Sono arrivata in questo paesino siciliano, vicino Brolo, di cui continuo a non ricordare il nome, non che interessi qualcuno. Il primo giorno, scendendo a mare, il cugino di mia madre, un uomo cicciottello e bassino, dotato di un fascino tutto suo e di un’arroganza difficile da spiegare. Dicevo il cugino di mia madre mentre attraversavamo un tunnel ci spiegò che sopra quel tunnel, che in realtà era un ponte passava ogni tanto un treno.
Rimase in silenzio per qualche secondo, poi riprese:
“Qualche giorno fa sono passati proprio sotto questo ponte due bambini, il maggiore andò avanti e appena sotto il ponte il treno gli passò sopra la testa.”
“Che spavento avrà preso! Mi spiace”. disse mia madre con un velo di tristezza.
“Macchè” continuò l’uomo “Il bambino iniziò a urlare e a ridere, strillava felice che il treno gli era passato sopra la testa e saltava, saltava, saltava.
Il fratello minore, invece, pianse, pianse lacrime amarissime perché non aveva vissuto quello per il cui il fratello era tanto felice. Allora il bimbo più piccolo corse sotte il ponte dicendo alla madre che avrebbe aspettato fino all’arrivo del prossimo treno”
La prima volta sorrisi e continuai a camminare.
Quando poi il cugino di mia madre la ripetette due, tre, quattro poi cinque volte, decisi che anche io volevo provare l’ebbrezza di un treno sopra la testa, ma non forzai il momento.
Proprio oggi mentre parlavo con una bambina di astrologia, passammo sotto il ponte e subito un rumore assordante ci colpì.
Panico, ma poi felicità.
Il treno mi era passato sopra la testa.
Così il cugino di mia madre raccontò la stessa storia, usando le stesse parole delle volte precedenti, per la sesta volta.
Mi è passato il treno sopra la testa! testo di Eco.notturno