PACIOCCO, IL CAMMELLO A TRE GOBBE ®*
C’era una volta lungo le coste del deserto del Sahara un piccolo villaggio dove la principale attività era la coltivazione delle noci di cocco.
Fatta la raccolta delle noci di cocco, il capo della tribù bandiva una gara per trovare il cammello più meritevole per trasportarle dall’altra parte del deserto dove vi era la tribù dei commercianti.
Pure quell’anno, il più caldo da tre stagioni, volle partecipare alla gara anche Badì il padrone di Paciocco, l’unico cammello che aveva tre gobbe, ma che per quel suo strano difetto era stato tante volte preso in giro e messo da parte.
Purtroppo, oramai quasi per abitudine, Paciocco venne subito scartato e si scelse il vincitore dell’anno precedente, un robusto e forte cammello, il cui padrone caricate le noci di cocco partì per attraversare il deserto.
Giuntò però quasi a metà strada vide che l’unica gobba del suo cammello era già quasi vuota e che restava poca acqua a disposizione, in ogni caso poca per continuare il viaggio, ragion per cui tornò indietro ed arrivò in paese stanco e mortificato.
I cittadini erano disperati perché se non avessero venduto le noci di cocco quello sarebbe stato un anno davvero disgraziato.
Badì si offrì di nuovo per il trasporto delle noci, ma anche questa volta fu preferito un altro cammello, alto, forte e robusto, il quale caricate le noci si incamminò nel deserto, ma giunto anch’esso quasi a metà strada dovette arrendersi e tornare indietro, poiché se la prima metà era stata difficile la seconda era ancora peggio.
Arrivato in paese la gente iniziò a disperarsi poiché senza le monete ricavate dalla vendita delle noci di cocco quell’anno avrebbero rischiato di non aver monete per comprar da mangiare.
Badì si offri di nuovo e questa volta, forse anche perché oramai era rimasto solo lui, gli permisero di provare.
Paciocco fece l’ultima bevuta d’acqua, carico le noci e partì con il suo padrone ad affrontare l’inferno del deserto.
Giunto a metà strada Paciocco aveva consumato solo una delle tre gobbe colme d’acqua, per cui senza nemmeno fermarsi continuò nella marcia.
Cammina cammina, arrivò dall’altro capo del deserto, dove scalpitanti lo aspettavano i commercianti, i quali a loro volta senza le noci di cocco avrebbero sofferto la fame per il mancato commercio.
Questi quando videro arrivare Paciocco e Badì iniziarono a far gran festa, e per tutta la notte fu baldoria.
La mattina seguente dopo aver riposato per bene, Badì raccolse i soldi della vendita, fece fare una bella bevuta a Paciocco, il quale immediatamente mise in bella mostra le sue tre gobbe e partirono per il viaggio di ritorno.
Quando giunsero in paese, dove ormai nessuno credeva più nel loro ritorno - e chissà se mai vi avessero creduto - non vi fu festa, poiché tutti avevano dubbi sulla reale consegna delle noci di cocco.
Solo dopo che Badì consegnò le monete ricevute dai commercianti, la gente si sentì sollevata ed iniziò la festa.
Da quell’anno Paciocco è diventato il cammello più importante della tribù, è riverito e rispettato, a dimostrazione del fatto che l’aspetto esteriore delle cose non è sempre quello migliore.
* scritta da Vittorio Del Bove
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