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Lucifero è in esilio ? No... Lucifero in esilio ha trovato il suo regno ideale da modellare: il regno del profondo.
Cos è il profondo? Il profondo è il luogo dell'anima dove il mistero si rivela.
È silenzioso, mutevole, multiforme e variegato. È tutto, rimescolato.
La dea della primavera cammina tra vortici di fuoco, che sono solo uno degli infiniti paesaggi degli inferi.
Poi scopre una montagna, un deserto e infine un mare.
Lucifero coi suoi trentamila volti è mutevole, multiforme ed imprevedibile come il suo regno.
Negli inferi è tutto molto intenso.
Una landa di arcobaleni... la gioia indescrivibile di essere per sempre giocosi.
Un mare di... umori e lacrime. Salato, chi vi dimora passa il tempo a sognare come feto che non nasce. Mai. Sono i vagabondi dei sogni, degli inconsapevoli vascelli d'informazioni, che vagano caoticamente nelle correnti oniriche. Possono essere ridirezionati a seconda del proprio desiderio, se si è un visitatore saggio del Profondo. Ma attenzione... sono vivi. Hanno una coscienza, anche se in potenza, e sentono il dolore.
Una montagna di pongo, cartavelina, argilla... materiali strani... i suoi camminatori e scalatori sono irrequieti lavoratori: per sempre in ammirazione dei loro bei lavori e della loro cieca forza, che si perde nei dettagli del bello, ma non sa osservare le cose da altri piani.
Un deserto di seta. Qui vagano coloro che tutto vedono, e ascoltano. Tribù di cuori ostinatamente solitari, che conoscono così bene sé stessi e il regno degli Inferi da riuscire a proteggere i mondi fuori dall'eccesso di stupidità, senza doversi allontanare dal Profondo.
Lucifero è stato uno di loro. Tanto tempo prima. Ed ora, è lui stesso il caleidoscopio di chimeriche emozioni che per così lungo tempo ha tentato senza successo di contenere per non far sì che bombe gargantuesche esplodessero... ma terremoti e tzunami e incendi avvenivano nonostante i suoi sforzi. Lucifero, adesso, si muove strisciando come fumo, volando come vento, fluendo come acqua... è un tutt'uno con l'esistente.
Non è quasi mai solido. Consistente. Perché Lucifero muta sempre. Lucifero si muove anche nei sogni, come i suoi compaesani, ed è questo che sta insegnando alla dea.
Lucifero perseguita la dea negli Inferi. La dea sta cercando di chiedergli una cosa importante, vitale, sul suo apprendimento. Ma Lucifero è elusivo, e la mette alla prova. La osserva assolvendosi intorno a lei; e nel momento esatto in cui lei comincia a porgli i suoi quesiti molto importanti su come mantener i suoi equilibri mentre agisce il suo potere con l'arte del sogno... ecco... lui di nuovo svanisce per riassemblarsi mezzo albero mezzo falco sul ciglio di un monte di marzapane a guardarla.
Questo provoca emozioni estreme nel complesso paesaggio. Ogni trasformazione di Lucifero influisce con forza sull'ambiente... ed egli sta rischiando, ad interagire con la dea in questa maniera. Ma è l'unico modo che conosce per aiutarla ad apprendere.
"Come affronterà la sua guerra in superficie? Deve imparare, o non vincerà. Ed io là sopra, no non posso di certo aiutar. Ma la dea è ora pronta per attraversare i miei deserti di seta, e trovare le sue risposte. È riuscita bene a sopravvivere nella landa di vortici di fiamme. Ed è stato un lungo percorso... non poi così tanto, si è vero, ma abbastanza. Vi è rimasta incastrata per decenni, senza poter mai mollar la presa. In quante anime s'è perduta, anime di fuoco. E qualcuna è riuscita anche a salvarla, col suo amore. Tutti coloro che tocca han continuato anche lì, nell'angolo più doloroso del mio regno... a trasformarsi in oro! Degno è il suo amore di proteggere i nostri mondi. Ora posso smetter di provocare tanti cambiamenti e dolori.
E presto non dovrò mai più far i conti con quell'egoista che quiggiù non può nemmeno poggiar un occhio. Stupido dio della luce e del sole. Infine, proprio lui, piena la bocca di belle forme di vita cosciente... non ha fatto altro che danni. Primavera invece ha sempre avuto un tocco unico... e anche se deve sempre tornar in superficie... io la amo. Lei non lo sa; non sa che la amo. Ma l'unica cosa che ricordo di millenni di anni fa è la sua voce, dolce che mi sussurra all'orecchio di aspettarla, che mi prega di non andar a far l'amore coi falchi e con le vacche dei pochi posti dove posso stare in superficie... e mi promette che un giorno starò bene anche lassù, e che lei avrebbe fatto di tutto perchè la superficie non divenisse troppo diversa dagli Inferi.... e perchè io scoprissi il potere di rimanere lassù con il ruolo di re, perchè ad esser re son abituato, e ad avere grosse responsabilità e problemi da risolvere. Sono un dio anche io. Anche se non mi si vede e mi si deforma da troppo tempo che ormai... ormai la maschera di insulti mi si è cucita addosso... ma Primavera mi conosce. Si fida di me ciecamente ed io... si, io potrei vendicativamente approfittarmene e rubarle il regno, snaturandolo ed uccidendo la sua flora e la sua fauna. Ma non lo farò mai, perchè Primavera mi ha sempre ispirato a proteggere anche quel mondo, così distante e difficile da perdonarne l'esistenza.
La pace e l'armonia mi sembra da questo mio tugurio di ghiaccio cristallizzatosi tra i capelli delle mie stanze di volti di donna esoterica... mi sembra che presto si stabilizzeranno. Sí. Questa volta ci stiamo riuscendo, ad avere fede nelle nostre creazioni, senza la necessità di distruzioni di massa, ma semplicemente con l'intelligenza del cuore di Primavera, che con le sue piroette acquieta e preserva la vita. E con il mio amore per lei, che mi ha salvato, infine, dal cedere al gioco di Luce.
Io, dalla mia landa ove i sensi della mia dea si perdono ineffabili, mi rilasso ora tranquillo, perchè so che tutto avverrà così come noi avevamo deciso, prima che la vita cosciente divenisse fuori controllo. Quindi prima che al dio della luce venissero le manie di controllo, e che i nostri abitanti, inevitabilmente, cadessero sotto il suo governo. La luce... egli non è più il dio di nessuna luce. Egli si è appropriato del cosmo, infine, con la sua luce. La luce della ragione. Una luce che può bruciare ed accecare, e così come i nostri abitanti più intelligenti, che lui decise di far muovere nei mondi, bhe... la sua tanto osannata ragione l'ha persa, ha perso la capacità di essere equilibrato nel troppo equilibrare. E noi, io e Primavera... noi da quando lui è impazzito, abbiamo dovuto sistemare i suoi danni continuamente, abbattere i suoi sottoposti, e con ogni mezzo difendere gli altri. Noi, proprio noi, fraintesi e sfruttati ormai da millenni... Primavera nascondendosi nei boschi e nelle acque, ed io, da qui sotto...
Questo, di dominare e controllare, non era il nostro ruolo iniziale. A nessuno di noi due piace, ma per amore della nostra casa e delle nostre opere, abbiamo dovuto interpretarlo... rinunciando a curare ciò che avremmo dovuto curare... ed entrando in aperta battaglia con un dio che si è autoproclamato onnipotente e onniscente, un dio dimentico delle sue origini.
Perciò abbiamo dovuto combattere silenziosamente. Agire di nascosto. Rimanendo fermi alle sue provocazioni, e affinando insieme la mia arte. Quella dell'istinto. Dell'impulso da cui le cose nascono. Dell'eccesso da cui le cose nascono. Delle esplosioni delle stelle, e delle unioni e degli scontri tra le molecole di materia. Del caldo estremo e del freddo gelido, del piacere sfrenato e del dolore più insopportabile. Dell'inconscio, il luogo dove tutto avviene senza una ragione, ma per necessità... Primavera, grazie al suo cuore, fino ad ora ha permesso che il mio potere si esprimesse in equilibrio, laddove lei sia riuscita a farlo. Ma Luce troppo spesso è riuscito ad appropriarsi dei nostri interventi nei mondi, per farsì che il suo troppo equilibrare avvenisse. Consapevole anch'egli che in questo modo il suo sarebbe stato un troppo equilibrare e che questo non era un qualcosa che lui avrebbe mai dovuto fare.
E i nostri abitanti andavano gradualmente perdendo il contatto con il mio potere, con il loro stesso potere, e sì, anche con il cuore di Primavera. La mia dolce Primavera che senza le attenzioni dei suoi abitanti è divenuta così triste da venire a trovarmi qui sotto, attraversando tutte le mie terre per abbracciarmi ancora. Affrontando tutte le sue paure e i suoi dolori. Mia dea, che sono 1000 anni che ti attendo, io adorata te l'assicuro. Sì forse ho assaggiato tante carni. Ma mai potrei, io mai potrei tradire il mio amore per te.
E tu, mia bellissima amante, tu lo sai bene.
"Lucifero! Lucifero! È importante!
La guerra Lucifero! Hai visto che si è ripetuto l' ennesimo sterminio di massa?
Ehi Lucifero! Lucifero!", la dea continuava a chiamare gridando e cantando il nome del suo amato, che da lunghissimo tempo non vedeva: di lui aveva soltanto sentito i suoi influssi nelle valli colorate piene di vita terrestre e marina che alla dea piacevano tanto. Ma quanto tempo aveva passato a sognarlo, e a rivederlo in ogni creatura.
"Amore mio... amore mio quando potrai tornare in superficie... io non posso scendere da te.. non posso, sono invischiata con tutte queste creature e chiedono continuamente il mio aiuto e le mie attenzioni, ed io a loro... e di amare i luoghi che abitano e il cibo che mangiano... ehi Lucifero mi senti? Sì io lo so che tu mi senti, anche se io... di te posso solo sentire il potere che si espande qui intorno. Lo vedo nelle ragazze che di nuovo libere da condizionamenti e sentimenti masochisti, si lasciano andare nella corrente del mondo, a compiere il loro meritato destino. Lo vedo nei vecchi che cominciano a comprendere di aver torturato i loro figli, martoriati loro stessi dal dominio delle guerre fatte in nome di Lux. Lo vedo in questa goccia di rugiada... amore... amore mio... ti vedo ovunque, e non faccio che pensare a te, perchè non posso pensare alle bruttezze delle mie case e delle mie famiglie. Mi fanno troppo male e io devo pensare al bene al bello e alla loro prosperità per contenere le loro bruttezze. Ma fai male anche tu, sempre così distante... eppure così vicino, al mio cuore... e ho smesso d'esser arrabbiata per la tua lontananza. E ho smesso d'esser arrabbiata con te e con le cose del mio mondo che ti tengono lontano. Le cose che Lux ha creato perchè tu non potessi rubargli il regno. Tra cui questo mio chiamare male soffrire la nostra distanza. Di me non ha mai sospettato, e dolce amore mio... impara ad avere fede nelle nostre opere. Lo stai facendo? Verrai in superficie ad abbracciarmi o rimarrai lì, nel tuo tugurio di volti di donna a cercare di distrarti? Vengo da te, scendo negli Inferi per abbracciarti ancora, perchè sono troppo triste, e non sto riuscendo a limitare i danni di Lux nemmeno con l' aiuto delle tempeste elettriche che tu provochi negli animi dei miei abitanti. Vienimi a stringere. O scendo io. Rischio di non tornare mai più, tu lo sai... mi conosci... ma io debbo rivederti perché mille anni sono passati, e sono così triste Lucifero, sono così triste, che senZa il tuo amore io non posso più vivere a casa mia."