Contenuti per adulti
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Mare, difenditi. Sciogli i loro liquidi putrescenti, i loro scarichi di barche, malefici e catramosi, sputali con i loro oli abbronzanti, scaricati dalle loro smancerie di plastiche refrattarie, sfrattali dai tuoi lidi sfruttati, diluisci i loro effluvi, che Dio non ossidi il loro carbonio, la tua acidità si riequilibri, e si reintegri il tuo plancton.
Se ciò non avvenisse, allora raduna i Leuca e i pinna bianca, richiama dalle profondità del tempo i Dunkleosteus, circonda le acque di caravelle portoghesi e di torpedini, ammassa i loro rozzi relitti di natura diabolica, le loro piattaforme devastanti e immonde, e poi alzati in piedi: alto, massiccio e terribile. Richiama le tue grandi possenti onde e sbattili sulle loro coste infestate, sconvolgi le loro sabbie rastrellate, rovescia i loro costosi lettini geometrici e le loro assurde pose, i loro culi al vento e potente rodi tutte le loro baie controllate da grattacieli sconci, solleva le gonne alle belle cabine di fila e segna il tuo territorio, sputando tutte le loro urine e i loro umori che cedono, indegni, ai tuoi flutti.
Bacia con il tuo profumo i tuoi scogli, accarezzali, tirali via dalla sabbia e dal loro saccheggio inutile, rialzali fino al cielo e se tu potessi, costruisci un forte, con torrette di banchi di conchiglie vive e rendile altissime come le scogliere di Dover, e vai incontro al tuo orizzonte e amati dove i tuoi fianchi sprofondano nei tuoi fondali infiniti, circondato dalle tue splendide anime, e salva solo i loro cuccioli, per farli crescere nuovi, puri e marini nel tuo Panthalassa.
Riproduci, allora, quella vita sorprendente, quella vita bestiale, celestiale e solidale che ha tutto da insegnare, e brucialo, brucialo con la tua acqua di cristalli fluorescenti per sempre, seppelliscilo nelle profondità più buie, nella fossa delle Marianne, gettalo nell'estinto, quello che dicono essere umano, quell’essere.