Il Ciclo di Raata - Il Destinatario

scritto da Kanzio
Scritto 4 anni fa • Pubblicato 4 anni fa • Revisionato 4 anni fa
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Quarto racconto de Il ciclo di Raata, trovate gli altri tre sul mio profilo
- Nota dell'autore Kanzio

Testo: Il Ciclo di Raata - Il Destinatario
di Kanzio

Ci fermammo all'ingresso di quello che era il lungo ponte abitativo della Epona 1, la prima Arca che raggiunse Raata, circa duemila anni fa. Il capo spedizione era lo Scrivente Sanatir, il maggior conoscitore dell' antica cultura Ktat.
"Da questo corridoio si accedeva alle camere priori del Sanstum, dove i grandi "letti eterni", così venivano chiamate le camere di stasi dal popolo Ktat, erano disposti a semicerchio davanti al mausoleo del Destinatario. Era la loro guida, il loro leader, nominato dalla luce di Kels e bruciato dal fuoco di Asuritas. Sulle consolle di guida della Epona 1 i sacerdoti avevano eretto i loro altari: le luci, i controlli e gli schermi accoglievano le loro sacre reliquie, quelle provenienti dai loro riti sacrificali. Gli Ktat erano un popolo fermamente legato alle tradizioni, anche le più crude, le più macabre.
Per dirvi, sapete come si nominava il Destinatario?
Erano sempre due gli aspiranti. Ma solo uno poteva essere eletto. Veniva nominato quando solo Kels si levava oltre l'orizzonte. Era il Dio Asuritas a decidere. Vedete, credevano che quando uno dei due soli non si alzava in cielo, quindi quando non illuminava le loro giornate, il dio scendesse su Raata sotto forma semiumana, quindi in un certo senso riconoscibile ai loro occhi. Kels era la dea dell'abbondanza, della crescita, della nascita. Era dipinta come una dea, dalle lunghe trecce nere, dai seni floridi, dallo sguardo di ghiaccio. Tuttavia, talvolta, veniva descritta come orrendamente mutilata, senza pelle, senza occhi. Alle volte addirittura veniva raffigurata come uno scheletro fluttuante, contornata da scene raccapriccianti di violenza. Asuritas era invece il Dio della Guerra, della forza, del giudizio. Era un maschio, un giovane adulto, dai capelli neri, dai lineamenti perfetti, dal corpo scolpito. Sentenziava col fuoco, che riusciva a evocare imponendo le mani, la nomina del nuovo leader degli Ktat. Si narra di corpi liquefatti dal calore, di visi orribilmente sfigurati. Per questo i Destinatari erano sempre raffigurati col volto coperto. Ma sopravvivere a quel fuoco, voleva dire essere il prescelto per la guida del popolo.
Sono leggende, si sa.... non abbiamo nulla di concreto su tutto ciò. Cosa ci resta di questo luogo oggi? Solo polvere, macerie, solo questo lungo corridoio."
Lo scrivente si sedette a terra ed estrasse il suo taccuino, prendeva nuovi appunti, guardandosi attorno cercando di captare qualche nuova iscrizione ancora indecifrata.
Mi sono seduto anche io... So che sono leggende, storie, interpretazioni dei pochi resti che abbiamo, eppure questo luogo mi desta inquietudine... E se queste non fossero solo storie? E se invece di essere leggende le cose fossero andate proprio così? Domani Asuritas non sorgerà. Domani potrebbe camminare fra noi, ancora una volta. E se fossi giudicato? Sarei punito col fuoco? Ci stanno dicendo di tornare alle tende, dovrò smettere di scrivere adesso. Attenderò l'alba di Kels, per conoscere la storia, per verificarla con i miei occhi.
Il Ciclo di Raata - Il Destinatario testo di Kanzio
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