Non dormo mai, mi riempie questo senso di vuoto legato all’esistenza. Il continuo fluire dei pensieri mi tiene sveglio e corre più del tempo. È quasi sorto il sole quando mi trascino dove tutti si trascinano, in una lenta transumanza che conduce verso la pozza in cui ci si disseta e ci si rinfresca. Non c’è acqua a sufficienza e le masse si accalcano alla disperata ricerca di una sola goccia, fino all’ultima. I più fortunati sono appagati mentre gli altri languono in uno stato di prostrazione. Al crepuscolo, tutti uniti a formare la stessa mandria, si ritorna verso la tana, ignari e indifferenti l’uno dell’altro. Così, giorno dopo giorno, quelle strade, quella pozzanghera e quel branco errante si erodono e non resta che polvere, la stessa che si respira tutti i giorni. È come un sedativo che rende calmi e docili uomini e donne. Io nella mia insofferenza ribelle e blasfema continuo a non dormire e lo scorrere dei pensieri mi tiene lontano e assente, disperatamente distratto.
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