“… volevo raccontarti una cosa che ho visto giusto l’altra sera, che mi ha lasciato una grande curiosità e un’indefinita inquietudine di cui non so tracciare con nettezza i contorni. Insomma ho visto un amore. Lo so che detta così sembra una frase buttata lì ma lascia che io ti spieghi quello che ho visto o che ho creduto di vedere, la cosa certa è che dall’altra sera continuo a pensare a quella scena e alle parole che ho inteso, o se vuoi spiato, non avermene, certo non ero invitato ma erano così vicini che qualcosa ho sentito, qualcosa ho creduto di sentire, qualcosa ho visto e qualcosa ho creduto di vedere ..ma di certo era un amore.
In via Ascoli di solito non passo ma ci sono capitato quasi per caso l’altra notte attorno alle 23 e così li ho visti. Una coppia male assortita si potrebbe dire ma solo ad uno sguardo superficiale: lei era molto più giovane, una bella ragazza di quelle che gli uomini sanno apprezzare, non minuta ma armoniosa, delicata senza essere fragile, di quelle ragazze di cui dici “bella” appena le vedi sorridere perché sul volto si sposano la grazia e l’intelligenza ora, sull’intelligenza sai che io non scherzo e, per quanto tu mi consideri un misogino, quando vedo una donna intelligente io lo capisco subito e questo me la rende ancora più bella e desiderabile; insomma questa ragazza si accompagnava con un uomo più vecchio di lei. Lui mi è sembrato fuori posto ma a guardarlo meglio mi sono ricreduto. Un uomo che definirei composto, ecco, non elegante ma composto, con un sorriso stretto e severo, non largo e pieno come quello di lei ma pur sempre un sorriso. Un sorriso affatto sguaiato bensì direi trattenuto come quando accade di varcare il confine di una gioia che prima pensavamo di non meritare e che poi, invece, tutto sommato, ci appare nostra e quindi, si , meritata. Non so spiegarmi meglio ma immagina di scoprire che hai vinto una bella somma al gioco e ancora non hai incassato il denaro , non immaginavi la vincita, sai che il premio è li ma non lo hai ancora in mano, non lo hai del tutto compreso che è tuo..ma ti stai abituando all’idea.. ecco immagina quel sorriso lì. Per come erano le luci dei lampioni non mi hanno visto e, seduto nel cono d’ombra di una panchina poco illuminata, ho potuto un po’ sentire, un po’ vedere e qualcosa credo di aver capito.
Ho capito che uscivano da un concerto e discutevano di quello che avevano sentito con grande trasporto emotivo ma anche con grande cognizione, evidentemente non erano due sprovveduti in campo musicale e si capiva che dietro c’era una cultura vasta, una passione vera e sincera che gli emozionava entrambi. Lei gesticolava alternando dei grandi sorrisi a lacrime di commozione autentica che la conducevano a momenti di vera tenerezza verso di lui che invece, più misurato, commentava con con garbo. Sembrava più freddo ma si capiva che no, non lo era, e l’emozione comunque lo tradiva soprattutto quando le restituiva lo sguardo rallargando il suo stretto sorriso. Accoglieva i baci della ragazza e le sue mille parole con compiaciuto imbarazzo, però li accoglieva, e ho avuto l’impressione che musica, parole, baci, lacrime e sorrisi fossero un’amalgama perfetta che li teneva assieme e che magari li avrebbe tenuti assume a lungo.
Hanno parlato molto, non solo del concerto, ma dei temi più disparati anche complessi e ne parlavano con padronanza ma quello che colpiva di più era la sintonia così aggraziata ed autentica da essere capace di tenere il resto del mondo al di fuori. C’erano solo loro in quel mondo di parole di domande e di risposte. Ho pensato subito che parlassero veramente tanto e di tutto, in modi diversi certo, e si capiva che avevano esperienze dissimili, vuoi per l’età vuoi per l’indole o per gli studi fatti ma erano compatibili, capisci cosa intendo, parlavano la stessa lingua.
Oh lei, avresti dovuto sentirla sai, lei si infiammava di passione e domandava e rispondeva e pure contraddiceva o argomenta in modo difforme, non era sempre d’accordo con lui e glielo diceva, ma si vedeva che provava per lui una grande ammirazione; era come se con gli occhi gli dicesse “finalmente ti ho trovato”.
Ecco era gratitudine la sua, una gratitudine grande che la innamorava. Credo che quei due parlassero molto, molto di più delle altre coppie e credo che lo facessero essenzialmente perché ad entrambi è mancato di sentirsi compresi nella vastità delle emozioni che la vita aveva loro riservato. Ho visto due persone che si capivano, ritrovandosi assieme dopo essere partiti da luoghi tra loro lontanissimi. Mi è sembrato di leggere in lei il dolore di tante notti passate a riempire di lacrime amare il proprio diario, affranta dall’assenza di chi doveva esserci e non c’era o contesa tra pensieri languidi ed emozioni troppo forti di un animo gentile ed inquieto… mi è sembrato che sul volto di lui, invece, si sciogliessero le mille cupe paure di una vita stretta e troppo difficile da affrontare, una vita che, fino a prima dell’incontro con quella ragazza, era forse attanagliata da una solitudine che via via stava diventando una cupa e comoda prigione.
Io li guardavo e non potevo fare a meno di pensare ai loro incontri, al loro modo di stare assieme così originale, così diverso delle consuetudini delle altre coppie, un modo così surreale ma così pieno, pieno di parole e di emozioni condivise. Allora, d’improvviso, ho pensato alla casa della ragazza e l’ho immaginata piena zeppa di messaggi di lui: annotazioni, spunti di riflessione, e, certo, di piccole e delicate attenzioni, scritte in modo minuto ma comunque sempre pregne di quella stessa gratitudine che anche lei provava. Mi sono immaginato la casa di quell’uomo, non più buia ma rischiarata anch’essa dai ninnoli che lei gli regalava, oggetti semplici o magari dei libri accompagnati sempre da messaggi teneri e profondi scritti con calligrafia rotonda e delicata, o alla biancheria di lei che profumava quell’abitazione di una freschezza femminea che da sola vale la rinuncia ad ogni auto-compiaciuta inerzia di solitudine.
Non credo di certo che l’amore che ho visto l’atra sera sia stato un amore privo di sofferenza, non credo esistano amori così ma anche nelle sofferenza mi figuro le mille parole scambiate, sai, proprio una montagna di parole, di pensieri, di lettere, di spariti di viaggi ed emozioni condivise.
Allora sai cosa mi è venuto in mente .. ho pensato che se io fossi innamorato di quella stessa ragazza, ecco mi sarei ritrovato a scalare quella montagna che mi è parso di scorgere. Può essere infatti che una montagna così imponente crolli veramente del tutto? Lo chiedo a te, amico caro, che così bene mi conosci e sai che uomo sono. Ti chiedo di dirmi cosa pensi a proposito della eventuale fine di un amore così complesso, così ricco di scambi e di confronti. Tu sei uomo di mondo, e mi pare di vederti sorridere con lo sguardo socchiuso di chi la sa lunga… e so cosa stai per dirmi.. tutti gli amori accumulano montagne di cose e amori diversi accumulano in modo diverso cose diverse ma accumulano, accumulano.. parole, sesso, viaggi, silenzi, mail, lettere, biglietti, libri, spariti, concerti, passeggiate..insomma tanto e di tutto ma poi, l’amore che viene dopo, spazza via di colpo questa montagna di cose..
Tu dici bene che le montagne crollano ma hai mai visto veramente crollare una montagna? Credi veramente che una montagna così grande, oggi alta e svettante domani ..puff..sparisca lasciando al suo posto una bella pianura verdeggiante magari incoronata da qualche laghetto cristallino?
Le montagne crollano certo, ma non senza aver sollevato prima un grandissima nuvola di polvere che oscura il sole ma che poi, per fortuna, in poco tempo sfuma; crollano portando con se pezzi di altre montagne che magari non avevano nessuna intenzione di crollare ma soprattutto crollano lasciando al suolo, pietre e rocce appuntite che non è saggio fingere di ignorare.
Sai allora ho pensato che innamorandomi di quella stessa ragazza mi sarebbe senz’altro capitato di passarci su quei detriti e magari inciamparmici e farmi del male. Sono solo detriti, dirai, rovine di una costruzione che non c’è più ma che è stata grossa se non grande e, anche se oggi non si direbbe perché non se ne riconoscono più i contorni, dalla quantità dell’acciottolato sparso si capisce che era qualcosa di considerevole.
Se l’amore che viene dopo è l’AMORE allora deve fare i conti con i detriti non crucciandosi delle rovine che richiamano le vestigia di un passato glorioso ma guardandole con rispetto e, senza frugare in mezzo ai sassi, saper cogliere da quei lacerti ciò che resta di un mosaico spezzato in cui magari si intravvede ancora la forma di un fiore. Coglierne le cose belle per non ripeterne gli errori. Si, a volte può succedere che, girando lo sguardo, tu possa sorprendere la tua amata che arresta un attimo il lavoro che sta facendo con te, quel lavoro che tu sai che lei sta facendo con entusiasmo e che serve a ripulire la spianata dai detriti ..la vedi mentre ricompone un frammento o prova a capire con quale coccio combaci quel calice sbeccato e abbandonato in un angolo. Sorprenderla, diciamo pure spiarla, mentre lo fa ti provoca dolore. E tu lo sai bene che non sta provando a ricostruire la montagna di prima, non può e non vuole … eppure senti una stretta sorda che ti rimanda alle tue fragilità, che ti interroga in modo esigente sulla tua capacità di spianare e soprattutto di costruire una montagna più grande e più solida di quella che vedi crollata ai tuoi piedi.
E’ in quel momento che si vede l’uomo che sei. Li ti giochi la capacità di fare un montagna con ben altre fondamenta. Se sei capace di abbracciarla proprio mentre è un po’ assorta dal richiamo di quelle rovine, per quanto ti intimorisca l’altezza che aveva raggiunto, per quanto tu possa temere di scorgere e di ferirti coi detriti del crollo potrai guardare avanti con fiducia e basta, infondo, che tu ti faccia guidare nello schivarli lasciandoti dire dove mettere e dove non mettere i piedi per non inciampare nel passato perché spianare i detriti è indispensabile per costruire una montagna nuova ma per spianarli bisogna sapere dove sono e se non lo sai qualcuno te lo deve dire.
Insomma caro amico, ho visto un amore l’altra sera, e ho capito, oppure ho creduto di capire che era un amore importante e capace perfino di mettermi un po’ in soggezione eppure dentro di me so che posso mostratene uno più bello e più grande un amore di sempre e per sempre..”
La Montagna testo di LOGOS73