Ho il problema di pretendere molto dalle relazioni. Mi correggo e aggiungo: troppo da me, troppo dalle relazioni e troppo poco dalle persone con cui scelgo di avere una relazione. Mi innamoro facilmente, faccio di tutto per farmi notare, cerco di capire come dovrei comportarmi, mi impegno al massimo per assomigliare il più possibile a quello che gli ALTRI vorrebbero trovare in me, mi trasformo in ciò che - nel mio immaginario - dovrei essere per gli altri e spesso non so più chi io sia veramente, tra le tante “me stessa” che abitano dentro di me. Ma solo per poco tempo, non serve prolungare la finta oltre il modesto limite che avrà la storia. Gli altri sono passeggeri, e passeggera sono io nei confronti degli altri.
I fantomatici “altri” non sono altro che i ragazzi per cui “impazzisco”, periodicamente. Da qualche anno a questa parte ho la sfacciata fortuna, per così dire, di ottenere molto spesso e molto poco difficilmente “il cuore” e “l’anima” delle persone che potrebbero interessarmi. Peccato che, dopo il primo accenno di conquista, tali “cuore e anima” si risolvano in polvere di stelle, tanto bella quanto effimera, e si trasformino in qualcosa di molto più pragmatico: “il sesso”. La condizione è assimilabile ad un fuoco di artificio che viene sparato nel cielo, esplode di splendidi colori e finisce, decade. Il tutto in meno di sessanta secondi. Ecco, le mie relazioni sono fuochi di artificio.
Guardando la fine di un fuoco d’artificio non proviamo altro che meraviglia con –forse- un pizzico di nostalgia. Guardando le mie relazioni, e vivendole soprattutto, non rimane altro che soddisfazione commisurata a una buonissima dose di amarezza. Io arrivo, mi preparo, conquisto, ottengo, lascio. Faccio tutto con molta velocità, frettolosamente, voglio far continuare la storia ma non vedo l’ora che finisca.
Io non vedo l’ora che finisca solamente perché ho paura: ho paura della mia libertà che potrebbe essere violata, ho paura di non poter essere all’altezza di una relazione ma più di tutto, ho paura di essere rifiutata. Eppure io lo so, tutto il mio corpo anima compresa sa che ho un universo d’amore da dare. Mi rendo conto che come mio fine ultimo mostro l’unione fisica e sessuale ma posso giurare al mondo che non è così, o meglio: non è solo questo!
Ciò che pretendo e che sbaglio a pretendere è che gli altri lo capiscano. Capire cosa poi…un testo è leggibile solo se è leggibile la modalità di scrittura ! E io la traduzione non la rendo disponibile a nessuno. Come posso pretendere di voler qualcosa che non posso permettermi? Ho un carattere poco adatto, inadeguato all’habitat ideale di una sana relazione e me ne rendo conto. Mi mostro avida del sesso, risulto leggera, pratica, insensibile a volte? Già, ma questa altro non è che una pellicola.
Il sesso mi piace, mi fa impazzire, mi fa vivere, mi fa crescere, mi entusiasma, mi prepara, mi coccola, mi rassicura, mi droga, mi salva. Il sesso per me è un amico che sa sempre come consolarmi e come farmi stare meglio. Ma no, io non voglio solo questo. Questo deve essere una base, non un motivo. Io voglio l’amore, voglio amare e voglio essere amata. Voglio sentirmi legata a qualcuno, voglio appartenere a qualcuno e voglio dire “si, io e il mio tipo ci amiamo, vogliamo stare sempre insieme e non ci separeremo mai”! Pretendo, e pretendo molto.
Lo voglio e lo pretendo, ma continuo ad aver paura. Perché?
Perché talvolta succede che cedo, qualche volta la pellicola la tolgo, qualche volta lo voglio far uscire questo amore ingombrante, obeso. Lo faccio uscire e lo faccio conoscere alla persona che ritengo momentaneamente importante. Glielo mostro, si, perché penso e spero di aver trovato la felicità in un altro cuore, finalmente. Povera, povera illusa! Donare il mio cuore e le mie aspettative, i miei sogni, al vento…ecco cosa faccio ! Io ho amato ma sempre nei momenti sbagliati, gente sbagliata, tutto sbagliato. Ho amato! Si! E tanto! Ho amato da soffrire, da piangere, da giurare e promettere a me stessa che mai mi sarei innamorata di nuovo…per che cosa? Per tornare a casa col corpo caldo e il cuore gelido? Per aumentare la disillusione di non veder mai approdare la mia nave d’amore? Tante parole per nulla. Non mi sono ascoltata e ho continuato a sbagliare destinatario. E so che succederà ancora; succede ancora.
Evidentemente il mio amore è insano, troppo debole, strano, effimero, insicuro…non lo so! So solo che non viene accettato. Viene scartato ed evitato ed io mi adatto. Mi accontento dell’elemosina che mi danno, per consolazione. Già, è così. E’ per questo che mi stufo – si, come i bambini e i loro giocattoli - e che ritorno a ciò che so fare ed affrontare meglio. Il sesso. Punto di partenza e di ritorno, unica via per cercare di non soffrire ulteriormente.
E’ così facile non impegnarsi quando lui ti basta. E basta anche agli altri…specialmente agli altri. Non sono io la prescelta per scaldare il loro cuore, servo ad altro. Ormai me ne sto convincendo. Tanto sforzo per conquistare, tanta dedizione per ottenere, tanto poco per affezionarmi. Ma a senso unico; dal mio senso e basta.
Sconfitta, quindi. Forse si, forse no. Chissà. Sbaglierò di nuovo e tornerò qui a fare le stesse considerazioni. L’unica cosa che voglio fare ora è finire di accontentarmi. Non voglio più il contentino di nessuno. Non voglio più carezze infami finte consolatrici come a dire “non posso e non potrò mai amarti. Non ti voglio vicino a me, ti voglio sopra. Accontentati di questo e non chiedere altro perché altro non c’è per te”.
Io voglio tutto, o non voglio niente.
Voglio tutto, o niente. testo di Flama