Il tuo ritorno, la sera. La tua intelligenza pratica. Il profumo che il contatto con la tua pelle genera tra le lenzuola al mattino. I tuoi passi riconoscibili dal rumore delle scarpe col tacco che indossi. Il tuo modo di sdrammatizzare o di nascondermi la tristezza che ogni tanto affligge anche te. Il bicchiere di vino nero mentre cucini. I nomignoli con cui ci chiamiamo. Gli orecchini che togli lasciando sul comodino. Le mille parole la mattina appena sveglia. La rara capacità di far seccare qualsiasi foglia dal colore ancora verde. Gli accostamenti bizzarri, quelli che mai farei. Il nostro non assomigliarci che tanto mi lega a te, mamma.
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