Caro Babbo Natale,
il tuo modo di dipanare le intricate situazione ha un non so che di raffinato,
far finta di nulla funziona per la maggior parte delle volte,
ma la mia perseveranza non va messa in discussione.
Per questo motivo, ti scrivo anche a dicembre, visto che forse, durante l’estate, hai avuto molto da fare.
Eppure le tue scuse sono un po’ come quando si dice del mal di testa.
Comunque quel che rende la questione poco interessante e alquanto patetica é il mio essere euforica ad una tua parola.
O ad un “Ti voglio bene”, apposto all’inizio, piuttosto che alla fine della tua attesa risposta (non credo che faccia differenza).
A volte, addirittura, ho il pensiero di liberarmi del tuo innato altruismo, quasi ad avere sensi di colpa nel ricevere comprensione.
Il Natale, si dice, è la festa da trascorrere con famiglia e io, sulla carta, sono la mia famiglia.
Però, ogni tanto, potresti trascorrere con me del tempo, così avrei qualcuno a colmare parte di quel vuoto.
Pur sapendo che rimarrai l’unica cosa per la quale proverò torbida invidia, nei confronti di chi vive la tua presenza.
L’importante è che tu abbia la coscienza pulita, assolvendo dignitosamente ciascuno dei numerosi incarichi che ti sono stati assegnati.
Se la mia busta nella buca delle lettere è di troppo, puoi pensare di girarla al simpatico e sorridente amico pupazzo di neve.
Poi perdona la mia confusione, durante questo periodo di luci colorate e musiche, sento il DNA ribollire, insieme con il vin brulè, nei meandri più reconditi dello spirito.
Non importa se mi mancherai e se, quando sarai lontano dal mio comignolo, starò piangendo e soffrendo come un cane abbandonato.
Sto imparando a cavarmela da sola, questa è una mia ricchezza della quale nessuno mi può privare.
Non sono una stella qualunque, ho immagazzinato affetto e godo di un’autonomia quasi totale.
Ma se sentirò ancora nostalgia, allora sarà soltanto un mio problema.
La tua barba bianca, gli occhi azzurri...
No, non sei uno stereotipo, io lo so, io ti conosco e so inoltre che, per quest’anno, hai acquistato gli occhiali nuovi.
E, per evitare l’inquinamento e il traffico, hai una slitta con le renne ecologiche e le lame antiscivolo, al bando le tradizioni!
Forse, a questo punto della lettere, ti sarai chiesto ormai più volte qual sia il dono che voglio trovare sotto l’albero.
E ti rispondo che non ho mai preteso nulla, se non un po’ di attenzione.
Per cui concludo augurando Buon Natale a te e a chi ti vuole bene.
Firmato una che ti ama come una figlia e non soltanto a Natale.
Caro Babbo Natale testo di Emmaretta