I rintocchi della campanella sulla torretta di avvistamento in cima alla collina si susseguivano, lugubri, con concitata frenesia. Gli schiavisti erano già sbarcati ed avevano circondato il villaggio. Altri stavano inseguendo nei campi quegli abitanti che stavano fuggendo verso l'interno. Nel primo pomeriggio, sotto un sole impietoso, gli schiavisti avevano radunato una folla sulla spiaggia. Il villaggio stava bruciando, all'interno alcune bande di schiavisti erano ancora intente ad inseguire gli ultimi fuggiaschi o a portare verso la spiaggia gli ultimi prigionieri catturati.
Altri, con dei cannoncini, erano intenti ad abbattere delle caseforti in cui si era rifugiata una parte degli abitanti. Coloro che erano riusciti a fuggire o a nascondersi erano pochi. Chi aveva tentato di resistere era stato ucciso, così come erano già stati uccisi gli "inutili": i vecchi, gli infanti, gli invalidi. Ma sulla spiaggia il capo degli schiavisti eseguiva un’ ultima crudele "selezione". Rientrate le ultime bande di scorritori, la flotta si era allontanata.
I prigionieri non avrebbero più rivisto la loro terra. Sarebbero stati rivenduti sul mercato degli schiavi, obbligati a lavorare in modo inumano, costretti a pagare persino l'acqua per bere, sottoposti a punizioni crudelissime per ogni insignificante mancanza. La loro aspettativa di vita, dopo la cattura, sarebbe stata di sei anni. Nessuno di loro avrebbe comunque potuto avere della prole perché i contatti fra schiavi e schiave erano severamente proibiti dai padroni, sicché gli schiavisti, ogni anno avrebbero compiuto nuove scorrerie alla ricerca di nuovi schiavi. Solo le schiave più belle, obbligate ad entrare nei ginecei dei padroni, potevano avere figli. Se si convertivano alla religione del padrone, avrebbero potuto tenerli fino alla pubertà.
Certamente il lettore penserà a qualche villaggio africano. No, scene come quella descritta si sono ripetute infinite volte, dal 650 a poco dopo il 1800 sulle coste meridionali dell'Europa. I libri di Storia se ne sono dimenticati, ma una serie di torrette di avvistamento che segue tutta la costa del Mediterraneo settentrionale, è rimasta a muta testimonianza.
Quanti milioni di persone siano stati portati via dall'Europa, è impossibile quantificare. Si calcola che verso la sola Algeria negli anni fra il 1430 ed il 1580 siano stati portati da un 1.000.000 a 1.250.000 schiavi.
In quegli stessi anni, nei territori balcanici soggetti alla Turchia, ogni quattro anni arrivavano i funzionari turchi a compiere la Devscirme. Scegliendo i più robusti e sani, portavano via un quinto dei bambini fra i sei ed i nove anni. Sarebbero stati arruolati nel corpo dei Giannizzeri, affinché combattessero le guerre al posto dei Turchi.
Ancora più terribile la tratta sulle coste dell'Africa orientale, da dove si calcola che 17 milioni di neri siano stati avviati ai mercati dell'Arabia Saudita e della Turchia, mentre sulla costa occidentale africana questi stessi razziatori e capitribù corrotti, vendevano altri dodici milioni di schiavi ai negrieri che li portavano nel nord e nel sud dell'America.
Schiavi di Cabiria testo di Nulla