Il fenomeno dei culti distruttivi

scritto da EmmeBi
Scritto 21 anni fa • Pubblicato 21 anni fa • Revisionato 21 anni fa
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Testo: Il fenomeno dei culti distruttivi
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IL FENOMENO DEI CULTI DISTRUTTIVI

Da un’inchiesta condotta nel giugno 1998, scopriamo che nel nostro Paese, tra movimenti religiosi, gruppi orientalisti, movimenti esoterici ed occultistici, spiritisti, sette sataniche, movimenti neopagani, si contano più di 83 mila aderenti.
Un fenomeno sempre più in crescita, dove in alcuni casi ci si trova di fronte a un vero e proprio lavaggio del cervello, con la pretesa di sviluppare appieno le potenzialità mentali e psicologiche dell’uomo, attraverso la liberazione di condizionamenti mentali, malattie e felicità.
I gruppi nascono e prolificano intorno a un leader carismatico, il quale si proclama conoscitore di verità, mescolando psicanalisi, religione, scienza e pratiche iniziatiche.
Ma perché le persone cadono in questi tranelli?
Quando si entra in una setta, l’individuo viene posto al centro dell’attenzione, viene da tutti salutato, notato. Viene offerta attenzione. In questa società spesso ci si sente solo un numero, e all’improvviso, entrando in questi gruppi ci si ritrova di nuovo ad essere qualcuno.
Lentamente, senza nemmeno rendersene conto, si cade nella loro spirale; in cerchi concentrici costruiti appositamente intorno all’individuo, dove ad ogni nuovo passo condotto verso la politica della setta, ci si ritrova soli, sempre più legati ai loro concetti indotti con metodi di destrutturazione mentale.
Spesso, gli adepti vengono portati alla follia e alla rovina economica.
Quando un neofita entra in una setta, viene coperto di attenzioni, quindi viene assoggettato a un brusco cambiamento di abitudini, ad esempio la privazione del riposo, per indurlo alla stanchezza e farlo diventare più ricettivo, e perciò malleabile. Lo si convince ad adottare le idee del gruppo e i comportamenti approvati dal culto.
E’ difficile difendersi dalle loro abili tecniche di reclutamento, perché spesso avvicinano le persone più deboli, magari dopo aver fatto una ricerca sulla loro vita; le persone con problemi personali, sole, le più vulnerabili.
L’uomo è pur sempre un animale sociale in cerca di approvazione, là dove si sente inadeguato in una società sempre più matrigna, ecco che basta una mano tesa per condurlo nella direzione sbagliata.
Per il semplice motivo che si guarda al gesto e non a chi ci sia dietro a quelle cinque dita tese.

© by Miriam Ballerini
Il fenomeno dei culti distruttivi testo di EmmeBi
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