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Il Vento delle Nove Solitudini, nuova versione introducendo altri personaggi.Eko Krell, Memorit: maestro della memoria. Può assorbire i ricordi degli altri, ma ogni immagazzinamento aumenta il rischio di confondere la sua identità con quella delle persone ricordate. Cinico ma profondamente leale, è spinto dal desiderio di proteggere chi gli è caro, anche a costo di scontrarsi con i propri limiti.
Bruma: Sussurrante e interprete delle Voci delle Montagne. Ha la capacità di calmare le memorie turbolente e fungere da ponte tra le culture diverse delle isole. E' custode di antiche saggezze geoloigiche e può guidare i protagonisti attraverso paesaggi pericolosi o enigmi culturali.
Rhael; Fotgia e ingegnere ribelle: un ingegnere ribelle che costruisce macchine per navigare tra gravità instabile. Sta progettando una piccola flotta di navi fatte di pietra e cristallo, capaci di sfidare le leggi della gravità locale. E' carismatico, idealòista ma soesso testardo nel mettere in pratica le sue visioni.
Lira Solta,giovane viaggiatrice Stargap che ha la capacità di leggere le correnti gravitazionali come se fossero una carta nautica.
Trama: Eko Krell può fornire accesso a ricordi cruciali per scoprire un mistero tra le isole, un segreto antico, una tecnologia perduta, o la vera natura degli eventi che hanno diviso le comunità. Bruma aiuta la squadra a decifrare i segnali delle montagne e a costruire ponti culturali tra gruppi in contrasto. Rhael e la sua flotta di pietra e cristallo aprono rotte fisiche e metaforiche tra le regioni insulari e permettono di muoversi tra gravità instabile per raggiungere luoghi inaccessibili.
Remi procurati: Memoria, identità e fiducia; cooperazione tra culture diverse; innovazione sostenibile contro la paura della perdita di passato; il pericolo delle memorie non elaborate.
Trama.
In un arcipelago dove le colline " parlano " e gli oceani conservano memorie antiche, un segreto potrebbe distruggere l' equilibrio tra i popoli. Eko Krell riceve un compito riscioso; raccogliere ricordi sparsi di coloro che hanno potuto impedire una catastrofe, ma ogni memoria assunta lo avvicinaw al rischio di perdere se stesso. Bruma guida il gruppo tra vallate ritmiche e cime che sussurrano nomi dimenticati. Le Voci delle Montagne svelano una chiave simbolica per interpretare una mappa dimenticata. Nel frattempo Rhael lavora ai motori di una piccola flotta di navi di pietra e cristallo, capaci di volare tra gravità instabile.La sua squadra si avvicina a una rotta che potrebbe unire le isole o spezzarle definitivamente congelando gli ideali che dividono in montagne dure da scalare.
L' intreccio centrale ruota intorno all' idea che la memoria collettiva sia una città invisibile. Eko Krell e Bruma devono collaborare per ricostruire una memoria condivisa che permetta ai popoli di fidarsi di nuovo gli uni degli altri. Rhael fornisce strumenti concreti per muoversi tra le zone di gravità instabile ma serve una visione condivisa per utilizzare al meglio la sua tecnologia.Nuove conoscenze e tecnologie possono portare vantaggi se usati correttamente per rafforzare legami comuni e condividere una visione comune del mondo; ma possono essere destabilizzanti e distruttive se usate per raggiungerem potere o deliri d' onnipotenza che avvantaggiano pochi singolari e distruggono il plurale, sempre più misero, privo di dignità e arrabbiato.
Finale possibile: la verità emergente è meno distruttiva di quanto sembri controintuitivamente, se le memorie di diverse comunità vengono allineate con la guida di Bruma e la spinta innovativa di Rhael.
Eko Krell impara ad accettare una parte di se che non è solo un ricordo, ma identità trasformata dall' esperienza condiviva che apre ponti di pace tra le persone e i popoli.
LA VOCE DELLA MONTAGNA ------ DA, Il Vento delle Nove Solitudini.
NUOVA VERSIONE CON L' AGGIUNTA DEI NUOVI PERSONAGGI:
La piaga fredda del crepuscolo avvolgeva la piana di rocce vive, dove le Montagne Sussurranti sembravano respirare in un idioma antico. Eko Krell avanzò tra i trabocchi di pietra, il passo silenzioso come un annuncio. Accanto a lui, Memorit. Bruma Sussurrante, la voce delle vette che figurava nelle crepe del mondo, una presenza che parlava in volti diversi a chi l' ascoltava abbastanza a lungo da non fuggire. " Le voci si alzano quando scendiamo nel fessurato ventre della montagna, " mormorò Bruma, la sua figura avvolta in una nebbia leggera che non era fumo ne neve, ma una sorta di eco liquido. " E non hanno sempre ragione; ma non mentono mai davvero. "
Eko Krell si fermò, l' ombra delle sue dita sfiorò un pannello di metallo arrugginito, incastrato tra due lame di roccia. Con una leggera torsione del polso, l' aria si fece più fredda, e il silenzio prese a tremolarecome una mano tesa dal Vento delle Nove Solitudini, che sferza le sue infinite mani con furia per raggiungere al più presto la Nascita, la condivisione degli intenti. Prese a tremolare come una vela tesa sul ventre di una bestia dormiente ignara di ciò che accadeva intorno a lei. Da dietro una curva emerse Rhael, Forgia e ingegnere ribelle, con una cuffua piena di fili e sporca di fuliggine; tracce di fuliggine incrostavano anche il suo volto. Portava un fascio di strumenti ibridi ognuno dei quali sembrava pronto a scatenare la furia di una piccola geometria di ferro. " La rotta che cercate non è qui, è là, "disse con voce roca e ferma, indicando una fessura nella roccia che sembrava un abisso senza fine. " Se i sigilli non crollano, non avremo mai i pezzi di cui abbiamo bisogno. " Lira Solta avanzò di qualche passo. Una giovane viaggiatrice Stargap, con una tuta che sembrava cucita con stelle cadute e sogni di mappe ancora veregini. I suoi occhi erano fessure luminose tra i capelli color dell' aurora, con sprazzi di rosa ancor cupo che aspettava di illuminarsi nell' azzurro della prima alba partorita dalla fantasia del cielo; con la curiosità di un fuoco che nessuna tempesta poteva spegnere. " Sicuriamo la via, non solo la volta, " disse la voce, piena di una determinazione che pareva nascere dall' abitudine e a camminare e a camminare tra galassie smnisurate dove le stelle danzano in armonia, e accompagnano la luce lungo il percorso luminoso dove spirito e anima convergono per donare la vita, il movimento, i sogni, i desideri, la consapevolezza e l' accortezza delle coscienze, del Se Stesso e dell' Io sono per meritare un libero arbitrio, che non è fare quello che si vuole, ma usare il rispetto e condividere il tutto, anche se proviene da aree diverse, Per meritare la libertà, che però deve essere una libertà responsabile per non danneggiare altre stelle, altre luci, altri suoni, altra vita " Se la rotta è un' enigma, forse siamo noi la chiave. " Bruma emise un sospiro e un sussurro che sembrò un soffio di vento tra i palmi delle mani. " Ascoltate; la montagna ha parlato, ma solo a chi ascolta col cuore aperto. Non è la rotta che manca, è la fiducia che ci serve per attraversarla senza cadere nelle trappole che lei stessa ha posto come segnali. " I quattro si scambiarono uno sguardo, una lettura istintiva di segnali, di rischi e di opportunità. L' aria si fece più densa, e l' eco delle Voci delle Montagne divenne una sinfonia frammentata, come se un' orchestra invisibile stesse accordando i propri strumenti per un solo, cruciale accordo. " Devo parlare con loro, " disse Memorit La sua voce seppellita tra le pieghe della sua identità, sembrava più una memoria che una parola; " i volti delle montagne, le cose che hanno visto, le paure che hanno superato, se potessi tradurle in una mappa sonora, forse troveremmo la via. " Le dita di Memorit risalirono lungo i profili di una lastra di roccia incisa da tempo immemore, e, quasi per magia, le incisioni cominciarono a brillare timidamente, come se una voce nascosta si accendesse dentro la pietra stessa. Le note che ne emersero non erano suoni umani, ma una lingua di inciampi e spostamenti: una mappa che non indicava una rotta, ma una scelta da fare, in un certo momento, con una certa ostinazione. Lira Aolta guardò la mappa, sussurrò con occhi spalancati, " Se la montagna ci dice dove andare per trovare ciò che cerchiamo, allora dobbiamo asciltare anche dove non vuole che andiamo. Le voci non sono solo minacce e promesse, sono linee di forza che guidano o ostacolano, a seconda di come le impugniamo. " Eko Krell onclinò il capo, studiando la mappa illuminata dalle rune di Memorit. " La cisa più pericolosa qui non è il percorso, ma il tempo. Ogni scelta spalanca una porta che potrebbe chiuderla subito dopo. Dobbiamo decidere con la testa, ma ascoltare con l' anima. " Rhael si avvicinò al punto in cui la fessura sembrava custodire il respiro della montagna, e depositò sul suolo uno dei suoi strumenti, una piccola mola che ondeggiava con una sincronizzazione quasi organica. " Questo non è solo un segno; è un meccanismo di sicurezza Se rompiamo i sigillo senza la manualità giusta, attireremo l' ira del riposo della montagna Dobbiamo essere rapidi veloci come la saetta di un fulmine, come la luce, precisi e consapevoli di ciò che stiamo per fare; la comprensione deve essere istantanea in modo da agire con sicurezza e precisione millimetrica. " La notte cominciò a cedere il passo ai primi bagliori dell' aurora che precedono l' alba Le Voci della Montagne si fecero meno acute più lente e serene, come se si stessero rianimando dal torpore del sonno; eppure c' era una febbre nell' aria, un' emersione di una verità che non era mai stata detta ad alta voce, perchè avrebbe spezzato qualcosa di invisibile e molto fragile " La chiameremo la Porta delle Voci, " annunciò Bruma, la cui voce era diventata una specie di rifrazione, una guida che non pretendeva di dare ordini ma piuttosto offrire un sentiero da percorrere con fiducia e sicurezza, consapevole dei rischi di trappole che avrebbero ostacolato il percorso, ma accorta nei passi e nel pensiero, e vigile con gli occhi. " Se la toccate, non sarete più la stessa persona che eravate,ma se non la toccate, non sarete nemmeno le persone che dovrete diventare. " Lira Solta si fece avanti. " Allora tiriamo fuori tutto ci che abbiamo imparato finora: la pazienza di ascoltare, la precisione del gesto, la fiducia in ciò che non si vede ma si sente col cuore e con la mente, e la voglia di scoprire cosa si cela oltre il confine delle nostre paure. " E con una calma sorprendente, aggiunse, " la Stargap non è solo una via, è una promessa che le stelle hanno fatto a chi ha il coraggio di camminare tra di esse a testa alta e con il dovuto rispetto, senza mai dare l' impressione di voler rubare la loro luce, ma offrendo il proprio cuore, il proprio amore, i propri pensieri e gesti, le proprie parole che uniscono come una stretta di mano che sancisce amicizia vera, una profondità interiore che ascolta l' eco di ritorno del vento e l' arcobaleno dei colori che porta nel cielo, negli occhi e nel cuore, letizia e calore, meraviglia e sorpresa, attimi indimenticabili che suggellano
memorie destinate a durare in eterno, ricordi pronti a riaffiorare con un suono, la sensazione di un già vissuto, una parola, una canzone, una poesia, un' onda del mare che attraversa la mente. " Con una serie di movimenti misurati, Rhael avviò la procedura. Le lame di roccia si allineavano con una coreografia finemente sintonizzata, come se la montagna stessa riconoscesse i suoi ingegneri e aprisse una danzante arteria di metallo e silenzio. Eko Krell, con mani ferme e occhi attenti, guidò la discesa di una piccola piattaforma che fluttuava tra i piani della spelonca, abbassando una saracinesca di pietra che sembrava sigillare l' ingresso della caverna a un mondo che non sarebbe stato più lo stesso. La svolta avvenne quando Memorit fece una dichiarazione semplice, ma carica di un peso quasi sacro. " Eccomi; vi porto la chiave del suono che chiunque di voi ha sempre saputo di portare dentro di se, ma che ha dimenticato di usare al momento giusto. " La risposta fu una sinfonia di echi che sembravano nascere non dalla montagna, ma dai cuori di coloro che la abitavano. Le voci, ora interpretate con una sapienza nuova, si fecero una sola, condivisa, una nota lunga che permise l' apertura di una soglia, di una porta, di un confine sbarrato dall' incomprensione che crea muri insormontabili; non fu solo un abisso di pietra, ma un Paradiso di luce blandissima e bianca come la neve, una camera dove la realtà si piegava per accogliere una verità che non era una destinazione, ma un compagno di viaggio. Lira Solta varcò per prima la soglia. Sentì la gravità diminuire senza cedimenti, come se camminasse tra costellazioni che non avrebbero mai ammainato le loro luci. Ogni passo le restituiva una parte di se che aveva lasciato lungo la strada, un frammento di mappa che ora tornava a casa. E in quell' istante capì cosa significava essere Stargap: non solo attraversare spazi tra i mondi, ma attraversare i propri limiti, col coraggio di scoprire che la propria casa era più grande di quanto si potesse immaginare, infinita, con la luce che si univa in sincronia con l' energia oscura per creare energia illimitata, meraviglia tra le stelle. Eko Krell si voltò verso i compagni. " Abbiamo una strada davanti, ma non è una destinazione; è una promessa: che qualunque cosa troviamo, continueremo a muoverci insieme, perchè l' unione di chi cerca è pi forte di qualsiasi muro. " Rhael chiuse la mano destra attorno al manico del suo ultimo strumento, una piccola chiave di ferro brunito. " Allora avanti; se il mondo comincia a tremare, noi tremiamo insieme, e non prima di quello che serve per non spezzarci. " La montagna per una volta fu quieta. Le sue voci, ormai tradotte in un linguaggio di fiducia e di scelta, si placarono in un sdussurro costante che accompagnava i passi dei quattro esploratiori. E mentre la luce dell' alba creava una linea sottile tra l' orizzonte e la volta rocciosa, Lira Solta si fermò un attimo a guardare dietro di se, dove la strada si perdeva tra i tremuli riflessi della montagna. " Forse non siamo qui per trovare una risposta unica, " disse la voce piena piena di una nuova consapevolezza. " Forse siamo qui per imparare a porre la domanda giusta, nel posto giusto, al momento giusto. " E così, integrando l' unico potere delle Voci delle Montagne con l' approccio alla sperimentazione pratica e la creatività per insegnare scienze, tecnologie, ingegneria e matematica di Rhael, la compassione di Memorit, l' ardore di Eko Krell e la curiosità incandescente di Lira Solta; il gruppo si addentrò oltre la porta delle voci dove risiedeva la purificazione, la rigenerazione per riequilibrare le coscienze, e ricollegare tutte le parti del nostro dna divino, che nel tempo si sono scollegate a causa di manipolazioni genertiche e programmazioni per il controllo del nostro tempio uomo da parte di ombre che vogliono nasconderci la luce del sole e controllarci integralmente col nostro consenso rubato con mestizia, con la furbizia di chi si crede superiore e innipotente a cui tutto è dovuto. Fu una scelta, una strada, una scommessa contro l' oscurità, e, soprattutto, fu l' inizio di una nuova narrazione che avrebbe continuato a vivere, come le montagne che sussurrano ancora, a chi sa ascoltare e capisce che tutti facciamo parte di un' unica cosa, un unico disegno, un unico corpo di luce che genera materia potendo tornare energia elettromagnetica e ancora materia a piacimento, vita, evoluzione che apre porte chiuse e abbatte muri, divisioni, e offre la consapevolezza di chi veramente siamo, l' accortezza di ascoltare la ragione che ci da buoni consigli per vivere tra le persone e i popoli, creando un concerto dove la pace e l' amore vibrano con le vibrazioni dell' Universo nel rispetto,nella solidarietà e l' accettazione di usi e costumi di culture diverse ma uguali che conducono tutte in un unico denominatore comune, che permette alla vita di progredire in armonia, in sintonia col cuore pulsante della Terra: Il nostro pianeta, nostra casa terrena, nostra madre, Pachamama, che dobbiamo rispettare come noi stessi e anche di più; ricordarci che siamo solo ospiti che fanno parte di un unico grande corpo celeste, vibrante, ospiti che fanno parte di un progetto unico, che messi insieme rappresentano un uno, l' esistenza singolare e plurale che unisce le loro voci, i loro pensieri che non sono solo minacce e promesse, sono linee di forza che guidano o ostacolano a seconda di come le immaginiamo. Ricordarci che siamo solo ospiti che fanno parte di una grande festa da omaggiare con allegria dando il meglio di noi stessi, con impegno massimale, con la consapevolezza che la vita, la natura non può essere offesa, derisa e maltrattata; dobbiamo rispettare l' ambiente, le piante e ricordarci che sono loro che permettono ai nostri corpi di respirare, nutrendosi dell' anidride carbonica presente nell' atmosfera per trasformarla in ossigeno. Per ricordarci che la memoria collettiva va conservata, non nascosta o cambiata per ingannare le nostre coscienze, operando manipolazioni e programmazioni per uniformare i nostri pensieri e le nostre esistenze al volere di chi fa del potere il proprio delirio e la propria onnipotenza, le proprie convenienze che tolgono dignità alla popolazione mondiale, che provocano guerre continue, malattie e fame, depopolamento, desertificazione della Terra e della nostra mente, incapace di elaborare un pensiero proprio e di capire quello che è bene e quello che è male per il singolo e la collettività. Ricordarci che la memoria collettiva è una città invisibile che chiede di essere scoperta, rivelata per fare comprendere chi realmente siamo e dove andiamo, rivelare la nostra essenza divina; un mezzo che ci permette di progredire, conoscersi interiormente e integrare le esperienze passate e le esperienze vissute in prima persona, ai bisogni della collettività,in modo che una stretta di mano possa suggellare amicizie sincere, non essere un mezzo d' inganno per attivare convenienze che potrebbero recare un danno alle persone e alle cose, all' ambiente che ci permette di vivere; l' utile deve essere una condivisione, il dannoso una piaga da estirpare, una malattia da curare con la medicina dell' amore. L' unico modo per unire la gente del mondo sarebbe uniformare tutte le religioni, mantenendo di ognuna i propri valori, da rispettare da parte di tutte le altre; un' unione vicente per estinguere tutte le divisioni che portano confusione e guerre nel mondo, manipolazioni mentali che sono un mezzo d' ipnosi, di convinzione per abituare le persone all' obbedienza cieca, al controllo totale, che vanno a scapito della libertà, del libero arbitrio, che però deve essere consapevole e non arrecare danni alla collettività. Solo in questa maniera riusciremo a creare un mondo perfetto dove tutti si aiutano, un mondo dove il denaro sia solo carta straccia che serve solo a dividere, un mondo di pace e d' amore dove il sorriso riscalda come i baci del sole e le carezze pensieri gentili che fanno vibrare la mente e ricollegano tutte le parti del nostro dna scollegate da millenni di sottomissione e manipolazioni a scopo di controllo totale delle coscienze. Dobbiamo imparare a decidere con la nostra testa, con saggezza, e ascoltare con l' anima; con la profondità del nostro spirito: Noi stessi inconsapevoli di essere
Spirito sottile di luce che vibra nella ricerca della perfezione, della maturazione della coscienza, della consapevolezza che permette di essere liberi e responsabili delle nostre azioni nel nostro corpo di materia, e liberi di rispèlendere in una luce pura che si ricollega con la Casa Madre, impreziosita da esperienze dove il sottile si consolida nell' eterno, rafforzando l' unione come singola cellula all' Uno Assoluto.
Nel cuore della notte, tra sogni e realtà,
una storia sorge come stella nascente, pura meraviglia,
svela segreti nascosti, luce splendente.
Ogni frase è un soffio di magia,
che dipinge mondi di pura fantasia,
con personaggi che vivono in poesia
e portano il lettore in dolce allegria.
La narrazione, come un fiume in ardore,
scorre senza fine, trascinando l' anima,
regalando emozioni calore e folclore.
E nel suo flusso, trovo la mia verità,
un mondo di sogni, di speranza e di amore
che vive eternamente nella mia realtà
Nei miei pensieri, parole senza fine
che collegano ponti e uniscono confini.