QUANDO L'AMORE E' PIU' FORTE

scritto da evilspirit
Scritto 24 anni fa • Pubblicato 24 anni fa • Revisionato 24 anni fa
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Per il mio dolce Furia, che oggi mi ha lasciata... ti voglio bene...
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Testo: QUANDO L'AMORE E' PIU' FORTE
di evilspirit


Roma 28/06/2002

Quando l’amore è più forte

Una tortura cominciata 3 anni fa. Eppure l’avevamo salvato. Avevamo saltato le vacanze per Malta, ma che importava, Furia era vivo.
3 anni a correre contro il tempo, a scacciare via la morte in ogni modo e con ogni mezzo.
E lui, che ogni volta reagiva, lottava per noi e per se stesso… ogni volta abbiamo vinto insieme. Legati sempre più forte in questo grande dolore.
A dicembre una grave crisi me lo stava portando via. NO! Non potevo lasciarmelo scivolar via. Ancora una volta l’ho pregato di farsi forza, l’ho aiutato, gli sono stata vicina. Ne era uscito dopo un mese e mezzo; non l’avrebbe creduto nessuno.
20 giorni fa di nuovo male. Cominciato subito la cura: 2 flebo, 2 pasticche, uno sciroppo e un’iniezione tutti i giorni. E lui ogni volta si affidava alle mie cure. Non diceva nulla, era paziente, e credeva in me, in quelle mani che ogni giorno lo esaminavano, lo accudivano… e allo stesso tempo non riuscivano ad aiutarlo.
5 giorni fa ha cominciato a non mangiare. Cosa normale. A dicembre era dimagrito di 8 Kg.
Quasi ogni giorno dal veterinario. Il caldo non aiuta. Lui peggiorava.
2 giorni fa non voleva neanche più bere. Lo stesso giorno guardandolo negli occhi, quegli occhi che non avevo mai visto prima in quel modo, mi ha detto che se ne sarebbe andato. Non gli volevo credere. Lui non poteva…. Non poteva lasciami da sola.
Poi ieri un’ulteriore complicazione. Ma aveva capito che contavo su di lui e si era fatto forza. Beveva. Purtroppo rivomitava tutto. Non riusciva quasi più a far la pipì… ma cercava, cercava di trovare la forza. Lo faceva x me.
Stamattina mi alzo. Lui stava in piedi e mi guardava. I suoi occhi sempre buoni, pieni di dolcezza, quasi uno sguardo umano, manifestavano sofferenza e stanchezza.
Mi metto seduta per terra. Lui si sdraia accanto. Affranto. Non voleva rimettere dentro casa, ma non aveva la forza di camminare. Si sentiva mortificato. Cercavo di non farglielo pesare.
Si è alzato. È uscito fuori. Non voleva far vedere che stava male. È caduto. Mia madre mi ha chiamata di corsa. Lì ho capito. L’ho preso in braccio e l’ho riportato dentro. Ho cercato il suo sguardo. Non ce la faceva più. Si rialza, riesce, lo vado a riprendere… Cade e rimane sdraiato lì, fermo, accanto alla poltrona. Cercava la mia vicinanza. Era stanco di lottare. Per l’ultima volta gli ho provato a chiedere di farsi forza. La sua risposta è stata: “Scusa, non ce la faccio”. Tutto quello che è venuto dopo sono stati solo singhiozzi. Il mio cuore combattuto. Mi sono fatta tante domande, chiesta tanti perché, e l’unica risposta che tornava ricorrente era “lui sta soffrendo… vuoi che soffra?”. No, non volevo vederlo soffrire, volevo che stesse bene. Volevo rivederlo in forze come era tra una crisi e l’altra. Un cagnolone con tanta voglia di rincorrere lucertole, gatti e uccelli; un dolce e tenero cane che donava tutto l’affetto che poteva in cambio di avergli salvato la vita da quando l’avevamo tolto da in mezzo alla strada. Era il mio cane, il mio amore… Un perenne cucciolo, con tanta voglia di coccole. Di media grandezza, un favoloso meticcio con la schiena melange, la pancia bianca, la testolona nera con la lista bianca, i “calzettoni” bianchi sulle zampe e con la coda mozza e per scodinzolare muoveva tutto il sedere… La usa voce che ormai conoscevo a memoria.
Alle 9.45 usciamo di casa. Lo porto in braccio fino alla macchina. Mi siedo sul sedile posteriore con lui sulle gambe. Piango.
Alle 10.00 siamo davanti al veterinario. Quante volte ho percorso quella strada. Quante volte lui l’ha odiata. Eppure oggi sembrava diversa. Tutto sembrava capire il mio dolore. Guardavo impietrita quella porta in attesa della chiamata. Viene a vederlo in macchina. “faccio un vaccino e poi me lo fai vedere”. Continuo a piangere. Quei 20 minuti sono stati un’agonia. Una continua disperazione, un continuo chiedermi se sbagliavo o meno. Lui continua a chiedere coccole, aiuto e un po’ di comprensione. Ecco, l’altro cane è uscito. Mi alzo. Lo prendo in braccio. Mentre percorro gli ultimi metri… mi chiedo cosa io stia facendo. Lui si sta fidando ancora una volta di me. Lo poggio sul lettino. Lo abbraccio stretto stretto. Gli misura la temperatura, gli da un’occhiata: “Non reagisce più, se ne sta andando da solo, può durare altri 15 giorni in queste condizioni…”. Guardo Salvatore. Non riesco a pronunciare quelle parole… Prendo un po’ di fiato: “Non ce la fa più, non voglio vederlo soffrire ancora. Ha fatto tutto quello che ha potuto…”.
Prende le boccette con dentro l’anestetico e poi… e poi l’ultima.
Io sto con un braccio sotto la sua testa, con l’altro lo accarezzo sul torace. Gli prende la vena e manda l’anestetico. Guardo di nuovo Salvatore: “sto facendo bene?” “Gli stai facendo il tuo ultimo regalo”. Guardo Furia: “fai la ninna amore… stai tranquillo”.
“Gli faccio prima anche il PR…. Così siamo sicuri che non sente nulla”.
Il respiro diminuisce. Prende l’ultima siringa. Vedo entrare il liquido mortale… La paura di aver sbagliato tutto… No, x lui è meglio così. Neanche finisce tutta l’iniezione che non respira più. Lo bacio. Un ultimo “…ricorda che ti voglio bene…”. Il cuore smette di battere.
“Chiara, ora sta meglio”. Erano le 10.30 circa, tutto era finito, tutto tranne il mio amore per lui. Il mio cuore in quel momento vuoto da ogni altro sentimento tranne il dolore, quel dolore che ti distrugge, quel dolore che provi quando perdi qualcuno di veramente importante… per me non era un cane, era una “persona”, il mio angelo custode.
Quando l’amore è più forte del dolore trovi la forza di prendere decisioni di cui non ti saresti mai creduto capace. L’amore che ho per Furia non finirà né oggi né mai… e ho fatto tutto il possibile per dimostrarglielo. Ora lui sta bene, anche se qui ha lasciato l’inferno… No, non ce l’ho con lui per questo, lo ringrazio per tutte le volte che ha creduto in me… sino alla fine.
Riposa bene amore. TI VOGLIO BENE.






Passano i giorni,le settimane, ma mi manchi sempre tantissimo. Un bacio mio dolce tesoro.
QUANDO L'AMORE E' PIU' FORTE testo di evilspirit
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