Vaneggiando

scritto da 3811
Scritto Ieri • Pubblicato 17 ore fa • Revisionato 17 ore fa
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Solitamente queste cose le racconto ad una sola persona che mi capisce come nessun altro ha mai saputo fare prima. Mi son fatta coraggio ed ho deciso di pubblicare i miei vaneggiamenti mattutini. Grazie a chi avrà la pazienza di leggerli
- Nota dell'autore 3811

Testo: Vaneggiando
di 3811

Entra la luce dalla finestra aperta ad illuminare la tavola apparecchiata per la colazione. Risalta il colore arancio vivo della spremuta nel bicchiere di vetro trasparente (ascolto sempre, o quasi, i tuoi consigli). Arancione, collegato al secondo chakra, Svadhisthana, elemento acqua, legato alle emozioni, pietra riequilibrante più conosciuta è la corniola. 
Parte così, quando sono sola e tranquilla, è sufficiente un oggetto, un fiore, il cielo o qualsiasi cosa che attiri la mia attenzione, così parte la mente. Escono pensieri e ricordi che a comando non sarebbero mai riusciti ad uscire, sgorgano copiose connessioni disconnesse tra loro. Quand'ero bimba sapevo sognare e quei sogni ricorrenti li ricordo ancora adesso; erano sogni di soldati dagli occhi azzurri che mi terrorizzavano e dai quali mi nascondevo in cantine con piccole porticine, erano sogni di voli nel cielo senza ali né motori, sogni di occhi puntati ai miei piedi scalzi. Crebbi ed i sogni cambiarono... Sognavo un cavaliere su un cavallo bianco che galoppava accanto a me, sognavo i suoi baci. E poi più nulla. Da quando sono stata strappata al mio mare iniziarono le notti insonni e prive di qualsiasi sogno. 
Un incanto accadde quindici anni fa e cosi ricominciai a sognare. 
Ho sognato banchetti che parlavano lingue sconosciute, cammini in antichi paesi del nord insieme alle sorelle, abiti verdi, capelli arancioni e mani che intrecciavano capelli e creavano collane. Fra l'altro feci anche sogni premonitori...
Si dice che i sogni sono ricordi di fatti accaduti nella fase di veglia che il cervello rielabora nella fase di sonno. E se così non fosse? Se fossero ricordi di altre vite o vite parallele? Sul fine vita esistono diverse teorie, tutte potrebbero essere esatte, ma finché non faremo quel salto, non potremo sapere cosa ci sarà oltre. Potrebbe anche non esserci nulla, però vuoi mettere vivere credendo che l'anima continuerà ad esistere?
Che idea pazza! 
Due erano all'inizio ed ora siamo più di otto miliardi, come sono possibili tante anime? Non sarebbe più plausibile la presenza di un'unica fonte alla quale noi umani attingiamo? Se così fosse i miei sogni, quelli che penso siano ricordi di vite passate, potrebbero essere anche i sogni di altri...
Scrivo con sincerità per comprendere, non per emozionare. Non sono un poeta e ancora meno un romanziere, per me è importante fissare bellezza, sensazioni, intuizioni e speranza e qui su Ali di Carta ho trovato il luogo ideale per questo scopo. 
Vabbè, beviamo sta spremuta ed iniziamo la giornata che qui il "sol magna e ore"

11/4/26

Vaneggiando testo di 3811
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