Fascino

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Sei amiche tra i cinquantacinque e i sessantacinque anni decidono di affidarsi al fascino seducente del Dottor Bellafaccia, un chirurgo estetico brillante e senza scrupoli. Ma il risultato è ben diverso da quello immaginato e il sogno si trasforma
- Nota dell'autore Sognattori

Testo: Fascino
di Sognattori

Fascino

Sinossi

Codice Opera Siae 971982A

Sei amiche tra i cinquantacinque e i sessantacinque anni decidono di affidarsi

al fascino seducente del Dottor Bellafaccia, un chirurgo estetico brillante e

senza scrupoli.

Ma il risultato è ben diverso da quello immaginato e il sogno si trasforma in

tragicomica disavventura.

Una commedia divertente e attuale che tra equivoci e momenti di intensa

verità, invita a riflettere sul tempo che passa, sul bisogno di sentirsi amati e

sul valore di accettarsi con ironia, dignità e libertà.

Personaggi: sette donne e tre uomini

Franca: L’unica del gruppo che non si sottopone ad alcun intervento. Osservatrice

lucida, ironica e sensibile, è la voce della ragione e il motore morale della vicenda.

Guiderà le amiche verso la consapevolezza.

Bianca: Vivace e impulsiva, si sottopone ad un aumento del seno decisamente

esagerato. Vuole sentirsi ancora desiderata e teme di perdere il fascino di un tempo.

Carla: Spiritosa e autoironica, si fa ritoccare le labbra. Dopo l’intervento fatica

perfino a bere e a baciare il marito. Usa l’umorismo per affrontare le difficoltà e

alleggerire le situazioni più imbarazzanti.

Anita: Si sottopone ad un intervento alle palpebre. Cerca di mantenere il controllo

ma è tra le prime a comprendere di aver inseguito un ideale irrealistico.

Dora: Si sottopone a un lifting completo. Apparentemente equilibrata e decisa, è in

realtà molto vulnerabile. La sua crisi emotiva segna un momento importante della

commedia.

Elvira: Vedova, romantica e malinconica, desidera tornare a sentirsi notata. Si fa

ritoccare zigomi e mento nella speranza di ritrovare attenzione e interesse.

Giorgio: Marito di Bianca. Affettuoso, diretto e ironico. Ama sinceramente la

moglie e rappresenta il punto di vista di chi riconosce il valore della persona al di là

dell’apparenza.
Gigi: Marito di Carla. Simpatico, pratico e intraprendente. Si presta con entusiasmo

alla finta intervista che permetterà di smascherare il chirurgo.

Dott. Guido Bellafaccia: Chirurgo estetico affascinante, narcisista e privo di

scrupoli. Dietro il linguaggio rassicurante nasconde superficialità, avidità e totale

disinteresse per il benessere delle pazienti.

Infermiera Gina: Complice del chirurgo, inizialmente attratta dal denaro e dal

prestigio. Quando la madre subisce un intervento disastroso, prende coscienza della

realtà e decide di aiutare le protagoniste.

I atto


La scena del primo atto si svolge nella sala relax di

una clinica privata. Specchi ovunque, riviste di

bellezza, fotografie “prima e dopo”.

Sono in scena il chirurgo Dottor Bellafaccia e

l’infermiera Gina.

Parlano delle loro ultime pazienti.

Scena 1

Dott. Guido Bellafaccia: Cara Gina, ogni ruga è una cambiale che aspetta

solo di essere incassata.

Infermiera Gina: (ridacchiando complice) E ogni donna insicura è una

cliente fedele.

Dott. Guido Bellafaccia: La paura di invecchiare è il miglior investimento del

secolo.

Infermiera Gina: (ride) le creme promettono miracoli, ma il bisturi le fattura.

Vero dottore?

Dott. Guido Bellafaccia: Una volta si diceva “accettati per quella che sei”.

Che pessimo slogan per gli affari. Per nostra fortuna oggi è diverso.

Infermiera Gina: l’ultima voleva solo un po’ di filler e poi … ha prenotato

quattro ritocchi.

Dott. Guido Bellafaccia: le rughe passano e i bonifici restano.

Infermiera Gina: e i mariti pagano!

Dott. Guido Bellafaccia (ironico): pagano e poi chiedono “Scusi, dov’è miamoglie?”

Si sente un gran vociare fuori scena.

Entrano sei donne con fasciature, cerotti, bende,

occhiali scuri e cuscini cervicali al collo.

Camminano lentamente, ognuna cerca di mostrarsi

disinvolta ma i movimenti sono goffi e impacciati.

Scena 2

Infermiera Gina: Benvenute nel reparto “Rinascita”. Tra qualche settimana

non vi riconosceranno più.

Bianca: è esattamente quello che desidero.

Dott. Guido Bellafaccia: Signore, siete il nostro orgoglio. Tra poco il tempo

sarà soltanto un brutto ricordo.

Carla (con le le labbra gonfie): io spero… di sembrare mia figlia.

Dott. Guido Bellafaccia: Perchè fermarsi lì? Potrebbe sembrare sua nipote.

Anita: Dottore, è normale che non riesca a chiudere gli occhi?

Dott. Guido Bellafaccia: Normalissimo.

L’intervento è appena stato eseguito e comunque è lo sguardo della

giovinezza: sempre aperto sul futuro.

Bianca: (guardandosi il petto): e io? Non riesco più a vedere i piedi.

Infermiera Gina: Signora, il suo decolletè fa ombra ai

piedi!

Bianca: Tu Dora? Sembri particolarmente allegra.

Infermiera Gina (sottovoce): Non è allegria, è il lifting.

Dora: Beh! E’ carino avere sempre il sorriso sulle labbra, no?

Anita: mio marito ha detto che, se torno più bella, mi sposerà di nuovo.

Franca, dì qualcosa!

Franca: Sì, speriamo che ti riconosca.

Vede Dottore, io le ho accompagnate ma non ho ancora deciso se operarmi.

Dott. Guido Bellafaccia: dopo aver visto le sue amiche non resisterà.

Franca: E’ proprio questo che mi spaventa.

Dott. Guido Bellafaccia: Vi lascio riposare adesso.

Ricordate: il gonfiore passa, la bellezza resta.Infermiera Gina: Se avete dubbi, evitate gli specchi per almeno dieci giorni.

Sono a vostra disposizione. Se vi occorre qualcosa non esitate a chiamarmi.

Il chirurgo e l’infermiera escono sorridendo

e le donne restano sole.

Breve silenzio. Tutte mantengono un sorriso sforzato,

cercano una posizione comoda per stare sedute e poi

gli atteggiamenti cambiano

Scena 3

Bianca: Ragazze…sinceramente io non mi sento più le spalle

Carla: Beata te. Io non sento più le labbra

si tocca le labbra

e a giudicare dalle dimensioni, presto dovrò pagare l’IMU.

Anita: Ho parlato al telefono con mio marito. Gli ho detto che dormo con gli

occhi aperti. Ha risposto che ha paura.

E tu, Dora, smettila di ridere!

Dora: e chi ride! E’ il lifting.

Elvira (si specchia): sembro la mia cugina di Cuneo!

Franca: Eppure, fino a ieri, dicevate di essere entusiaste.

Bianca: Davanti al Dottore sì. Ma quando tossisco… rischio di decollare.

Dora: (prova ad usare il telefonino) Il mio telefono non riconosce

l’impronta facciale. Mio Dio!

Franca: Ma perchè avete fatto questo. Spiegatemelo, perchè da sola non ci

arrivo.

Anita: Ogni ruga sembra dirci che qualcosa è finito e … vogliamo credere

che non sia vero.

Elvira: Tu ti senti ancora desiderata? Io no.

Quando torno a casa mi faccio anche tre tatuaggi… così penseranno che sono giovane anziché

disperata.

Franca: Il fascino non c’entra con l’età. O ce l’hai o non ce l’hai. E, se ce

l’hai, resta.

Non avete bisogno di un volto o un corpo nuovo, ma di imparare a guardarvi

con più amore.Oh! Menomale che non mi sono lasciata convincere.

Rientrano il chirurgo e l’infermiera.

Parlano piano tra loro, convinti di non essere sentiti

Dott. Guido Bellafaccia: Le vede Gina? il gonfiore passa, ma l’insicurezza resta. …

E quella garantisce il lavoro.

Infermiera Gina: La signora Franca mi preoccupa. Fa troppe domande.

Dott. Guido Bellafaccia: nessun problema! Basta trovarle la ruga giusta o… una

paura da fatturare.

Franca li vede e interviene

Franca: Dottore, per caso operate anche l’autostima?

Dott. Guido Bellafaccia: Ehm… non ancora.

Franca: Peccato! E’ l’unico intervento di cui abbiamo davvero bisogno.

Dott. Guido Bellafaccia: Signore, non lasciatevi impressionare dai piccoli

inconvenienti. La bellezza richiede qualche sacrificio.

Carla: Ma se continuo così, per bere un caffè dovrò usare l’imbuto.

Dora: Io sorrido così tanto che mi fanno male le orecchie.

Bianca (accarezzandosi il decolletè): Io, invece, mi sento bellissima.

Franca: sembri dotata di airbag.

Entra nella saletta un signore.

E’ il marito di Bianca che è passato a trovarla (Giorgio).

scena 4

Giorgio (con un mazzo di fiori):

E’ permesso? Mi hanno detto che qui avrei

trovato mia moglie.

Bianca lo vede e lo chiama

Bianca: Giorgio, amore! Sono qui.

Giorgio: Bianca! Non ti vedevo in mezzo a queste… mummie.

Bianca: Sono le mie amiche. Hanno ancora le bende.

Ma tu guarda me. Che ne dici?

Giorgio: Io… Bianca, tu… sono senza parole.

Franca: Non ho dubbi.

Giorgio: (indicando Anita) Ma… ci sei anche tu Anita?Mio Dio. Come fai a tenere gli occhi così spalancati. Ma Alberto lo sa?

Anita: Più o meno.

Giorgio: E anche tu Carla! Non ti avevo riconosciuta subito.

E’ venuto a trovarti Gigi? E’ rimasto… contento?

Carla: Non è venuto. Ma verrà e… sarà contento, sono sicura.

Bianca: Quindi? Non ti piaccio?

Giorgio: Piacermi mi piaci. E’ che… prima arrivano loro e poi tu.

le donne ridono

Bianca: Smettetela di ridere!

Giorgio! E’ solo una misura un po’ più generosa! Non dovevi venire! Volevo stupirti

una volta uscita: ben vestita, truccata… invece mi vedi così… nella fase post

operatoria.

Giorgio: Pensavo fosse carino venirti a trovare.

Comunque Bianca, io ti conosco da trent’anni. Ti ho vista in tutti i modi.

Questa non è una misura generosa, è esagerata.

Dott. Guido Bellafaccia: Le proporzioni sono perfettamente e assolutamente

armoniche.

Giorgio: Dottore, rispetto il suo lavoro, ma con queste proporzioni…dovrei avere le

braccia più lunghe per riuscire ad abbracciarla.

Bianca: Esagerato. Vedrai che al circolo farò un figurone.

Giorgio: Non ne dubito. Il problema è il ballo.

Nel valzer si balla vicini. Nel tango ancora di più.

Con questo nuovo assetto, è impossibile.

Bianca: Sciocchezze. Vieni che proviamo.

Bianca prende Giorgio. Si mettono in posizione da ballo

Cercano di avvicinarsi ma lui resta distante.

Poi lui stringe più forte ma rimbalza indietro.

Devono essere venti secondoidi puro divertimento teatrale.

Giorgio: Vedi? Io sono già in posizione e non ti ho ancora raggiunta.

Bianca: Basta fare un po’ di pratica.

Elvira: Più che un tango sembra una prova di parcheggio.

Giorgio (indicando Dora): cosa ride quella?
Bianca: Non ride. Ha appena rimpolpato le labbra.

Ma dai riproviamo!

tentano qualche altro passo di danza

Un, due, tre… uno, due, tre…

Giorgio: Bianca, se faccio un passo avanti torno indietro da solo.

Bianca: Ti abituerai.

Giorgio: Io mi abituerò a tutto, però sappi che, prima, per starti vicino non dovevo

prendere la rincorsa.

Bianca: Ma, così non ti piaccio di più?

Giorgio: Mi andavi bene, mi vai bene e mi andrai bene.

Con una taglia in più o in meno non cambia la persona che amo.

E adesso vado a casa… tu torna pure con le mummie.

va via senza salutare nessuno

Bianca lo segue con lo sguardo, mortificata.

Bianca: E pensare che volevo stupirlo.

Franca: Ci sei riuscita benissimo.

Dott. Guido Bellafaccia: Noi vi dobbiamo lasciare, vero Gina?

Infermiera Gina: Sì, dobbiamo … controllare altri pazienti

il chirurgo e l’infermiera escono un po’ in fretta

Franca: Forse, prima di cambiare il nostro corpo, dovremmo ascoltare chi ci

guarda con amore.

Elvira: Giorgio ti ha detto una cosa molto bella. Gli vai bene in tutti i modi.

Beata te. Io sono vedova. Nessuno mi guarda con amore.A dire il vero… non mi guarda proprio

nessuno.

Dora: Tutti ti vedono, ma pochi ti sanno guardare.

Anita: Giorgio è stato sincero. E, se posso permettermi… forse quel seno è un po’

troppo.

Bianca: Ah, davvero? E tuo marito ti voleva così? Con gli occhi che non si

chiudono più?

Anita: Almeno io posso ancora infilarmi una camicetta senza chiedere permesso!

Bianca: E io posso entrare in una stanza senza passare inosservata.

Dora: Ragazze, non cominciamo. Abbiamo deciso tutte insieme di fare questo. Perpiacere e per piacerci. Adesso non lasciamoci demoralizzare da piccoli

inconvenienti.

Carla: Piccoli per modo di dire. Io non riesco neppure a bere

si volta verso Franca

Franca, tu che sei ancora tutta originale, mi prenderesti un po’ d’acqua? E anche

una cannuccia… sennò non riesco.

Franca va a prendere una bottiglietta d’acqua con cannuccia

Ho speso una fortuna per avere labbra da diva e adesso bevo come un canarino.

Elvira: Sapete cosa vi dico? Voglio essere ottimista. Tra qualche giorno andrà

meglio. Appena esco da qui mi faccio una foto e la metto sui social.

Anita: con quale filtro?

Elvira: Nessuno. Voglio vedere se almeno lì qualcuno mette un “mi piace”.

Franca: e se non succede?

Elvira: Prenoterò un altro ritocco.

Intanto comincio col farmi un selfie.

si mette in posa e scatta un selfie

Anita: proprio ottimista!

Elvira: Certo. Voglio una foto ricordo.

guarda lo schermo. Lo osserva attentamente.

Si avvicina di più allo schermo. Lo scruta.

Poi si siede silenziosa. Senza sorriso.

Franca: Stai bene Elvira. Che c’è?

Elvira: Non pensavo di arrivare a non riconoscermi più.

Bianca: Forse dovremmo ascoltare chi ci vuole bene.

Carla: Nel frattempo, se qualcuno mi vuole davvero bene, mi aiuti con la

cannuccia.

Franca porge la bottiglietta e la cannuccia a Carla

Franca: Dai, prova, piano, piano.

Carla prende con cautela la bottiglietta

prova a bere con la cannuccia

Carla: Non riesco.

Franca: Prova ancora. Con calma, non agitarti.BIANCA: Tieni la cannuccia bella diritta. Attenta che non si pieghi.

Carla riprova, ma niente.

Carla: E’ dritta… Non riesco.

Bianca: Non darti per vinta. Inclina la bottiglia…

Carla: Basta! Non riesco

prende la bottiglietta e la scaglia a terra.

La calpesta. la prende a calci.

Poi la raccoglie e la getta via con rabbia.

Ho lavorato una vita, ho cresciuto due figli, ho assistito mia madre quando stava

male…e adesso non riesco a bere un po’ d’acqua.

Per due labbra che non sembrano nemmeno le mie… guarda

come mi sono ridotta.

Franca: Sei solo una donna che voleva sentirsi più bella. E hai creduto alla

persona sbagliata. Proprio come noi.

scena 5

Giorno dopo.

Le donne sono tutte in scena. L’atmosfera è cambiata. Alle risate si è

sostituita una crescente inquietudine. Entra l’infermiera Gina.

Infermiera Gina; C’è un’altra visita!

Entrano Giorgio e Gigi, il marito di Carla.

Gigi: Buongiorno a tutte.

Carla: Gigi!

Gigi (dopo averle osservate): Giorgio mi ha raccontato quello che ha visto.

Pensavo esagerasse. Invece è stato fin troppo moderato.

Carla: Vieni qui e dammi un bacio.

Gigi si avvicina con cautela e la bacia. Restano incollati.

Non riescono a staccarsi. Interviene Giorgio per aiutarli

a staccarsi. Si liberano con un piccolo strappo.

Gigi: Carla, ti giuro che ti bacio con piacere, ma come facciamo?

Carla: Non ti ci mettere anche tu. Passerà.

Gigi: lo spero. Altrimenti, per ogni bacio, dovrò firmare una liberatoria.

Mi avevi detto che era una cosa lieve. Un piccolo ritocco.Ma come vi ha convinte a fare questi interventi?

Carla: Siamo venute qui per curiosità. Volevamo solo informarci.

Bianca: Ci ha parlato di qualche piccolo ritocchino.

Questo è solo il primo.

Giorgio: Come il primo?

Anita: Ha detto che ci avrebbe tolto dieci anni dal viso.

Elvira: E forse un po’ di tristezza. Ci ha promesso fascino.

Carla: Era convincente. Entusiasta, Sembrava sicuro di poterci restituire quello

che pensavamo di aver perso. Il fascino, appunto!

Franca: E voi gli avete creduto. Io no.

Giorgio: Adesso cercate di guarire. Poi ve ne tornate a casa senza fare altri

interventi.

Quando saremo a casa voglio capire chi è davvero questo dottore.

Questo Guido Bellafaccia.

GIGI: Sapete qual’è la cosa che mi colpisce di più.t

utti lo guardano

Che non vuole solo togliere qualche ruga. Questo vuole cancellare la vostra storia

dai vostri corpi.

Elvira: La nostra storia… detta così fa impressione…ma hai proprio ragione.

Dora: Io ho fatto una videochiamata con mio marito.

Anita: E cosa ti ha detto?

Dora: Non si è accorto di alcun cambiamento. Con tutti i soldi che ho speso!

Carla: Davvero?

Dora: Mi ha detto soltanto “Sono felice di vederti sorridente. Se sei contenta tu, lo

siamo tutti”.

Non sa che con questo lifting, sarò sorridente anche al suo funerale.

Le donne ridono, ma Dora improvvisamente si

mette a piangere

E se non riuscissi più a tornare quella di prima?

Franca: Tornerai… col tempo. E, anche se avrai una ruga in più, resterai sempre

tu.

Dora: Ma non vedi che sto piangendo e la mia faccia continua a ridere.ANITA: E da ridere c’è ben poco.

Io stanotte non ho dormito.

Avevo sonno, ero stanca morta. Ma non sono riuscita a dormire.

Elvira: potevi chiede un sonnifero.

Anita: Non è quello il problema. Non capite? I miei occhi non si chiudono.

Non riesco a dormire con gli occhi aperti.

Vedete? Non si chiudono.

Bianca: Sforzati. Stringi forte.

Anita stringe gli occhi. Si spreme. Niente non si chiudono

Anita: Niente.

Dora: Prova con le dita a tirare giù le palpebre. Faccio io.

Dora usa le sue dita per abbassare le palpebre di Anita

Madonna! Non stanno chiusi.

Anita: Stanotte ho spento la luce. Ho pensato adesso mi rilasso. Adesso dormo.

Ma continuavo a vedere la stanza, la finestra, l’armadio, la sedia… tutto!

E se non passasse? Voi lo sapete cosa significa?

Non potrò più chiudere gli occhi. Nemmeno per dimenticare, né per riposare, né per

piangere da sola.

Io volevo solo sentirmi un po’ più bella.

Franca: E non c’era niente di sbagliato in questo.

Entra l’infermiera Gina.

Infermiera Gina (agitata): Signore… devo dirvi una cosa.

Bianca: Che succede?

Infermiera Gina: Per anni ho pensato che fosse solo un lavoro. Ben retribuito.

Lui prometteva, voi speravate e io… mi limitavo ad assistere.

Gigi E adesso?

Infermiera Gina: Ieri mia madre si è fatta fare uno dei suoi ritocchi.

Oggi le hanno tolto le bende ,,, e per un attimo non ho capito chi fosse.

E’ un mostro.

Giorgio: Questa è la clinica degli orrori!

Infermiera Gina: Per la prima volta ho avuto paura.

Gigi: di cosa?Infermiera Gina: Che, inseguendo un volto perfetto, si possa perdere la persona

che c’era dietro.

Arriva il chirurgo, felice, allegro, ignaro di tutto

Dott. Guido Bellafaccia: Gina! Prepara i moduli. Ho già prenotato cinque ritocchi di

controllo.

E se ha deciso, signora Franca, procediamo anche con lei. Non è che può restare

qui solo come supporto alle amiche!

Giorgio: Cinque ritocchi?

Bianca: Di controllo?

Gigi: O di completamento?

Franca: Credo sia necessario farci qualche domanda.

Dott. Guido Bellafaccia (fregandosi le mani): Allora, signore… pronte a diventare

ancora più belle?

buio - sipario.

II atto

scena 6

Il secondo atto si svolge in casa di Bianca e Giorgio.

Un salotto. Sul tavolo ci sono giornali e il computer di Giorgio

aperto. Bianca è seduta sul divano con il suo grande seno. Cerca

una posizione comoda senza riuscirci. Giorgio cammina avanti e

indietro.

In casa c’è un silenzio pesante. Nessuno dei due sa bene da dove

cominciare,

Giorgio: Posso dirti una cosa senza offenderti?

Bianca: Dipende da quanto è grossa,

Giorgio: Il tentativo di sembrare ventenni a sessant’anni, molto spesso, finisce per

essere grottesco.

Bianca: Hai ragione. Però non è così semplice.

Giorgio: Spiegamelo.

Bianca: Ogni giorno ci dicono che dobbiamo restare giovani, magre, lisce, perfette.

Come se superata una certa età una donna diventasse improvvisamente “scaduta”,

fuori catalogo!
Giorgio: E voi ci avete creduto.

Bianca: Sì. Perchè a forza di sentirtelo ripetere, finisci per pensare di valere meno.

Giorgio: Quello che non capisco è perchè nessuna di voi si sia fermata a riflettere.

Solo Franca ha tenuto i piedi per terra. E adesso, permettetemi, è la più bella di

tutte.

Bianca: Perchè è naturale.

Giorgio: Perchè è vera.

Bianca: Abbiamo sbagliato. E la cosa peggiore è che per qualche giorno, mi era

sembrata perfino una buona idea.Il risultato non è quello che volevamo.

suona il campanello

Giorgio: Devono essere loro.

Giorgio va ad aprire. Entrano Gigi e Carla.

Carla ha i suoi bei labbroni nuovi.

Bianca: Carla! Come va?

Carla: Diciamo che mangio con prudenza e bevo con rispetto.

Bianca: Riesci almeno a nutrirti?

Carla: Con fatica. Però, a volerla vedere in positivo, sono dimagrita. Non era

questo l’obiettivo, ma non si butta via niente.

Bianca: Tu riesci sempre a scherzarci sopra.

Carla: Sì. Ma se rido troppo, mi si screpolano le labbra.

Gigi: Allora Giorgio! Avevi ragione.

Giorgio: Sei riuscito a scoprire qualcosa?

Gigi: Più di quanto avrei voluto. Questo Bellafaccia vive vendendo insicurezza.

Come avevamo ipotizzato è un cialtrone.

Bianca: Avevate dubbi?

Gigi: Ci sono decine di lamentele, denunce, cause aperte.

Donne rovinate. Promesse di miracoli e risultati disastrosi.

Giorgio: E nessuno lo ha fermato?

Gigi: A quanto pare no.

Carla: Bellafaccia non può passarla liscia!

Bianca: Questa volta ha trovato le persone sbagliate.

Le altre stanno arrivando. Dobbiamo capire cosa fare.
Carla: Viene anche Franca? Lei è l’unica che si è salvata!

Bianca: Viene. E’ la prima a dire che non possiamo far finta di niente.

Ha detto che vuole aiutarci.

Giorgio: Si è salvata e forse, proprio per questo, riesce a vedere le cose con più

lucidità.

Bianca: e viene anche Gina, l’infermiera.

suona ancora il campanello

Giorgio: Ecco. Credo che il nostro comitato di difesa sia al completo.

Bianca (mentre va ad aprire): Questa volta non vogliamo sembrare più giovani.

Vogliamo solo tornare ad essere noi stesse.

Bianca apre la porta. Arrivano tutte. A parte Franca e Gina hanno

tutte una veletta per nascondere il viso deturpato.

scena 7

Bianca: Grazie per essere venute. Accomodatevi!

Vi donano quei cappellini!

Anita: cappellini mimetici. Sì!

Bianca: Siamo qui riuniti per cercare di farla pagare al chirurgo che ci ha conciato

così e fare in modo che non succeda ad altre sciocche sventurate come noi.

Gina! Tua madre come sta?

Gina: Sta che sembra una caricatura. E prende farmaci per la depressione.

Elvira: Cosa pensiamo di fare? Io ci ho riflettuto ma non mi è venuto in mente

niente.

Dora: denunciamolo alla polizia.

Gigi: Ci sono già delle denunce ma non hanno portato a niente.

Anita: Facciamogli un agguato e riempiamolo di botte.

Bianca: Sì, così poi arrestano noi.

Franca: Forse … un’idea ce l’avrei.

Da qualche settimana ho aperto un blog.

Anita: Tu? Un blog?

Franca: Si chiama “vecchiaia naturale e sfacciata”.

Elvira: Molto incoraggiante.

Giorgio: E’ geniale!
Franca: Sapeste quante donne mi scrivono.

C’è chi mi manda una foto senza trucco perchè vogliono farsi vedere da qualcuno al

naturale,

C’è chi mi dice “pensavo di essere l’unica ad avere paura delle rughe”.

E invece siamo in tante, Stanche di sentirsi difettose solo per qualche ruga di troppo.

Giorgio: Finalmente una voce sensata.

Franca: Tornerò da Bellafaccia. Sono l’unica a non aver fatto nulla.

Gli dirò che mi sono decisa e che voglio un intervento miracoloso.

Voglio vedere fino a che punto è disposto a spingersi.

Dora: E come facciamo a provarlo.

Infermiera Gina: Ci sono io. Sono pronta a registrare tutto.

GIgi: Io voglio fingermi giornalista.

Carla: Tu? Ma ti ha conosciuto in clinica.

Gigi: Con un paio di baffi finti e degli occhiali non mi riconoscerai nemmeno tu,

Carla!

Giorgio E dove lo intervistiamo?

Gigi: Qui. Gli dirò che voglio dedicargli un servizio speciale.

Elvira: Basterà pronunciare le parole “intervista esclusiva”.

Anita: e anche “il futuro chirurgo delle celebrità”. Arriverà di corsa.

Infermiera Gina: Questa volta non sarà lui a cambiare i volti. Saremo noi a togliergli

la maschera.

Franca: E’ deciso. Domani andrò in clinica.

Gigi: Io preparo il travestimento.

Bianca: E io preparo il salotto.

Carla: Se c’è da bere, ricordati le cannucce, per favore.

Franca: Bellafaccia ci ha convinte che eravamo da rifare. Adesso scoprirà che

l’unico ritocco necessario è alla sua reputazione.

buio

scena 8

E’ il giorno dopo. Sempre nel salotto di Bianca e Giorgio.

Bianca e Giorgio attendono notizie da Franca con una certa

agitazione
Bianca: Sono in ansia.

Giorgio: Se conosco Franca, o torna con una buona notizia… o con una

rivoluzione.

Bianca: Spero solo che non si sia lasciata convincere davvero. Sai, quell’uomo,punta sulle tue

debolezze.

Giorgio: Debolezze che per fortuna, almeno Franca, non ha.

(suona il campanello) Eccole!

Giorgio apre la porta, Entrano Franca con l’infermiera Gina.

Bianca Allora?

Franca: Sedetevi.

Giorgio: Da come lo dici, credo che Bellafaccia abbia dato il meglio di sé.

Franca: Molto di più.

Bianca: Racconta, dai!

Franca: Sono entrata fingendo di essere disperata. Gli ho detto che non

sopportavo più il mio aspetto e che volevo tornare come a trent’anni, altrimenti sarei

caduta in depressione.

Giorgio: E lui?

Franca: Non ha battuto ciglio. Mi ha detto: “Signora, alla sua età si può ancora

fare moltissimo”.

Bianca: Naturalmente.

Franca: Poi ha preso una penna e ha cominciato ad indicare tutto quello che,

secondo lui, doveva essere corretto.

Giorgio: Fammi indovinare: palpebre, collo, zigomi…

Franca: Mani, ginocchia e perfino i gomiti.

BIANCA: I gomiti?

Franca: Ha detto che i gomiti invecchiano come le mani ma che con la medicina

moderna sono recuperabili e nulla è perduto.

Infermiera Gina: Ho registrato tutto. Ho fatto una copia della registrazione e te l’ho

inviata, Giorgio.

Franca: Alla fine mi ha assicurato che, dopo gli interventi, mia figlia avrebbe

potuto spacciarsi per mia sorella maggiore.

Giorgio quest’uomo non ha limiti.Infermiera Gina: No. E fino a poco tempo fa pensavo che fosse solo un bravo

venditore.

Bianca: E adesso?

Infermiera Gina: Adesso so che vende insicurezze e le fa pagare a caro prezzo.

Sapevo che gli interessava operare più donne possibile per guadagnare ma, non

credevo fosse un cane di chirurgo.

Gli ho messo in mano mia madre. Non me lo perdono!

Franca: Quando mi ha consegnato il preventivo, ho pensato di svenire.

Giorgio: Quanto?

Franca: Più o meno quanto un’utilitaria ben accessoriata.

Bianca: Per rifare una faccia e due gomiti.

Franca: Con le ginocchia in omaggio.

il campanello suona con insistenza

Bianca: quanto ci scommettete che sono le ragazze?

Giorgio apre. Entrano Dora, Anita ed Elvira, tutte ancora segnate

dagli interventi, sempre con le velette.

Elvira: Scusate l’intrusione ma non riuscivamo ad aspettare.

Anita: Avrò sicuramente beccato una multa per eccesso di velocità.

Dora: Io ho detto a mio marito che dovevo uscire di corsa per una causa di

pubblica utilità.

Bianca: Accomodatevi, Franca ci stava raccontando.

Elvira: Allora ricomincia dall’inizio. E non saltare i dettagli.

Franca: C’è la registrazione che ha fatto Gina.

Comunque riassumendo, gli ho detto che mi ero decisa e che volevo tornare

giovane. Lui ha sorriso come se gli avessi fatto il regalo di Natale.

Dora: Me lo vedo!

Franca: Mi ha osservata due minuti e ha cominciato ad elencare tutto quello che,

secondo lui, andava corretto.

Elvira: Anche se non avevi nulla da correggere.

Franca: Secondo lui avevo molto. Palpebre, collo, zigomi, mani, ginocchia e

persino i gomiti.

Bianca: Quella dei gomiti è la più bella.FRANCA: Ma la cosa più grave è un’altra.

Giorgio: Vai avanti.

Franca: Gli ho chiesto che tipo di prodotti usa e non mi ha risposto. Ha fatto finta

di non sentire.

Poi gli ho detto che prendo un anticoagulante e che il mio cardiologo mi ha

sconsigliato qualunque intervento.

Anita: E lui?

Franca: Mi ha risposto “I cardiologi sono sempre troppo prudenti. Per qualche

giorno sospenda le medicine e vedrà che andrà tutto bene”.

Giorgio: Ha detto davvero così? Senza neanche chiedere il nome delle medicine?

Infermiera Gina: Ho registrato ogni parola.

Dora: Questo è gravissimo.

Giorgio: Molto più di quanto pensassi.

Elvira: Quindi non eravamo pazienti. Eravamo clienti.

Anita: E noi gli abbiamo consegnato i nostri soldi e le nostre paure.

Bianca: Pensavamo di comprare qualche anno in meno

Dora: E invece abbiamo rischiato molto più di qualche livido.

Franca: Il problema non sono le rughe.

Elvira: E’ aver creduto che ci rendessero meno interessanti.

Bianca: Io volevo sentirmi ancora desiderata.

Giorgio: Dove ho sbagliato se non hai capito che non ho mai smesso di

desiderarti?

Bianca: Scusami Giorgio. Era una mia fissa.

Dora: Io volevo dimostrare a me stessa che il tempo non aveva vinto.

Elvira: Io volevo solo che qualcuno mi guardasse.

Giorgio: Il valore delle persone non si misura in centimetri, rughe o taglie. Se

qualcuno lo fa, non è la persona per voi e non il contrario.

Bianca: Forse dovremmo imparare a portarci addosso gli anni con un po’ di ironia.

Franca: (piccola pausa) …Magari anche con una buona crema idratante. Quella

ci vuole!

Dora: E con dignità.

Elvira: E anche un po’ di vanità… ma senza perdere la testa.ANITA: Se proprio devo restare con gli occhi spalancati, almeno voglio vedere le

cose più chiaramente.

Franca: Questo è lo spirito giusto.

Giorgio: Bene. Abbiamo già una registrazione, una testimone e un chirurgo

convinto di essere un genio.

Bianca: Ci manca solo il nostro giornalista.

Franca: E domani Bellafaccia parlerà più del necessario.

Infermiera Gina: Ho convinto io mia madre a fare l’intervento. Si vedeva sfiorita. Era

demoralizzata.

Lui l’ha rovinata e questa volta non potrà cavarsela.

Giorgio: Ha accettato senza esitazione. Gigi gli ha spiegato di essere un

giornalista che vorrebbe dedicargli un servizio speciale.

Infermiera Gina: Verrà domani pomeriggio. Puntuale. E’ molto compiaciuto.

Bianca: Sento che possiamo fare qualcosa. Sento che possiamo ritrovare

l’adrenalina che pensavamo aver perso con l’età.

Dora: Impediremo che altre donne cadano nella stessa trappola.

Franca: Domani Bellafaccia verrà qui convinto di parlare della sua bravura.

Anita: E invece comincerà a parlare della sua rovina.

buio - quando la luce si riaccende è il giorno dopo 

scena 9

Giorgio e Bianca stanno aspettando Gigi e Carla.

Portano in scena un registratore, un taccuino. una bottiglia di

acqua con due bicchieri. Sono i preparativi per l’intervista.

Bianca: Ma quando arriva Gigi? Tra poco il Dott. Bellafaccia sarà qui.

Giorgio: Avrà perso tempo a truccarsi da giornalista. E speriamo sia credibile.

Se Bellafaccia lo riconosce salta tutto e finiamo anche nei guai.

Bianca: Non lo riconoscerà. L’ha visto solo in clinica per qualche minuto.

Non può ricordarsi di lui.

Giorgio: Se solo aveste usato il cervello, adesso non saremmo in questa

situazione.

Ma ti rendi conto! Ho le rughe anch’io. Mi sono appesantito. Non sono più quello di

una volta ma, mai ho pensato di non piacerti più. Giusto?
Bianca: Mi piacerai anche a novant’anni, perchè ti amo!

Ma ammettilo! Un uomo con i capelli brizzolati è affascinante, una donna si deve

tingere.

Un uomo con la pancia ha le maniglie dell’amore, una donna è cicciona e io… ho

pensato di poterti piacere di più.

Giorgio: Tutti invecchiano, anche i divi di Hollywood. Per me è bellissimo

invecchiare insieme.

Ma ora cerchiamo di portare a termine questa pazzia che abbiamo pensato

Suonano alla porta. Bianca corre ad aprire. EntranoGigi (con baffi, occhiali e un berretto con

visiera) Carla,

Franca, Elvira, Dora Anita e l’infermiera Gina.

Tutte le donne a parte Bianca, Franca e Gina indossano

ancora la veletta

Gigi: Come vi sembro?

Giorgio: Un cretino!

Carla: Però irriconoscibile.

Gigi: Spero per Bellafaccia. Tu mi hai riconosciuto solo perchè vivi con me.

Bianca: Ricordati: più lo lodi, più si sbottona.

Giorgio: Noi restiamo nell’altra stanza. Se serve, entriamo!

Infermiera Gina: Noi ci nascondiamo già di là in silenzio e che Dio ci aiuti.

Vanno subito fuori scena l’infermiera Gina con Dora,

Franca, Elvira e Anita.

Carla: Lascialo parlare a ruota libera. E’ pieno di vanità.

Mi ha detto Gina che prima di uscire dalla clinica si è spruzzato mezzo flacone di

profumo.

Suona il campanello

Giorgio: E’ lui.

tutti si nascondono rapidamente. In scena resta solo Gigi che

assume un’aria professionale e va ad aprire la porta.

Entra il Dott. Bellafaccia.

Dott. Guido Bellafaccia: Buongiorno. Guido Bellafaccia.

Gigi (stringendogli la mano): Che onore. Sono Ruggero Mantovani, collaboratoredella rivista “Successo e Benessere”.

Dott. Guido Bellafaccia: La seguo con molto interesse.

Gigi: Davvero?

Dott. Guido Bellafaccia: No. Ma il titolo mi piace. La seguirò.

Gigi: Dottore, il suo nome ricorre sempre più spesso. Ho svolto alcune ricerche e

risulta che lei abbia eseguito un numero impressionante di interventi.

Dott. Guido Bellafaccia: L’esperienza è fondamentale.

Gigi: Molti sostengono che presto anche personaggi noti potrebbero affidarsi a lei.

Dott. Guido Bellafaccia: Me lo auguro. I volti famosi sono la migliore

pubblicità.

Davvero si dice questo? Come l’ha saputo?

Gigi: Noi giornalisti… abbiamo sempre fonti attendibili.

Quindi lei considera ogni paziente una responsabilità?

Dott. Guido Bellafaccia: Naturalmente. Ma, se devo essere sincero, ogni

paziente è anche una grande opportunità.

Gigi: In che senso?

Dott. Guido Bellafaccia: Una persona insoddisfatta non chiede solo un

intervento. Chiede speranza… E la speranza, se ben presentata, non ha prezzo.

Gigi: O forse ha un prezzo molto preciso.

Dott. Guido Bellafaccia: Possibilmente elevato.Sono sincero con Lei. Mi sembra un tipo

sveglio. Questa ultima risposta che rimanga tra noi!

Gigi: Ma è ovvio.

Mi dica. Qual’è la qualità più importante per un chirurgo estetico.

Dott. Guido Bellafaccia: La capacità di convincere.

Gigi: Non mi riferivo ai guadagni ma alla professione. La qualità migliore sarà la

prudenza immagino.

Dott. Guido Bellafaccia (ridacchiando sornione): La prudenza non paga lo

studio.

Gigi: E l’empatia?

Dott. Guido Bellafaccia: Utile! Purchè non rallenti il preventivo.

Gigi: Come decide quali interventi consigliare?

Dott. Guido Bellafaccia: Osservo la paziente e mi domando due cose: di checosa ha paura … e quanto è disposta a spendere.

Gigi: Quindi il suo lavoro è anche psicologico.

Dott. Guido Bellafaccia: Soprattutto psicologico.

Le rughe sono superficiali. L’insicurezza è profondissima.

Gigi: E molto redditizia Eh!

Dott. Guido Bellafaccia: Ah Ah Ah! Vedo che ha compreso perfettamente il

settore.

Gigi: Lei rifiuta mai un intervento?

Dott. Guido Bellafaccia: Perchè mai dovrei dare questo dispiacere!

Gigi: E se esistono controindicazioni mediche?

Dott. Guido Bellafaccia: Spesso le controindicazioni sono solo opinioni.

Gigi: Una frase notevole!

Forse è inutile chiederlo: non fa uso del silicone, naturalmente! E’ vietato. Immagino

che lei utilizzi soltanto prodotti autorizzati.

dott. Guido Bellafaccia ……………...Naturalmente.

Certo che lei fa troppe domande per essere un giornalista di

benessere.

Gigi: Come definirebbe la sua missione?

Dott. Guido Bellafaccia: Non combatto l’invecchiamento. Lo umilio.

Gigi: straordinario.

Dott. Guido Bellafaccia: Le dirò di più: quando una paziente entra nel mio

studio, io non vedo una donna.

Gigi: No?

Dott. Guido Bellafaccia: Vedo un progetto.

Gigi: E un progetto si fattura.

Ma verranno anche uomini!

Dott. Guido Bellafaccia: Sono una minoranza.

Con loro vado cauto.

Non hanno ancora così tanta paura di invecchiare quanto le donne. Però è solo

questione di tempo.

Gigi: Questo non lo scriverò. Sa… le femministe poi…

Dott. Guido Bellafaccia: Ho percepito subito che io e lei ci capiamo.GIGI: Oh! Io ho capito davvero tutto.

dalle stanze adiacenti si sente un rumore

Dott. Guido Bellafaccia: C’è qualcun altro in casa?

Gigi: Solo alcune sue opere.

Dott. Guido Bellafaccia: Come, prego?

arrivano tutti gli altri

Franca: Buon pomeriggio Dottore!

Bianca: Le presento i suoi capolavori.

Bellafaccia impallidisce

buio

scena 10

Sono tutti in scena. Bianca e Giorgio stanno servendo da bere.

Stanno festeggiando

Bianca: non avrei mai pensato che il mio seno potesse finire su Internet.

Carla: Il mio bacio incollato è virale!

Gigi: E il Dottor Bellafaccia ha ricevuto il tapiro da Striscia la notizia.

Elvira: Finalmente qualcuno gli ha ritoccato la reputazione.

Infermiera Gina: Io per, provo una gran vergogna.

Per anni ho creduto di lavorare per la bellezza e sì, ho guadagnato bene e non lo

nego. In realtà stavo aiutando qualcuno ad arricchirsi sulle paure degli altri.

Compresa mia madre.

Dora: Le paure noi gliele abbiamo servite su un piatto d’argento.

Anita: Con tanto di carta di credito.

Giorgio: Almeno l’avete capito che il problema non sono mai state le rughe?

Franca: Ragazze! Le rughe raccontano.

Dora: Le mie raccontano quarant’anni di matrimonio.

Elvira: Le mie raccontano un uomo che ho amato,,, anche se non ha potuto restare!

Carla: Chissà perchè volevo labbra perfette quando avevo qualcuno che era

disposto ad ascoltare quello che avevo da dire. Gigi! scusami.

Gigi: Scuso, scuso. Ho un bonus però!

Dora: Io volevo sembrare più giovane. Mio marito voleva soltanto vedermi serena.

Anita: Io pensavo di dover correggere il mio viso. In realtà dovevo correggere ilmodo in cui mi guardavo.

Carla Cambiando aspetto pensavamo di sentirci più importanti.

Giorgio: Eravate importanti già prima.

Elvira: A furia di ascoltare gli altri… avevo smesso di ascoltare me stessa, Ci dicono

continuamente che non siamo abbastanza.

Gigi: Però finchè non vi invecchia il cervello, usatelo!

Bianca: Perfino le ragazze di vent’anni vogliono rifarsi.

Dora: A vent’anni si correggono quello che non è ancora successo.

Gigi: E poi a sessant’anni si cerca di cancellare ciò che si è vissuto.

Dora: Il tempo non è un nemico, questo l’ho capito. Siamo ancora qui.

Giorgio: Le storie d’amore finiscono quando smettiamo di riconoscerci non

quando compaiono le rughe.

Bianca Già. E quando smettiamo di meritare amore così come siamo.

Elvira: Io pensavo che nessuno mi guardasse più.

Adesso sono certa che nessuno mi guarderà più… Oh!... Me ne frego.

Franca: Prima di tutto dobbiamo imparare a guardarci noi.

Anita: Quante persone ti hanno scritto, Franca?

Franca: Moltissime. Donne di ogni età e anche uomini.

Tutti sono stanchi di inseguire un ideale impossibile.

Carla: E il nome del blog continua ad essere meraviglioso.

Franca: “vecchiaia naturale e sfacciata”

Bianca si alza e va al centro. Tutti, istintivamente, si dispongono

accanto a lei.

Bianca: Abbiamo passato una vita a nascondere ciò che il tempo ci regalava.

Franca: Ogni ruga è una risata, una lacrima, una preoccupazione superata.

Dora: Un figlio cresciuto.

Elvira: Un amore perduto che però c’è stato.

Carla: Una delusione e una ripartenza.

Anita: Una storia che merita di essere letta.

Giorgio: E chi vi ama non vuole una pagina bianca.

Gigi: Vuole continuare a leggere.

Bianca: Perchè vale molto di più una persona che ha imparato ad amarsi… di unvolto che ha soltanto imparato a nascondersi.

Franca: e allora mostriamole con orgoglio le nostre rughe, le nostre imperfezioni!

Elvira: Le nostre storie. Noi stesse. Naturali. Sfacciate e… finalmente libere.

Gigi: Dai! Giorgio. aiutami, mettetevi in posa, Vi faccio una foto per il blog!

Si mettono tutte in posa per lo scatto di una foto.

Dora, Anita ed Elvira si tolgono il cappello con la veletta e lo

gettano via,

mentre Gigi e Giorgio scattano una foto. Flash!

sipario - fine.

Fascino testo di Sognattori
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