La fata dell'Amore di DONATELLA TROGU

scritto da Almina Madau Carta
Scritto 13 anni fa • Pubblicato 13 anni fa • Revisionato 13 anni fa
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Autore del testo Almina Madau Carta

Testo: La fata dell'Amore di DONATELLA TROGU
di Almina Madau Carta

LA FATA DELL’AMORE – Donatella Trogu

C’era una volta una Fata che, alla sua nascita, aveva ricevuto dalla sua Fata Madrina, un bellissimo dono: una polvere di stelle che aveva un potere molto speciale. Questa polvere infatti, quando veniva dispersa nell’aria, portava l’Amore su ogni cosa.
La Fata portava sempre con sé un sacchetto pieno di questa polvere che, oltre al potere dell’Amore, aveva anche il potere di non finire mai, perciò era sempre pieno.
La Fata, era un po’ distratta e pasticciona, perciò aveva dimenticato le istruzioni per l’uso e combinava sempre qualche guaio. Non che si possano combinare troppi guai ad usare la polvere di stelle, però, a furia di usarla nel modo sbagliato, aveva finito per ritrovarsi con le ali spezzate.
Anche con le ali spezzate, riusciva a mascherare bene il dolore, cercava di trasformarlo in gioia, a volte ci riusciva, altre no. In ogni caso, la Fata, aveva un forte spirito di adattamento, e, non potendo più volare, imparò a camminare, ma, avendo appena imparato, smarrì la strada e si ritrovò a bussare alla porta di un castello bellissimo.
Appena entrata, ebbe come un senso di leggera angoscia, come succede quando si deve affrontare qualcosa di sconosciuto . Il guardiano non le aveva dato nessuna indicazione, il suo compito era aprire il portone, mica dare spiegazioni! Ma, poiché la Fata era di animo gentile e trovava sempre il modo di scacciare la paura, allontanò immediatamente da sé quell’antipatica sensazione e si guardò intorno.
All’inizio non capiva bene dove era finita ma, la sua innata curiosità, la spinse ad andare oltre la soglia. Il luogo era popolato da molte creature, alcune sconosciute, ma, la Fata, non aveva paura , semplicemente voleva conoscere ogni cosa.
Ancora non sapeva quello l’aspettava, però era convinta che sarebbe andato tutto bene …Da subito, senza preavviso, fu mandata a quelli che dovevano essere i suoi compiti; non sapeva quali fossero esattamente, ma, a dire il vero, neanche chi le dava gli ordini, sapeva bene cosa dovesse fare. …
Tutto era cosi nuovo, un mondo strano per lei, ne aveva sentito parlare, ma, viverci dentro era un’altra cosa. Da subito, riconobbe le principesse e i principi che, prigionieri di un incantesimo, erano finiti nello stesso luogo…Alcuni avevano dimenticato la loro origine, altri la ricordavano e, come lei, si adattavano…e nel suo vagare per il castello, incontrò paggi, giullari, folletti, elfi e ogni creatura del Mondo Immaginario, c’era addirittura un pirata! Costui aveva navigato per i Sette Mari, saccheggiava la vita, un bizzarro destino aveva fatto in modo che il suo vascello naufragasse in prossimità del castello, così era stato costretto a chiedere asilo…però continuava a sognare il mare, ma questa è un’altra storia.
Tra le varie peripezie, finì tra le grinfie di un’orchessa, una creatura davvero odiosa…ogni sua azione aveva il fine di creare disagio, rabbia, dolore…Anche l’orchessa aveva dimenticato la sua vera origine, il dolore e la rabbia presenti nella sua vita, l’avevano trasformata…In origine era un splendida principessa, ma il fatto di averlo dimenticato aveva creato un muro fra lei e il suo cuore. Si era semplicemente disamorata della sua anima, e questo l’aveva trasformata, rendendola prigioniera inconsapevole. Ma, la Fata, imparò ad amarla, perché leggeva nel suo cuore, riusciva ad andare oltre le apparenze.

La Fata comunque era felice, quando si ritirava nelle sue stanze, trovava le sue principessine e le davano tanta gioia…Poi c’erano le persone che amava, e che aveva lasciato per andare via…Queste erano parte del suo cuore, le portava dentro di sé, e, solo il pensiero di loro, la faceva stare bene…Erano gli amori che facevano parte della sua vita da sempre, quelli che MAI l’avrebbero abbandonata. I suoi punti fermi.
La vita della Fata, scorreva velocissima, i giorni passavano e le situazioni si alternavano, bello, brutto, dolore, gioia…ma LEI trasformava tutto…era nella sua natura trasformare, apposta era una Fata!!! Aveva finalmente capito come usare la sua polvere di stelle, la spargeva ovunque andasse. A furia di usarla, si era ricordata che, il suo potere, il potere dell’Amore, le permetteva di leggere l’anima e il cuore delle persone, trovava ogni cosa meravigliosa in loro, anche quello che quelle stesse creature non sapevano di avere.…e…udite, udite!!! Esse rispondevano all’Amore!!! Qual cosa migliore poteva accadere!!! La Fata sapeva che Amore chiama Amore…che meraviglia leggere l’Amore negli occhi di tutti !!!
Un giorno il suo cuore le parlò, le disse che il suo compito era finito, altre avventure l’aspettavano, aveva ancora tante cose da imparare! Doveva andare via. Lei pianse tanto, aveva imparato ad amare tutte quelle creature e sapeva che le sarebbero mancate. Ma sapeva anche che doveva andare avanti, non poteva fermarsi per sempre in quel castello.
Quando era arrivata, la Fata era travestita in abiti che nascondevano la sua vera essenza, solo pochi riuscivano a vedere cosa ci fosse davvero oltre l’apparenza…Ma, per quei pochi, la Fata lo sapeva, per quei pochi era davvero valsa la pena attraversare le sabbie mobili……….per quei pochi, era valsa la pena arrivare fin li...e, quei pochi, le avevano donato tutto l’Amore che potevano, quell’Amore che la Fata con le ali spezzate, porterà per sempre nel suo cuore….

Alle Principesse ed ai Principi che ho incontrato, con tutto l’Amore che ho
La fata dell'Amore di DONATELLA TROGU testo di Almina Madau Carta
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