La resa dei conti

scritto da Il pigro scrittore
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Testo: La resa dei conti
di Il pigro scrittore

Camminava a passi pesanti e ritmati, cadenzati dai bordi del lungo cappotto che che gli ricadevano sulle gambe affaticate. La giornata era stata molto difficile.
Aveva dovuto rimestare in mezzo a tutte quelle sudicie cartacce e documenti, fare telefonate e chiamare chi di dovere affinché tutto fosse pronto.
"Il Grugno", così o chiamavano nel suo ambiente, era un uomo duro e difficile da accontentare. Nel suo ambito era uno dei migliori professionisti sulla piazza. Se mai aveste avuto un problema che lo riguardava, potevate star certi che lui ve lo avrebbe risolto in maniera pulita e precisa. Non esistevano sbavature o errori nel suo lavoro. Se sbagliava, Grugno avrebbe saputo che poi la cosa si sarebbe ripercossa sul proprio cliente. E se c'era una cosa che poteva metterti in ginocchio era una cattiva pubblicità negli affari.
Calciò una lattina vuota, che andò ad infilarsi in un oscuro vicolo stretto e fetido di acqua putrescente. La città era un covo di vipere e di personaggi ambigui, sempre pronti a criticare il tuo operato, sebbene il bisogno no venisse mai meno. Alzò lo sguardo, che cadde su una finestra rischiarata al terzo piano. Una figura femminile stava andando avanti e indietro, dietro le tende illuminate. Probabilmente in quel momento aveva finito di lavorare e si stava rimettendo in sesto per una nuova giornata.
Che squallore! Cartacce e rifiuti erano in ogni dove, in quella sporca città. Ovunque l'occhi si posasse, una nuova fonte di degradazione e di indecenza andava formandosi, per scoppiare in un tripudio di lordura. Un uomo, che fumava una sigaretta appoggiato al muro lo guardò passare, spostando lo sguardo da sotto il berretto nella penombra.
Aveva percorso parecchia strada, ma aveva trovato il proprio obbiettivo: un vecchio caseggiato, cosparso di scritte e di volantini mezzi strappati. L'appartamento dove si doveva recare si trovava al terzo piano. Ansimando leggermente, salì una decina di gradini per arrivare all'ascensore, dopo essere penetrato nel portone. Lo avevano avvisato che il cancello era rotto e che sarebbe potuto entrare con facilità.
Aprì la porta di legno del vecchio ascensore, sbuffando per entrare nel varco troppo piccolo dell'angusto abitacolo dell'elevatore. "Dovrei decidermi a fare quella benedetta dieta.", pensò lui, mentre, dopo aver chiuso le porte, spingeva il pulsante per il piano.
Il soggetto era un uomo di età avanzata, un vecchio poliziotto in pensione che non aveva ancora smesso di cacciare il proprio naso dove non avrebbe dovuto. Non aveva importanza. L'importante era che sarebbe dovuto essere rapido e deciso. La minima incertezza sarebbe stata la sua fine.
Uscì ancora ansimando dall'ascensore e guadagnò la porta dell'appartamento interessato. Dopo una breve rassettata, spinse con decisione il tasto del campanello, che ruppe il silenzio della sera con un suono squillante.
-Maledizione! Se é ancora uno di quelli scherzi di quegli insopportabili mocciosi, gliela darò io una strigliata come si deve! Eccome, se lo faccio.- si sentì da dietro la porta.
I suoni strascicati dimostravano che l'anziano si stava avvicinando alla porta. Grugno mise la mano sotto il cappotto. La porta si spalancò e un vecchio dal naso bitorzoluto, con le folte sopracciglia e con indosso una canottiera e dei calzoncini aprì la porta. immediatamente Grugno tirò fuori la mano da sotto il cappotto, appena in tempo perché il fazzoletto che teneva potesse coprire il naso e la potente esplosione dello starnuto che aveva fatto.
-Grugno! Ehm, ragionier Longhi! Era ora che arrivasse!- esclamò il vecchio vedendo l'uomo col cappotto davanti alla sua porta.
- Che il diavolo la porti, signor Abruzzi! Questa è la prima e ultima volta che vengo da lei per fare la dichiarazione dei redditi. La prossima volta farà bene a venire lei nel mio studio. A venire fin qua mi son beccato un gelo non da poco!
-Mi dispiace, ma questi reumatismi non accennano a migliorare e dovevamo finire tutto prima della fine del mese, tra due giorni. Diamine, poteva venire in auto fin qui, poi!
-Ho l'auto dal meccanico e non è riuscito a darmene una sostitutiva. Comunque, facciamo in fretta, così potrò rientrare in casa quanto prima.
-Certamente.
Il vecchio si scostò per far entrare Grugno, uno dei migliori commercialisti della città. Poi la porta si chiuse e solo un lieve brusio si poteva sentire dall'appartamento.
La resa dei conti testo di Il pigro scrittore
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