prima lettera dalla matematica

scritto da Fringuello
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hanno cercato di farlo passare per matto...
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Testo: prima lettera dalla matematica
di Fringuello

 

 

 

Prima lettera dalla matematica di Fringuello


Si è sparsa qualche tempo fa, la leggenda di un matematico russo che ha risolto un problema, uno dei 7 problemi irrisolti della matematica agli inizi del 21°secolo.

E dopo averlo risolto  ha rifiutato il premio in danaro di un milione di dollari stabilito come premio.

I problemi irrisolti sono tanti, ma questi sono stati individuati come i più importanti dalla commissione per il premio  Clay nell’anno 2000.

Sono 7  problemi in tutto, quello che ci interessa è un problema di topologia poi vedremo in breve cosa è la topologia.

Si tratta della congettura di Poincarè.

 Il suo enunciato recita così:

(per noi profani)- se uno spazio tridimensionale è compatto, senza bordo e non contiene buchi quello spazio è, topologicamente, una 3sfera — la “superficie” della palla in quattro dimensioni.

Come la nostra amata terra che è un geoide, una sfera un po' stortignacola che non ha un bordo, seguendo un tragitto in linea retta, torniamo al punto di partenza, non cadiamo fuori.

Non è bucata come una ciambella, topologicamente è una sfera in tre dimensioni.

Di passaggio la sua superficie, cioè la sfera, è il luogo dei punti equidistanti dal centro.

Questo grosso modo.

Per la topologia un simile oggetto, ammettendo che sia dotato di elasticità (come se sia di gomma) comunque lo si voglia deformare, è sempre una sfera, tenderà a riassumere la sua forma più congeniale.

La caratteristica di questo ente geometrico, di questa superficie è che ha una curvatura costante e qualsiasi punto della superficie può essere assunto come centro.

Qualcuno obietterà che ho parlato di  punti equidistanti dal centro, si però considerata come superficie il centro non appartiene alla sfera.

Ma la stò facendola troppo lunga, la descrizione finisce qui. E mi accorgo che non posso spiegare i principi della topologia che sono lontani dalla realtà tangibile, Li intuisco appena e non li capisco appieno ho solo due certezze siamo in una geometria non euclidea e due figure opposte in realtà come un cubo ed una sfera, nella topologia, anche indipendentemente dalla grandezza si equivalgono poichè deformandole possono essere portate ad essere simili, ma avendo premesso la indifferenza delle grandezze per la topologia sono eguali, posso solo immaginare come sia difficile districarsi in un tal casino.

Aggiungiamo solo che la 3 sfera in 4 dimensioni per Einstein è una delle possibili forme dell’universo.

Il matematico russo che ha rifiutato il premio si chiama Grigorji Perel’man.

Vive ora con la madre in un piccolo appartamento a Pietroburgo, non insegna , non fa ricerca per nessun ente o università, non vuole vedere nessuno, vuole solo essere lasciato in pace con carta e matita a continuare i suoi studi, la vita per lui è la matematica.

La sua vita di studente è a livello matematico impressionante, tranne uno, ha sempre risolto i problemi che gli sono stati presentati, sempre il massimo dei voti in tutte le materie al liceo, a parte in ginnastica.

Ha partecipato per l’Unione Sovietica quando era studente, a tutte le olimpiadi della matematica, manco a dirlo, sempre primo classificato. 

I matematici essenzialmente si dividono in due categorie, gli algebristi e i geometristi, cioè chi ragiona per simboli e chi ragiona per figure geometriche.

Lui faceva ambedue le cose.

Comunque veniamo al perché ha rifiutato la medaglia Fields (una specie di premio Nobel per i matematici) e poi anche il premio Clay, ambedue con dotazione superiore al milione di dollari.

Dopo 9 anni dedicati allo studio  della congettura di Poincarè, nel 2002, utilizzando oltre ai ragionamenti matematici anche un metodo tratto pari pari dalla fisica teorica, perviene alla soluzione.

Pubblica i risultati su una rivista scientifica.

E’ chiaro che ha risolto la congettura.

Ma si trascinano per oltre 3 anni i tentativi di mettere in dubbio il suo risultato.

Poi si scatenano le invidie dei colleghi matematici, poi i tentativi di arruolamento di varie titolate università per arrivare poi a proposte di forme di commercializzazione e infine al tentativo di due matematici cinesi di prendersi il merito del suo successo.

Lui non voleva soldi, chiedeva solo che la comunità scientifica riconoscesse i suoi meriti, questo non avvenne, lo tennero anni in una sorta di tira e molla.

A quel punto lui disse più o meno “andate a cagare” e si ritirò dal mondo, così quando lo andarono a cercare, lui rispedì indietro medaglie, assegni, e qualsiasi celebrazione ormai tardiva.

Qualcuno dirà che era pazzo. Io non credo, penso solo che un uomo integro, amante della verità, quando dice basta è basta, non contano soldi non conta niente altro.

La verità e la coerenza sono l’essenza della matematica, e lui amava la matematica.

 

 

 

 

 

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