonna, Cristo e qualche santo. Con la pioggia mi sembra di attraversare un cimitero, mi lascia dentro un senso di inquietudine e di sottomissione alla religione cristiana, ogni tanto per strada si vedono anche dei manifesti con alcuni passi del “Nuovo Testamento”.
Fortunatamente il turbamento per questi luoghi non è durato molto, infatti una volta passata Dublino ci immettiamo sulla strada che ci porta a Cork, nonostante la pioggia il paesaggio è magnifico e la musica di “black rain” degli “Eezy Lay This” ci fa apprezzare sempre di più la bellezza di questo ambiente misterioso e fantastico, abitato da fate&folletti. Il mio preferito è il Leprechaun, non è realmente un folletto malvagio anche se la tradizione lo vuole figlio di uno spirito maligno e di un folletto malevolo, di solito si siede sotto le siepi intento a riparare una scarpa, infatti, in irlandese Leath bhrogan significa ciabattino di una sola scarpa. Un’altra sua caratteristica è che si ubriaca spesso con il whisky distillato in casa, un intenditore!!, sebbene non si ubriachi mai così tanto da non poter tenere ben saldi nella mano gli strumenti da lavoro. Nella sua vita riesce ad accumulare enormi ricchezze ed ha la fama di essere avaro. Chi riesce a catturarlo può ottenere le sue pentole d'oro, ma è un'impresa assai difficile poiché, non appena si distoglie lo sguardo da lui, svanisce nel nulla. Con sé porta sempre due borse di pelle, in una custodisce una moneta d'argento magica che ritorna sempre nel borsellino di chi la spende, nell'altra, invece, una moneta d'oro che il Leprechaun usa per "comprare" una via d'uscita nei momenti difficili.
Sinceramente a me non interessano le sue ricchezze, ma solo la moneta d’oro, il sogno di chiunque, riuscire a comprare una via d’uscita.

9

Cosa mi sta succedendo, perché non riesco a muovermi? Mi sento pesantissimo, mi sembra di avere mani e piedi legati. Inoltre ho una strana sensazione di nausea, non riesco più ad avvertire nessun odore, forse sto per morire.
C’è qualcosa che mi mantiene fermo, non riesco più a reagire, non riesco più ad aprire gli occhi, però attraverso le palpebre mi sembra di scorgere una luce fortissima, e sento anche dei rumori intorno a me. Si c’è qualcosa che mi mantiene fermo, la cosa più strana è che mi sento protetto, come un bambino che si rifugia in braccio alla mamma dopo aver fatto un brutto sogno.
Mi sembra di vivere in un incubo senza fine, forse nella mia vita reale sto solo continuando a fare lo stesso sogno, cosa molto improbabile. Non ho la forza di fare niente, devo necessariamente sottostare alla prepotenza del mio fisico, sì, il mio fisico che mi sta abbandonando sempre più. Forse sono solo sotto l’influsso di qualche potente droga, spero che non sia la polvere rossa!!, oppure sono morto e questa è la vita dopo la morte, non riesco a trovare nessuna altra spiegazione logica a quello che mi sta succedendo, nei miei sogni sto rivivendo i momenti più significativi della mia vita, oppure c’è qualcuno che sogna me ed io non esisto.. cioè esisto ma solo nella mente del mio creatore, sicuramente un folle, un pazzo che non poteva creare una cosa più brutta, magari un tossico dipendente da polvere rossa.
Cazzo sto iniziando a vaneggiare, io esisto e sono reale i dolori che avverto mi fanno capire che sono ancora vivo, e finché continuo a vivere non devo perdere nessuna speranza, perché ce la posso fare, in un modo o nell’altro posso destarmi da questo stato di intorbidamento e, reagire.
Analizziamo ancora una volta la mia situazione precaria, allora mi trovo in un luogo che sembra una stanza di legno, non mi ricordo cosa mi è successo, anzi non ricordo niente della mia vita fino al momento del risveglio in questa casa. L’unica certezza è che sto sognando quattro ragazzi che stanno facendo un viaggio, non mi ricordo se sono uno di quei ragazzi, non ricordo neanche le forme del mio viso, non mi ricordo un cazzo.

10

Il personaggio preferito di Joshua è il Clurichaun, un folletto solitario, nella nostra mitologia rappresenta il protettore delle cantine, che si assicura che le botti siano sempre integre e che il vino non diventi aceto. Inoltre scaccia tutti quelli che bevono il vino del padrone di casa, senza essere stati invitati. Guai però a trattarlo male o ad ignorarlo perché allora si vendicherà devastando le cantine e rubando il vino. Lo si può anche vedere nottetempo cavalcare gli animali come pecore o cani, che al mattino si ritroveranno imbrattati di fango e completamente privi di forze.
Invece Eddie ha sempre avuto un certo timore nei confronti della Banshee. Nelle credenze popolari, viene spesso usata per spaventare i bambini e metterli in guardia dai rischi che si corrono restando fuori casa da soli. Quando il vento, in inverno, soffia attraverso gli alberi della foresta si può ascoltare la voce della Banshee.Il suo compito è annunciare con un funebre grido la morte di persone importanti appartenenti alle grandi famiglie. Essa può apparire in tre modi diversi, giovane donna, nobile matrona e vecchia megera, che sono anche i tre aspetti della dea celtica della guerra e della morte Baca. Può anche assumere le sembianze di animali come il corvo, la lepre o la donnola, indossa un mantello grigio con cappuccio, oppure un velo o un sudario funebre.
Stone preferisce la Merrow, la donna del mare, una creatura bellissima ma pericolosa che spesso intreccia relazioni con gli esseri umani. Quando si parla di lei ci si riferisce quasi sempre alla femmina della specie che si differenzia dagli esseri umani solo per avere piedi più piatti e palmati e per una sottile membrana tra le dita delle mani. Anch'essa è una creatura fatata che appartiene al Tir fo Thainn, il paese sotto le onde, e per questo motivo prova una naturale antipatia per gli umani tanto da essere spesso considerata una messaggera di morte. Indossa un abito di pelle di foca che le permette di muoversi attraverso le correnti degli oceani. Chi riesce ad appropriarsi di questo abito, può vantare dei poteri sulla Merrow che non può più tornare nell'oceano. Alcune di queste creature sposano esseri umani ma a volte il richiamo del mare è così forte che non esitano ad abbandonare il marito ed i figli per rituffarsi in mare e ricongiungersi con i loro simili. La Merrow viene associata alla dea Aine, la dea celtica del mare.

11

Rieccomi di nuovo quì, adesso sono libero di muovermi, ho di nuovo “riacquistato” le forze e la stanza, adesso, sembra avere una luce differente. Mi sembra che stia iniziando a prendere vita per una nuova metamorfosi, si sta trasformando sotto i miei occhi e sta diventando più grande, vedo le pareti allontanarsi da me, è come se si stiano aprendo per far posto a qualcos’altro.
Ormai non ho più paura, sto iniziando a realizzare il pazzo disegno della mia fine o rinascita?
Sento che le pareti stanno bisbigliando tra di loro, ma non riesco a capire cosa dicano sono discorsi senza senso, come questa situazione!!, forse stanno parlando di me?!?
Si muovono molto lentamente, si la stanza sta iniziando a cambiare forma mi sembra che adesso stia diventando un esagono, sento ancora quei sospiri di aria fredda accarezzarmi la faccia, come dei baci che mi percuotono e mi rassicurano.
Non ho più voglia di lottare, adesso voglio solo guardare cosa mi succederà, tutta questa storia è troppo irreale per essere vera, mi sento come alice nel paese delle meraviglie, non mi resta che aspettare il bianconiglio, per proseguire questo lungo, o breve, viaggio.
Ecco, si sono fermate, ora la mia prigione è diventato un esagono ed una delle pareti splende di luce propria. Credo proprio che per continuare quest’avventura mi debba avvicinare a quella parete.
Ok ci sono, ho un po’ paura a toccarla, non so ancora cosa mi aspetta, ma sento che devo farlo, in fondo non credo che la mia situazione possa peggiorare più del dovuto, quindi via.
Che strano la parete è differente dalle altre, alla vista sembra durissima ma toccandola mi dà una piacevole sensazione, mi sembra fatta di liquido miasmatico, mi dà una dolce sensazione di rinascita, la mia mano ci si immerge , ok credo proprio di doverla attraversare, semmai ci fosse qualcosa dietro di essa, l’unico modo per scoprirlo è passare dall’altra parte, se esiste un'altra parte…
Ok conterò fino a tre e poi via, con un salto capirò se dietro a quel muro c’è la vita o la morte.
Ok via uno,due e tre…

12

Ha piovuto durante tutto il viaggio, e Cork sembra vivere in un mondo solo suo. Molto tempo fà gli fu dato il nome di “Rebel County” per via delle numerose insurrezioni, infatti, anche se la città fu distrutta e ricostruita molte volte, ti dà ancora la sensazione di sentire gli odori del fuoco e le urla della guerra di indipendenza, durata tre anni, e di quella civile.
Una città ricca di storia e di rivoluzioni, poco fiabesca per invogliarci a rimanere qui troppo a lungo. Il tempo di fare le provviste, bere qualche birra e via di nuovo in viaggio.
Stavolta la destinazione è un po’ più lontana “la Contea di Galway”.
Non ci siamo accorti del tempo che è passato qui a Cork, la partenza è stata rimandata a domani, inoltre, abbiamo avuto dei piccoli problemi di incomprensione con Christine, Stone e Joshua sono giù dal meccanico per vedere cos’è successo, io e Eddie stiamo cercando una locanda per la notte.
Fortunatamente non ci sono molti turisti in questo periodo, e trovare un posto per dormire è stato molto semplice, alloggeremo in una locanda che si trova in “St. Patrick’s Quay”, e le nostre stanze affacciano sul fiume “River Lee”, un panorama stupendo, credo proprio che i ragazzi ne saranno entusiasti!!
Per stasera ci hanno consigliato di visitare il “triskel arts centre” dove si fanno mostre di film, poesia e teatro.
Purtroppo per me ed Eddie, Stone e Joshua hanno conosciuto due ragazze italiane nella locanda, quindi penso che stasera, staremo da soli!!
Dopo aver mangiato qualcosa con i ragazzi, io ed Eddie decidiamo di lasciare la locanda per perlustrare un po’ Cork, gli altri, invece, andranno a visitare il “triskel arts centre” con le tipe.
Un po’ a malincuore ci avviamo tutti per le nostre strade, e dopo qualche birra presa a “the long Valley”, Eddie decide di tornare in camera per riposare, domani dovrà guidare lui per tutta la giornata!! io, invece, preferisco continuare a camminare, un po’ con la speranza di incontrare i ragazzi ed un po’ per vedere tutta Cork.
Mentre seguo il “river lee”, mi sento spiato, ma credo che sia normale in questa stagione, dopotutto, sono uno straniero in una città straniera che passeggia da solo. Fortunatamente, il tempo si è aggiustato, nel cielo ci sono degli squarci di nuvole che lasciano intravedere qualche stella ed, ogni tanto, ricompare anche la luna a brillare nelle acque del fiume, come in una poesia mai scritta che forse mai nessuno riuscirà a scrivere, perché non si può descrivere la sensazione e l’emozione che ti dà quella luna piena ,che prende vita e inizia a specchiarsi nelle acque del fiume come Narciso. C’è un soffice venticello gelido, che trasporta gli odori della birra che escono dalle porte dei pub e ti accarezza tutto il corpo, come una dolce mano.
Ormai sono quasi arrivato alla periferia della città, si intravedono le immense distese dei campi verdi. Sono le quattro, devo tornare alla locanda, ma non ci riesco non mi sento stanco e le dolci sensazioni che mi dà questo posto non mi fanno nascere nessun pensiero brutto, non mi sentivo così bene, da tanto tempo.
Il cielo sta ricucendo le ferite, credo che tra poco tornerà a piovere, ma non mi interessa, ormai sono uscito fuori dalla città e sono entrato in un boschetto immerso ai lati del fiume, sembra volerlo proteggere da tutti i mali del mondo. Infondo Cork non è così malvagia, di solito la prima impressione è sempre quella sbagliata e sono contento che Christine abbia fatto i capricci oggi, altrimenti non sarei mai riuscito ad assaporare il profumo dolciastro dell’erba bagnata, accompagnato dalle grida dei gufi.
Si, questa è l’Irlanda che ti lascia inibito e protetto da tutto il resto del mondo, sembra essere tornata indietro nel tempo, quando i vichinghi ne facevano da padroni.
Sta piovendo, ma ciò nonostante, le emozioni si sono triplicate, è stupendo sentire il rumore della pioggia accarezzare gli alberi e cadere nel fiume, comunque si stà facendo troppo tardi è meglio tornare alla locanda, tra poche ore dobbiamo ripartire.

13

Sono svenuto, ho la testa che mi scoppia ma adesso, almeno, non sono più in quella stanza.
Mi trovo in un campo pieno di fiori, è giorno, il sole mi dà molto fastidio, ma sono contento che i suoi raggi riscaldino di nuovo il mio viso.
Davanti a me c’è un bosco, sono riuscito a fuggire!!, però mi sembra strano che qui intorno non ci sia nessuna casa, non mi ricordo di aver camminato, comunque l’importante è essere libero da quel posto… quale posto??
C’è uno strano silenzio intorno a me, sembra quasi che tutti gli animali siano scappati lasciando qui le loro tane ed i loro nidi. Più avanti mi sembra di sentire lo scroscio dell’acqua, sicuramente c’è un fiume, si, avevo ragione ci sono anche degli alberi di mele, finalmente potrò bere e mangiare.
Questo posto è stupendo, le mele sono dolcissime, sono anche belle grandi e rosse, molto rosse, forse sono le mele più buone che io abbia mai mangiato.
Ora che sono libero e rifocillato, ho riacquistato tutte le forze e il mal di testa è scomparso, mi conviene fare una scorta di mele e continuare a camminare, solo che non so in che direzione andare, non mi và di ritornare in quella prigione, e chiunque sia stato a mettermi lì, potrebbe essere in giro a cercarmi, quindi, mi conviene attraversare il bosco, e anche di fretta.
Adesso mi sembra che tutto sia tornato alla normalità, finalmente non mi sento più solo, gli animali sono tornati nelle loro case. E’ stupendo! Mi sento di nuovo bene, attraversando quel muro sono rinato, la voglia di vivere è tornata a risplendere nel mio cuore, i raggi di sole entrano con prepotenza nelle fenditure degli alberi e mi illuminano il percorso.
Tra qualche ora farà buio, ed il sole lascerà il posto alla sua compagna luna, finalmente libero!!
Devo cercare un posto per riposarmi e nello stesso tempo per nascondermi, chiunque sia stato non deve ritrovarmi!!
Credo di essere arrivato alla fine del bosco, davanti a me c’è una montagna gigantesca, si penso proprio che dovrò oltrepassarla, però ormai è troppo tardi il sole se ne è andato da un pezzo, e non ho trovato nessun nascondiglio per la notte, credo che mi accamperò qui, e prima di dormire mangerò altre due mele.

14

Ieri i ragazzi si sono fermati a dormire dalle ragazze e adesso hanno un viso rilassato ed una nuova luce negli occhi. Sono molto contento che siano stati bene, così si continuerà il viaggio con uno spirito sempre più forte.
Invece Eddie ha dormito male, stamattina quando sono tornato in camera mi è sembrato che parlasse nel sonno, ma lui non riesce a ricordarsi niente, solo che quando ci siamo divisi all’uscita del pub, ha conosciuto una ragazza stupenda, con capelli biondi e occhi azzurri e che poi più, niente… si è ritrovato stamattina nel letto senza sapere come c’è arrivato, sicuramente avrà continuato a bere con questa ragazza e poi, forse, lo sa solo lei. Abbiamo chiesto al padrone della locanda se la conosce e se alloggia lì, ma non ha saputo dirci niente, anzi non si ricorda neanche che Eddie fosse tornato, evidentemente anche lui ha alzato un po’ il gomito ieri sera.
Finita la colazione partiamo in direzione Galway, ma prima di arrivarci abbiamo deciso di passare per “Killarney”, “Limerik” poi “Shannon” e continuare lungo la costa fino ad arrivare alla nostra destinazione.
Eddie sta guidando, Christine sembra non voler fare più i capricci, Stone e Joshua stanno dormendo dietro e tra poco se non gli do il cambio, Eddie rischia di addormentarsi durante la guida!!
Adesso sono io al volante, certo che è strano portare Christine, il volante a sinistra è troppo curioso, la gente quando passiamo ci guarda in modo strano, Stone si deve sempre differenziare dalla massa, e Christine ne è la prova.
Tanto per cambiare oggi diluvia, si è alzata anche un po’ di nebbia sulla N71, le macchine davanti a noi vanno a passo di lumaca, anche Eddie si è addormentato sono rimasto solo con lo stereo anzi, con il lettore Cd perché odio la radio, in questo momento sto ascoltando i Cold, azzeccati proprio con questo tempo.
Abbiamo scelto la strada N71 per goderci il panorama, volevamo attraversare un po’ la costa, ma con questo tempo l’unico panorama che si vede, anzi non si vede, è la nebbia.
L’atmosfera si fa sempre più cupa, ha smesso di piovere, il cielo però è sempre nero, quasi quasi sveglio i ragazzi per una canna e quattro chiacchiere, per addolcire questo tempo da lupi, ormai non manca molto per Killarney, per colpa del tempo ci sono stati numerosi incidenti, fortunatamente niente di grave solo tamponamenti.

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Saranno passate solo poche ore da quando ho chiuso gli occhi, ma la tensione e l’adrenalina, mi impediscono di dormire.
Impossibile arrampicarmi con questo buio, cadrei subito, devo necessariamente aspettare l’alba, il problema è che non riesco a stare fermo ad aspettare, voglio muovermi, credo che farò una passeggiata per il bosco in cerca di cibo.
L’atmosfera è cambiata, la luce del giorno rendeva meno spettrali questi passaggi, gli alberi adesso sembrano prendere vita, si è alzato un venticello freddo. Mi sa che ho fatto la scelta sbagliata a spostarmi dal posto in cui stavo, e adesso è un po’ tardi per tornare indietro. A volte mi sembra che ci sia qualcosa tra le frasche ed i cespugli, qualcuno che mi spia, forse è solo il vento o qualche animale. Comunque meglio evitare di sapere cosa sia, sì decisione saggia, meglio iniziare a correre e, qualunque cosa sia, non riuscirà a prendermi.
Mio dio, come sono stato stupido a lasciare quel posto alla fine della foresta, ora mi ritrovo a scappare da non so cosa, e se non sto attento vado a sbattere contro qualche ramo.
Credo di averlo seminato, si ne sono sicuro, non sento più nessun rumore dietro di me, l’unico problema è che adesso non so più dove sono, non che cambi qualcosa visto che neanche prima lo sapevo. Mi conviene continuare dritto anche perché mi sembra di intravedere una luce, una specie di fuoco, strano che in mezzo alla foresta qualcuno abbia acceso un fuoco, comunque è meglio non farmi vedere, solo un’occhiata veloce, magari sono dei campeggiatori che mi possono dare una mano.
Mentre mi avvicino sento delle risate di bambino e dei canti dolcissimi che mi riempiono il cuore, è come se qualcuno stia festeggiando.

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Eccoci a Killarney, il tempo di posare le valige in una pensione, mangiare qualcosa, e poi via, tempo permettendo, all’esplorazione di questo magnifico paese della contea di Kerry.
I ragazzi hanno fatto una bella dormita per tutto il viaggio, solo io mi sento un po’ stanco, non importa, tanto c’è tempo per dormire.
Stavolta ci siamo tutti, la pioggia ed il sole si alternano di continuo, inizia l’esplorazione.
Dopo aver visitato la “Cathedral of St. Mary”, ci accingiamo a passare per il sentiero che costeggia la tenuta Knockeer, alla fine del sentiero si arriva sul Lough Leane, ormai si sono fatte le otto, è anche scesa un po’ di nebbia ed il crepuscolo si sta facendo strada, stiamo quasi per tornare alla locanda ma sentiamo un rumore di campanelle, una nave in legno si sta avvicinando alla sponda del lago.
Incredibile quanto sia maestosa, sembra una di quelle navi, che in tempi passati, hanno solcato tutti i mari, e che adesso ne fanno parte in qualche fondo sperduto, nei suoi abissi.
Mentre si avvicina, cerchiamo di leggerne il nome, ma è consumato dal tempo, l’unica cosa che si riesce ad intravedere sono delle lanterne, che illuminano a bordo un uomo con i capelli bianchi ed una lunga barba bianca, che porta impressi i segni dell’età.
Una volta a riva Stone si rivolge al capitano e gli chiede se possiamo salire per ammirare il suo vascello, e se magari può anche portarci sull’isola dove si trova “O’Sullivan Cascade”.
Il capitano, guardandoci dall’alto, si rivolge a noi, con una voce d’oltretomba, e parlando in rima, buffo… ci dice di chiamarsi Caronte, come il traghettatore dell’inferno di Dante.
Senza troppe storie, visti i soldi, ci fa accomodare a bordo, per traghettarci sull’isola.
Appena saliti, ci accoglie un forte odore di pesce, sarà un pescatore, la nebbia si fa sempre più fitta.
Impossibile descrivere le sensazioni di tutti e quattro, siamo imbalsamati a guardare e a sentire le parole del capitano, un vecchio di non più di sessantanni che ci racconta favole e leggende. Non incute timore bensì ammirazione, come quando si guarda il proprio vecchio mentre ti narra storie di guerra vissuta, e quì in Irlanda, indifferentemente se sei protestante o cattolico, hai sempre qualcosa da raccontare.
Lui, invece, non fà accenni alla guerra che si combatte tutt’ora per la libertà, si limita semplicemente a storie di fantasia.
E’ un piacere ascoltarlo.
Ci racconta la storia di un ragazzo, figlio di una fata e di un uomo, che fu abbandonato sulle rive, accanto alle montagne rocciose, e venne trovato da folletti che lo fecero crescere su una nave. Purtroppo però, il padre lo rivolle, perché aveva un grande potere, al di là delle persone e delle cose, riusciva a vedere le fate, i folletti ed i fantasmi, gli spiriti inquieti che rimangono sulla terra perché si sono dimenticati di essere morti. Dopo un lungo viaggio, il padre ritrovò il figlio. Ed uccise i folletti che si erano presi cura di lui. Il ragazzo era ancora piccolo, non aveva più di dieci anni ma già vedeva con gli occhi del cuore e, anche se sapeva che quello era suo padre, lo rinnegò buttandosi a mare, e procurandosi da solo la morte. In queste notti, quando la luna, con una grande prepotenza, lancia i suoi raggi sulla terra, si vede la nebbia spaccarsi in due ed un unico punto nel mare viene illuminato, allora le stelle iniziano a piangere per la morte dell’unica persona buona su questa terra bagnata dal sangue.
Alla fine della storia ci accorgiamo di essere arrivati a destinazione, nessuno di noi vuole abbandonare quell’uomo che viene dal mare, ne siamo rimasti tutti affascinati. Comunque lo lasciamo, e ci inoltriamo nell’isola, sperando di ritrovarlo al nostro ritorno.

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Erano folletti e fate, che danzavano e bevevano a sazietà, credo che fosse vino oppure il Poteen, un distillato di patate molto alcolico. Guardando quello spettacolo meraviglioso mi resi conto che, probabilmente, stavo solo sognando, perché tutte le favole che mi raccontavano da piccolo, stanno prendendo vita.
Mentre ero dietro al cespuglio a riflettere, mi accorsi che uno dei folletti si trovava alle mie spalle, mi prese la mano e mi portò verso tutti gli altri. All’inizio avevo paura ma poi, una volta lì, mi ritrovai a danzare con una fata. Una stupenda creatura, era alta quanto me, aveva un sorriso stupendo, i suoi piedi non sfioravano la terra e, a dire la verità credo che neanche i miei toccassero più il suolo. Indossava un mantello di seta trasparente che lasciava intravedere le forme sinuose del suo corpo, così belle che era un peccato guardarle con gli occhi di un mortale, ma anche se chiudevo gli occhi, la mia mente continuava a vedere, si riuscivo a vedere con gli occhi del cuore, mi ero innamorato di qualcosa che non faceva parte del mio mondo, e ne avevo paura, avevo paura di non poter mai far parte del suo mondo così incantevole ed affascinante.
Non mi stupii del fatto che lei se ne accorse subito, mi prese la mano, mentre i folletti ci guardavano&ridevano&bevevano e, sempre ballando, mi portò via dal suo gruppo di amici, non ricordo la strada che facemmo insieme, però so che mi portò nel più bel posto che mai qualsiasi occhio mortale, condannato alle sue pene, abbia mai visto.
Ci trovammo su una specie di scoglio, lei continuava a sorridermi ed io con il cuore in mano, non sapevo cosa fare, mi sentivo affascinato da tutta quella bellezza, intorno a noi c’era un falò che bruciava e sembrava guardarci, anzi tutto sembrava che ci stesse fissando, forse guardavano lei. Siamo rimasti abbracciati per un pò, lei non diceva niente ma io sapevo che riusciva a leggermi dentro e poi con un fuoco che bruciava, tralasciando le passioni mondane ed i beffardi sguardi, che tutt’intorno sospiravano, ci siamo spogliati sotto l’occhio vigile di madre luna, che protegge tutte le sue creature, e abbiamo fatto l’amore. Impossibile descrivere con quanta passione e dolcezza lei mi sfiorava il corpo, e mi faceva sentire come… non so spiegarlo, dire un re che trova la sua regina è banale perché io avevo trovato una fata che mi aveva ammaliato con il suo incanto ed il suo segreto, in sé era racchiusa tutta l’estasi, in quel momento non servivano parole per dire le più lunghe frasi, i suoi baci erano come filtri d’amore e la sua bocca era l’anfora che li conteneva, mi hanno fatto sentire un vile eroe e nello stesso tempo un bambino coraggioso.
Mi ero addormentato sul suo seno, una pelle liscia e velluta come la seta, ma purtroppo allo schiarire dei primi raggi del sole, lei era scomparsa, lasciandomi dentro l’amara consapevolezza di non poterla incontrare mai più, la mia vita aveva toccato il culmine di tutti i sensi, ero stato nell’eden e ora, stavo tornando all’inferno.

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La luna splende nel cielo e la nebbia sembra abbracciare la parte alta delle cascate, non si riesce ad intravederne, la fine.
Abbiamo trovato il nostro luogo magico, grazie anche alle parole del vecchio, che ci ha immerso il cuore in un pentolone di dolci emozioni. Tutt’intorno la luna si riflette senza vergogna, è un luogo fatato, e siamo soli, non si sentono neanche più le campanelle della nave che ci hanno accompagnati per tutto il viaggio.
Se si chiudono gli occhi si riesce a percepire il dolce canto della natura che ci circonda fiera e sporadica, ci sentiamo uniti da una dolce coscienza, nessuno di noi fondamentalmente è mai stato cattivo, anzi, posso dire con certezza, che il nostro cuore è limpido e vero come questo posto.
Anche i ragazzi sono rimasti affascinati, Stone ha gli occhi lucidi, Joshua invece sembra ammaliato ed Eddie, il ragazzo tanto forte e coraggioso, sembra essere diventato uno spirito unico con tutto il luogo.
Mentre continuiamo a camminare ci accorgiamo di un’insenatura all’interno della cascata, una caverna.
Incuriositi decidiamo di passare attraverso le cascate e, dopo un leggero bagno di acqua gelata, riusciamo ad entrare, purtroppo non c’è molta luce, i raggi della luna attraversano troppo timidamente l’acqua per poterci illuminare il tragitto, ciò nonostante decidiamo di continuare.
Dopo una mezz’oretta di camminata al buio, si intravede una luce, la fine della caverna è vicina.
Ci ritroviamo alle sponde di un grande lago, dove è ancorata una nave di cristallo che risplende dei riflessi della luna sull’acqua e ci dà quasi la sensazione che fluttui a mezz’aria. Siamo entrati in un sogno è troppo lontana per arrivarci a nuoto, e l’acqua è gelida. Mentre cerchiamo un modo per arrivarci, Joshua intravede, tramite i raggi della luna, un sentiero, fatto anch’esso di cristallo.
Ora si deve decidere cosa fare, se tornare indietro oppure affrontare questa nuova avventura, purtroppo però, mentre ne stiamo parlando, si fa giorno e la nave ed il sentiero e tutto quello che c’era intorno, scompaiono.
Rimaniamo immobili per un po’ di tempo, non riusciamo a capire cosa ci stia succedendo, sembra che tutti e quattro abbiamo fatto lo stesso sogno, e ci siamo svegliati nello stesso momento.
Non parliamo più, l’unica decisione che riusciamo a prendere è di non raccontare a nessuno quello che ci è successo. Torniamo sulla riva dell’isola, e non troviamo più Caronte ad aspettarci, bensì una nave per turisti.
Una volta a Killarney chiediamo di Caronte, ma nessuno lo conosce anzi sembra che non sia mai esistita una nave del genere, un po’ impauriti ma soprattutto sorpresi, torniamo alla locanda per riposare.
Il viaggio sarebbe continuato…

19

Adesso che non so più dove andare, ho deciso di affrontare i miei rapitori, chiunque siano, ma soprattutto voglio ritrovare lei.
Continuo a camminare per i boschi, di tanto in tanto trovo qualche albero di frutta, stavolta piove, sembra quasi che il tempo segua le miei emozioni, le emozioni del mio cuore che sta piangendo perché forse ha perso la donna della sua vita.
Sta scendendo anche la nebbia, il sole è latitante, la pioggia diventa sempre più forte, e purtroppo non ho nessun posto per ripararmi, la foresta si infittisce, una strana sensazione mi cresce dentro, è molto spiacevole ma continuo a camminare. La foresta ed il cielo iniziano a parlare tra di loro, i fulmini piovono sempre più vicino e gli alberi sembrano cadere sotto di loro come trafitti da grosse spade.
Se non trovo subito un posto all’asciutto, farò la fine di questi alberi. Inizio a correre, ormai non so più dove, ma corro, sento i fulmini che cadono alle mie spalle, sembra quasi che il cielo e la foresta stiano bisticciando, e chiaramente il cielo ha la meglio.
Sono tornato al punto di prima, ho fatto il giro intorno e vedo la cosa più brutta che i miei occhi abbiano mai potuto vedere, l’orrore che prende vita, la sorella che ti accompagna alla fine della sua esistenza si, la morte, ma non è lì per me, mi sta dando le spalle, la sento piangere, è strano ha un mantello nero, nella mano destra impugna la sua falce, e ha il volto scoperto e bagnato dalla pioggia, non riesco a capire cosa stesse guardando, ma forse in cuor mio ho capito tutto.
E’ lì per Morgana, così si chiama la mia fata, è stata barbaramente uccisa, la sua gola è recisa con una lama. La morte si gira verso di me e, mi guarda con odio e disperazione, sa che io non c’entravo niente, ma poco mi importa, lei è morta! Voglio morire anch’io, voglio che la morte alzi la sua lama verso il cielo nero è con un solo colpo mi trafigga il cuore!
E, invece, si limita solo a parlarmi, con la voce di un donna anziana, mi dice che non può accettare, ma purtroppo, non può far niente, il destino è scritto e solo noi, poveri esseri umani, possiamo cambiarlo, solo io, se voglio, posso vendicare la morte di Morgana. Dopo queste parole scompare nella nebbia, io sono restato qui, in quel luogo che poche ore prima mi aveva donato l’eternità, e adesso la morte.
Con il buio sono arrivate anche le altre fate e i folletti a piangere con me.
Dentro di me crescono rabbia ed odio, il mio cuore non è più puro, adesso grida vendetta, vendetta per la donna amata.

20

Ci siamo appena svegliati, fuori è buio, ma non piove.
Abbiamo deciso di tornare lì, vogliamo scoprire cosa abbiamo visto. Dopo aver mangiato qualcosa, ripercorriamo gli stessi passi di ieri, ma di Caronte nessuna traccia, stavolta non c’è nebbia e da lontano non si vedono barche e non si sente alcun campanello.
Decidiamo di tornare domani sera, e magari in giornata chiederemo alla gente del luogo di raccontarci qualche storia riguardo alla cascata, non si sa mai cosa ne potrà venir fuori.
Non è molto tardi, ed il sonno ci manca, l’unica cosa che si fa sentire è la fame, mentre stiamo tornando incontriamo quattro ragazze, i casi della vita!!!
Le invitiamo a mangiare con noi nel nostro appartamento, cucina Stone, grande cuoco! Quando ci si mette riesce a preparare qualsiasi specialità, di tutto il mondo, in particolare predilige la cucina italiana, semplice e buona.
Le ragazze, si chiamano Wendy, Roby, Mary e Sam. La più carina è Mary, ha un dolce viso, capelli neri e occhi verde smeraldo, un sorriso meraviglioso che, a prima vista mi dà un senso di tranquillità e di benessere interiore. E’ una ragazza piena di vita, molto gioiosa e tenera. Mentre parlo con lei però non riesco a rilassarmi completamente, anzi forse non voglio, perché sento che, se solo lei ci provasse, riuscirebbe a sapere qualsiasi cosa di me, e io decanterei tutto ai quattro venti.
Credo che si stia realizzando lo scopo del mio viaggio, quando la guardo mi sembra di provare delle sensazioni nuove ed oniriche, sarà lei la donna della mia vita. Standole vicino non mi sono accorto che, intanto tutti i ragazzi hanno fatto le loro scelte si, vicino a Stone c’è Sam, Joshua&Roby, Eddie&Wendy.
Anche le altre tre ragazze sono magnifiche, e sono riuscite ad ammaliare i miei amici che adesso le guardano come io sto guardando Mary.
Dopo mangiato decidiamo tutti di fare una passeggiata, siamo entrati in grande confidenza con le ragazze, tanto da raccontarle quello che ci è successo, e ora anche loro vogliono venire con noi a vedere quella nave di cristallo.
Dopo una birra decidiamo di dividerci, Stone ed Eddie sono andati nell’appartamento delle ragazze, Mary e Roby sono rimaste nel nostro.
La serata si è svolta nel migliore dei modi, loro sembrano essere degli angeli caduti dal cielo, sono magnifiche, ancora stento a credere a tutto quello che ci sta succedendo, stiamo vivendo una realtà parallela, sembra un altro mondo visto con gli occhi di un alieno.
Sono stupende le emozioni che ci stanno accompagnando in questi giorni, non vedo l’ora di andare domani sera con Mary in quel luogo.

21

E’strano come il tempo non passa mai quando succede qualcosa di brutto, i secondi diventano ore e le ore diventano pura eternità, si quell’eternità che ti rapisce il fiato, e ti rallenta la percezione e la visione del futuro, un futuro che non appare più tanto chiaro, ma si inizia ad annebbiare pian piano, fino a scomparire, l’unica cosa che ti rimane è la certezza di vivere qualcosa di estremamente lento, qualcosa che ti lascia un gusto amaro nel cuore, non c’è cosa peggiore di rimanere a guardare impotenti dinanzi all’avanzata delle tenebre, quelle tenebre che ti rendono completamente inutile.
E così si rimane fermi immobili a guardare la tua bella che se ne và per sempre, senza girarsi mai, percorrendo un'unica strada dritta senza bivi.
Ora sono rimasto solo, le fate e folletti hanno portato via Morgana, ed io sono rimasto solo a guardare il cielo nuvoloso che piange insieme a me, o forse per me!!!
Tra poco si farà di nuovo giorno e io vendicherò la mia bella, con l’odio di un principe che rivuole conquistare il suo regno, ucciderò il bastardo che ha osato fare un simile torto alla natura, privare la natura dell’essere più bello che sia mai riuscito a creare, ma ora basta pensare ora devo agire, troverò l’assassino della mia amata, e gli farò patire le pene dell’inferno, perché io adesso sono l’ultima speranza di vedetta che rimane.
Gli alberi sembrano farmi strada, stanno aprendo le loro grandi braccia, sembra quasi che la natura abbia capito quale sono le mie intenzioni, ed in un modo o nell’altro mi voglia aiutare con tutte le sue possibilità, si mi sta mostrando la strada per arrivare da lui, sento dentro di me un brivido che mi percorre tutto, iniziando dalla faccia fino ad arrivare alla bocca dello stomaco.
Mentre corro i miei occhi iniziano a pensare e ricordano lei piena di sangue, e così il cuore continua a piangere lacrime sempre più amare, e il sapore della vendetta si fa sempre più vivido nel mio animo.
Non avrei mai pensato di riuscire ad odiare tanto qualcuno ma adesso so che si può, l’adrenalina scorre nelle vene come sangue impazzito e pian piano si inietta negli occhi per mostrarmi la realtà degli eventi, si adesso riesco a vedermi dall’alto che sfreccio dentro al bosco e più avanti c’è un ombra che corre più veloce di me, e lui!!!
Si lo vedo chiaramente è lui che scappa ha un coltello in mano, non riesco a vederlo in viso, ma lo sento e lui il bastardo. Indossa un mantello marrone con il cappuccio, appena sarò abbastanza vicino cercherò di afferrarlo, devo correre più veloce più veloce, ormai non è lontano è a soli pochi metri da me, lo sento sta iniziando ad avere paura, sente il mio respiro che gli ansima addosso, si sente come una lepre inseguita dalla volpe, sento la sua paura e ne godo, sento il suo lurido odore la sua feccia che sta inquinando tutta la natura, ormai è in trappola!!

22

Credo che queste ragazze ci abbiano drogato, non riesco a trovare altre ragioni, e la cosa non mi disgusta affatto, perché ci hanno fatto provare la migliore droga che si trova sul mercato mondiale, una droga i cui effetti non scompariranno mai, si ne sono convinto abbiamo raggiunto lo scopo del viaggio!! Abbiamo trovato l’amore, siamo riusciti ad innalzare il nostro IO al cielo e farlo tremare, ancora non riesco a credere come sia potuto succedere.
Lei è qui accanto a me, sta dormendo beata come un bambino, non sembra reale, la sua bellezza non è mutata di una virgola, i miei occhi ormai riescono a vedere solo lei, sono colmi di lei, con i capelli di seta che le accarezzano dolcemente la faccia, ed il tutto risplende in lei, la dolce sensazione di purezza, che mi lascia nel mio cuore ammaliato, non vorrei mai alzarmi da questo letto, non vorrei mai distogliere lo sguardo, ho paura di disturbare il suo dolce sonno.
Non voglio farla cadere dalle sue dolci visioni oniriche per precipitare in questa realtà fantastica.
Non mi ero accorto che lei era sveglia già da un pezzo, e che mi stava guardando da molto più tempo, con gli occhi socchiusi e respirando il mio odore.
Si mi guarda, nel silenzio più totale, i nostri sguardi imbarazzati si sono incontrati ed hanno iniziato a comunicare, si ormai avevo capito che lei provava la stessa cosa che provavo io, ormai ero diventato suo e lei era mia per sempre, neanche la morte adesso sarebbe riuscita a dividere il nostro amore, e stavolta non sarei scappato e ne me la sarei fatta fuggire lei è il mio sogno divenuto realtà.
Si è alzata prima di me, io sono ancora qui nel letto che non riesco a credere a cosa mi sia successo, dalle strade sento una musica che inebria i cuori e lo spirito, ma ad un tratto si è fermata all’improvviso, perché??
Quella musica era così dolce, ma un momento, sento delle campanelle, corro subito alla finestra, la strada è deserta ma in lontananza sento le campanelle della barca di Caronte, si sento che sta per succedere qualcosa, spero che la nostra storia non prenda una piega sbagliata.
Joshua è corso nella mia stanza in mutande, sembra un pazzo, anche lui non riesce a credere a quello che ci succede, ha paura di essere entrato in un sogno di qualcun altro e che ben presto si risveglierà e tornerà alla realtà, e molto probabilmente, la penseranno così anche gli altri due ragazzi.
Io non riesco a spiegare, a Joshua, se sta succedendo realmente ma, intanto, sento che le campane che si avvicinano sempre di più, le sento rimbombare nella mente come dei colpi secchi dati su un muro di una caverna che si trova sotto la Terra, rimbombando sempre più forte, ormai il terrore ha preso vita e mi fa accapponare la pelle, gli occhi mi iniziano a lacrimare, ed inizio a sentire dei dolori che mi invadono tutto il corpo, guardo Joshua che cade per terra, si sente nelle stesse condizioni mie.
Sta succedendo tutto troppo velocemente, non riesco a capire, cinque minuti prima mi sentivo un leone e adesso mi è caduto il mondo addosso, come la furia di un leone che sbrana la sua preda, sento che qualcosa di brutto sta per succedere, le ragazze dove sono??? Oh mio dio, fa che non sia accaduto niente alle ragazze, cazzo non riesco a muovermi mi sento pesantissimo, non ho la forza di muovere le gambe, credo che tutto si stia spegnendo intorno a me, il cielo si sta oscurando, sembra quasi che lo stanno ricoprendo con un lenzuolo di seta nera.
Ormai il buio mi ha quasi ricoperto del tutto, intorno a me non riesco a distinguere più niente, non vedo neanche.. non ricordo sembra quasi che la mia mente sia stata oscurata, ma cosa sto dicendo dove mi trovo...

23

Si ora ricordo tutto, finalmente so chi sono, io sono Jimmy e forse ho capito tutto, si credo proprio di si, ma per avere la certezza devo raggiungerlo ed afferrarlo, solo allora avrò la conferma di quello che mi sta accadendo.
Ci sono quasi, ecco l’ho afferrato!! E’ caduto!! La corsa è finita vero Joshua?? Si avevo ragione.. Sei proprio tu.. Il mio migliore amico, sono contento di rivederti e adesso capisco anche se in un modo così irreale, tutto quello che c’è successo, sei stato tu a liberare di nuovo i miei ricordi, tutto il resto, tutto quello che mi circonda è solo una pretesa per nascondere la realtà, e cioè che questo non è il regno incantato delle fate e dei folletti ma bensì, è un posto dove qualcuno ci sta prendendo in giro, non so ancora spiegarmi chi sia ma so che presto ritroveremo anche Eddie e Stone.
Alzati amico mio, andiamo a cercare gli altri, sento che sono nelle vicinanze, si lo sento e mentre andiamo, mi devi spiegare come hai fatto a non cadere nell’inganno di quelle streghe, si perché in realtà siamo stati troppo precipitosi, quelle streghe ci avevano veramente drogato, per portarci qui ma a che scopo??? Cosa vogliono da noi?
Mentre camminiamo incontriamo anche gli altri ma a differenza di Joshua, anche loro, come me, non si ricordano niente, ma ormai non ci vuole molto a far riacquistare la memoria anche a loro, si perché la nostra amicizia è l’unica cosa reale in questa illusione di vita perfetta, di NIRVANA.
Ci siamo ritrovati, tutti e quattro, all’inizio della storia in quella stanza buia, ed è lì che deve finire, però stavolta non saremo più soli, perché solo uniti come sempre, riusciremo a capire cosa realmente ci è accaduto.
Ormai siamo vicini, riconosco l’albero di mele dove ho raccolto i primi frutti per sfamarmi, per gli altri è stato lo stesso, ci hanno fatto uscire in giorni differenti, perché??
Eccoci arrivati adesso tutti riusciamo a vedere la casa, si quando ne siamo usciti non so ancora perché ma non la vedevamo, non ci resta che entrare. La voglia di sapere la verità è più forte di qualsiasi paura, io entro per primo seguito dagl’altri.
E’ diversa da come c’è la ricordavamo, quello che dall’esterno può sembrare una casa , in realtà, dentro è la “Nave Di Cristallo” che abbiamo incontrato quella notte, non riuscivamo a ricordare ma, quella sera siamo entrati dentro di essa, solo che mentre speravamo di trovare qualcosa di bello, abbiamo trovato solo l’orrore della fine delle nostre esistenze, si perché non eravamo più noi, tutto quello che facevamo era stato già deciso, la nostra mente è stata soggiogata, fortunatamente per noi, Joshua è stato l’unico che è riuscito a spezzare le catene del surreale per ritrovare la ragione. Il mondo fatato esiste, ma non è questo, adesso vogliamo solo uscire da questo luogo, per ritrovare la libertà che ci è stata negata.
Ormai, credo che manchi poco alla verità, si questa deve essere l’ultima porta, quella che ci riporterà alla ragione, una volta aperta la porta, troviamo davanti a noi un uomo, sembra uscito dai tempi passati, ci guarda stupito e ci rivolge uno sguardo di odio, ci mostra con gli occhi della mente quello che sta succedendo al di fuori dell’irreale.
Ci mostra un bambino che si uccide da solo per l’odio del padre, si adesso ho capito tutto quell’uomo, anche se diverso, è Caronte e nello stesso tempo è il padre del bambino, molto probabilmente quella storia doveva essere il racconto della sua misera fine, e adesso dentro di lui c’è un serpente che lo divora lentamente, quel serpente rappresenta la colpa, la colpa di aver perso il figlio. E quella era la nave dei folletti uccisi da lui, l’uomo ormai completamente folle , cerca di assalirci, ma Stone ed Eddie lo attaccano subito, non gli danno il tempo di reagire, e stavolta è l’uomo che cade dalla nave, e mentre lo vediamo cadere ci sembra che l’acqua sia diventata uno specchio pronta a spaccarsi in mille pezzi.
Mentre cerca di divincolarsi, dalle onde del mare, escono mani e braccia che lo afferrano, e lo trascinano negl’abissi bui del mare, forti braccia che lo avvinghiano completamente.
Ora è realmente finita, nella stiva della nave erano custoditi dei libri di magia celtica, che abbiamo restituito al mare, insieme a tutta la nave, noi siamo scesi prima vicino ad un isolotto.

24

Sono trascorsi diversi mesi dall’accaduto, e da allora non ne abbiamo più parlato, fortunatamente adesso siamo di nuovo tutti insieme, e spero di non riparlarne più, non mi và di raccontare quella storia.
Tutto è tornato alla normalità, l’unica differenza è che stavolta siamo tutti fidanzati, ma purtroppo non riusciamo a guardare quelle ragazze con la stessa intensità di quella volta, ed anche se so che quella volta eravamo sotto un incantesimo di qualcuno che viveva in nessun tempo e in nessun spazio, non mi importa… perché so che noi quattro staremo per sempre insieme.






FINE
La nave di cristallo testo di KoRn
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