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Una semplice stazione ferroviaria, bellissima, unica nei ricordi che mi lasciano presente alla luce del passato che illumina il futuro.
Quante diramazioni hai? Alcune prima, alcune dopo...come dopo Trofarello quando, da bambino mi chiedevo come si arrivasse a Cuneo o a Savona o dopo, mi chiedevo il come, se la ferrovia è una oppure, come per Milano?
Come si congiunge Porta Nuova a Porta Susa? Perchè alcuni treni sono sempre in ritardo? Chi prima di me è passato di lì? Quanti volti, quante storie...non sono un bambino, non più, eppure ancora il Milano mi affascina...perchè quel tratto sotterraneo è incomprensibile, non capirò mai come arrivi a Porta Susa, altrimenti filerebbe dritto a Lingotto per Genova, passando dalla mia Asti.
E ancora mi chiedo perchè hanno tolto alcune fermate ai regionali veloci...domande, sempre domande.
Guardando la ferrovia ricordo i treni vecchi, il pendolino che adoravo vedere da bambino, in transito, nel mio paese di origine, quel pendolino che non passa più...quei treni vecchi, sostituiti da quelli nuovi che al solo pensiero riportano il cuore alla mia cara nonna perchè lei, questi modelli nuovi, non ha fatto in tempo a vederli, ma Porta Nuova sì, con le fermate dei mezzi davanti a sè.
Fuoco e vita che mai si spegneranno, nella vita di tanti volti che vedo, facendo amicizia con qualche controllore e con chi è addetto alla pulizia dei treni, perchè la stazione è già vita, partenza in potenza, che sarà in atto con il treno che ti porterà, fino a scendere.
Maestosa, bellissima, per me sei un luogo di partenza e di arrivo che mi consente di sentirmi in viaggio, a qualunque orario, grazie al tuo modo di essere imponente, mi fai sentire parte di quell'immenso traffico di storie perchè, se parti o se arrivi, il tuo cuore sta raccontando delle storie.
E' bello essere parte del viaggio, essere verso, sempre una meta che mai si fermerà, che sorride all'anima e al cuore, speranza di ricordo perchè, se solo guardo un binario, c'è nonna che mi augura il buon viaggio, come faceva, quando ancora c'era, quando ancora non aveva preso il treno senza ritorno.
Luogo di arrivo, luogo di partenza, dipende come la vedi ma credici, prendi in mano la tua vita, viaggia, sorridi e guarda dal finestrino come un bambino, perchè non si cresce mai del tutto.
Non esiste silenzio, ma fragore di movimento, gioia e vivacità, anche se, lo consento, qualche volta si arriva in ritardo, ma sempre con cuore di grazia.
Ho timbrato il biglietto, è tutto regolare, ora si parte in un tuffo nel non conosciuto, il treno fischia.
Il mio treno però è a vapore, con carrozze antiche, ed il fischio è segnato dal solenne suono mischiato allo sbuffo della locomotiva, con un passeggero vestito non come oggi, con l'orologio da taschino, un uomo buono, che è un bambino, che cammina cercando risposte, che si accomoda chissà in quale classe, per poi arrivare.
Questa è la vita che ci è concessa, ma il treno, lo scegliamo noi.
Siamo in arrivo a Torino Porta Nuova signori viaggiatori: il treno termina qui la sua corsa.
Duc in altum, in altissimis quaerens Caelum e Terra quoniam Deus in via.
Qual è il Capolinea del Cielo? Chissà che bella stazione, con tanti ad aspettarci quando arriveremo, in un orario che non c'è sul tabellone, che non può essere consultato perchè quel treno porta lacrime per noi, è un treno cotrastante ma l'ultimo e, cara nonna, lo sai che mi manchi, e se non posso averti con me di nuovo qui, ad abbracciarmi, mi sarebbe bastato il tuo biglietto.
Veglia su di me in ogni mio viaggio.