Nel gielo dei miei occhi chiusi, nella pateticità del mio corpo nudo, nella disperazione delle mie carni tese...
Col candore delle realtà inaccettabili I miei desideri spegneranno i tuoi anni. Nel buio ci strapperemo dalle nostre parallele e marciando sulla fretta di discorsi inconcludenti raggiungeremo la culla che forse giustifica la bara in cui, mano per la mano, riposeremo in due.
Quì oppure quì o forse quì sarò con te. In un bagliore di noi verremo primati delle ingiustizie tanto care alle lacrime innamorate e guardandole dileguarsi nella fluidezza delle nostre notti cadenti aspetteremo uniti in un sol corpo il fremito della terra che trema sotto le scosse dei nostri sorrisi. Scalando le tue fragili sopracciglia affiderò la mia lingua al gusto salato della tua fronte sudata, a quello amaro dei tuoi capelli, poi di nuovo alla pelle, sulla tua schiena, poi ancora giù, poi di nuovo su fino a circunnavigarti. Poi verrò, poi verrò.
Ma solo nel gielo dei miei occhi chlusi, nella pateticità del mio corpo nudo, nella disperazione di una solitaria polluzione notturna.
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