Eccomi, signor Fois, sono tornata anche stavolta da NULLA…NULLA, parola strana, solo a pronunciarla viene voglia di chiudere gli occhi e non pensare.Il nulla è tutto in fin dei conti, vero signor Fois?Ci ricostruiamo una vita lasciando NULLA, ma ciò che è figlio di NULLA è NULLA e basta, non può essere nient’altro.Ogni volta che volo in direzione di NULLA, sempre nello stesso periodo pur se in modalità differenti (adoro modificare il sapore di nulla), sono solita vagare da sola per quelle strade arroventate dal caldo soffocante, incontrare qualcuno e sapere di poterlo salutare chiamandolo per nome, perdermi in quelle sicurezze familiari anche se severe ed antiquate.
NULLA è mia nonna, la mia adorata zia, mio padre che invecchia e guida male e si arrabbia se glielo dico, i miei amici di sempre.NULLA è la spiaggia bianca che ustiona la pelle , NULLA l’onda marina che lascia addosso una quantità di salsedine tale da far luccicare il corpo.
NULLA, rassicurante e tremenda definizione…è nulla dunque tutto questo?”Nihil sapientiae odiosus acumine nimio”…meglio non dar risposta .Solo chi ci è nato e vissuto e ne è venuto via può capire, e soffrirne e un po’ morirne ogni giorno senza sembrare stupido.
Mi manca NULLA, mi ha dato dei valori, mi ha fatto crescere il cuore, aguzzare lo sguardo, allertare l’udito, ci sono volte in cui butterei via le carte e prenderei un aereo di corsa per tornarci, per fuggire da QUESTO nulla in cui ora mi trovo, ora estraneo, ora ostile, ora infidamente amico.Il mio NULLA è molto esigente, mia madre (mia povera tormentata mamma) ne è rimasta vittima: ti succhia l’anima come un vampiro goloso, ti fa temere di tutto e di tutti, di come vestirsi, di non truccarsi perchè altrimenti cosa dice la gente, di come muoversi. Sa, signor Fois, ho imparato a tornare nel NULLA ingannandolo, senza ascoltarlo troppo, scartando mentalmente gli aspetti tediosi, so deriderlo, povera ingenua che non sono altro…si , perché anche NULLA deride me, consapevole del fatto che non posso fare più a meno di lui.Ho tentato di strapparmelo dalla mente e dal cuore, ho tenuto testa e corpo occupati per dimenticare, ma non ce l’ho fatta.Non si può far finta di provenire da NULLA, perché NULLA è un carico vitale troppo grosso, un giudice severo che ci costringe ad analizzare, contemplare e commiserare gli altri nulla in cui andiamo, senza poter fare niente.Ci lega le mani, perchè contro il NULLA non si può nulla.
NULLA…di dolci, di pane appena sfornato, di miele, di mosto, di terra assetata, di sguardi curiosi , di sorrisi in facce avvizzite dal sole, di vecchie braccia che si stringono attorno al mio cuore come catene, come amore.
E:”Non dirmi che è facile. Non è facile amare NULLA. Non è facile essere innamorati del profumo dei lecci.Non è facile portarsi la terra in tasca.Perché la terra pesa, rallenta il passo e si preferirebbe essere nati in volo o sul mare, dovunque, ma non a NULLA. NULLA amada.” Passo tratto da “NULLA”di Marcello Fois.
Ora RAMMENTO che anch’io provengo da NULLA, che sono inguaribilmente e soltanto NULLA.
RITORNO A NULLA (30/07/2003) testo di sorriso