Capitolo 54: Nel Limbo!
“Che cosa è successo'!”
Alexia corre disperata accanto a Yori, mentre questi mi deposita con cura ai piedi del fratellino Sota.
“Misa-chan...! Fratellone!”, esclama quest'ultimo. “Che le hanno fatto?”
“Ghiaccio Nero! Quel bastardo di Torak si è fatto attendere così a lungo per avere il tempo di creare un'arma in grado di uccidere sia Misa che Suzaku!”
“E' stata colpa mia!”, spiega Sumire. “Misa si è messa in mezzo per difendermi... di nuovo!”
“Fratellino...”, implora Yori. “Sota, puoi fare qualcosa?”
“Io?! Ma io cosa posso....”
“Il tuo potere di guarigione. Hai già risanato Misa una volta. Fallo ancora!”
“Ok, ci provo!”
Sota si china su di me e Yori mi prende la testa fra le mani. “Forza amore, adesso ti rimettiamo in forze. Vedrai! Non ti lascio andare via”
E' tutto ovattato...
La realtà si fa sempre più lontana...
Anche le voci.... sembrano echi lontani...
“Misa-chan... ti prego, alzati...”
Questa voce di bambino... E'.... E' Sota.... Non riesco più a vederlo. Il rosso del dolore diventa nero abisso, e smette di far male. Potrei restare qui, gettarmi nell'ombra. Sembra...così confortante!
“Misa-chan...Ti supplico! Alzati!”
Sota....
Stai... piangendo?
No... No piccolo mio! Non devi piangere. Ora mi alzo, te lo prometto. Ora distruggo queste catene di tenebra e torno da te.
Ma le catene sono forti...
Così forti...!
“Misa-chan!”. Sota scoppia in un pianto a dirotto. “Alzati! Ti prego! Ti prego non andare via!”
Lo sento riversare nel mio corpo tutto il suo potere, si inabissa per riprendermi, ma sono troppo in profondità nel baratro.
“Temo sia... troppo tardi”,sussurra una voce lugubre nelle vicinanze. “E' andata oltre, ormai”
“No!”, strilla Sota. “Misa-chan non ci lascerebbe mai! Ti prego! Ti prego... mamma! Mamma.... per favore, alzati! MAMMAAAAAA! MAMMAAAAA!!!!!”
…
…
…
…
No amore mio, non piangere... Ora mi alzo... Promesso! Dammi solo cinque minuti... per riprendere le forze...
Invece sprofondo sempre più nel vuoto, fra abissi di tenebra azzurra che si perdono in voragini di blu senza fine. Sembra quasi che non ci sia il fondo, ma il fondo c'è, e io ci sbatto contro senza troppa delicatezza.
Ma che diavolo... sta succedendo?
Mi sollevo con calma. Data la caduta dovrei essere tutta dolorante, invece non sento nulla. Chissà dove sono finita adesso? Calma Misa, studia la situazione. Dunque... sembra un luogo senza uscita. Il pavimento potrebbe confondersi col soffitto tanto è tutto uguale. Una stanza senza uscita di un colore blu tendente al viola. Un po' lugubre forse, ma non spiacevole. Come un eterno crepuscolo.
“Sota!”, chiamo. “Yori! C'è qualcuno? Si può sapere dove siete?”
E io... io dove sono?
“Sei in un limbo”, mi risponde una voce ultraterrena.
“Cheee? Chi diavolo sei?!”
“Ti dispiacerebbe non nominare il Diavolo in mia presenza per favore?”
Mi volto verso quel suono celestiale e rimango basita.
Un ragazzo, su per giù della mia età, alto e dai lineamenti femminei mi osserva con profondi occhi di lapislazzuli e un sorriso rassicurante.
“Come dicevo, sei nel Limbo. Il luogo delle anime sospese. Purtroppo il pugnale intarsiato nel ghiaccio nero di Torak ti ha uccisa, per questo sono qui”
“Vuoi dire che sono..?”
un elastico mi stringe lo stomaco anche solo a pensare quell'ultima parola.
“Morta, purtroppo. Il tuo corpo mortale è andato, ma abbiamo ancora tempo per salvare il tuo spirito”
Non ci posso credere! Questo tizio dice che sono morta e poi mi fa il misterioso?
“Frena, frena, frena!”, lo blocco. “Ti spiacerebbe intanto dirmi chi sei?”
“Oh,perdonami. Ero così preso dalla situazione che mi sono dimenticato di presentarmi!”. A quel punto il suo corpo si accende dall'interno, illuminando tutti i dintorni con una luce adamantina tiepida e piacevole. Due ali piumate di dimensioni colossali si spalancano dietro la sua schiena, lasciandomi senza respiro.
“Mi chiamo Micheal, Arcengelo superiore dell'Ordine dei Serafini. Per servirti”
Si profonde in un inchino e poi rimane lì, osservandomi in attesa che assorba la notizia.
“Sei un Angelo...”
“Arcangelo, per la precisione. Però è facile confondere i nostri ruoli. Non ci mischiamo spesso agli umani come piace fare a quegli sporchi demoni”
“Beh... immagino di doverti dire grazie. Si,insomma... per avermi salvata”
“Non c'è di che, mia cara! Ma ora sbrighiamoci! Non si può restare qui troppo a lungo. Dobbiamo andare!”
Andare? “E dove?”
“Ma come? A casa! Nell'Empireo!”
“Sei venuto per condurre la mia anima nell'Alto dei Cieli?”
“Esatto, mia cara! Altre domande, prima di andare?”
“Beh... che cosa succede adesso? Cioè... che cosa ne sarà di me?”
“Vediamo. Io avevo pensato di proporti per i nostri corpi di fanteria. Ci farebbe comodo una guerriera come te nelle nostre forze! Non avrai più ricordi e sarai sempre lieta, te lo posso garantire!”
Non avrò... più ricordi? “Aspetta, vuoi dire che dimenticherò Yori e tutti gli altri?”
“Certo! Sono ricordi dolorosi. Non potresti mai raggiungere la Beatitudine se te li portassi appresso”
Il grido disperato di suona mi risuona ancora in tutto il petto come un tuono.
MAMMA! MAMMA NON ANDARE!
“E se rifiutassi?”
“Come?! Chi mai rifiuterebbe l'estasi del Paradiso e un'eternità di dolcezze?”
“Non voglio andare”, ammetto. “Non voglio andare da nessuna parte senza Yori, Sota e mia sorella!”
“Ho deciso di salvarti nonostante i tuoi peccati, Kurenai Misa”, risponde lui guardandomi in tralice. “E' da un po' che ti osservo e se fossi in te non oserei rifiutare”
“E' da un po' che ci osservi?”, ripeto, incredula. “E non ti sei dato da fare per darci una mano?!”
“Volevo valutarti. Se non fossi stata degna del nostro esercito non avrebbe avuto senso reclutarti”. Fa un'alzata di spalle che mi manda in bestia.
“Tu... razza di manichino pragmatico senza emozioni!”
Lui sorride e una rete di fili azzurri si protendono verso di me fino ad avvolgermi stretta, per poi trasformarsi in catene di metallo durissimo.
“Queste catene sono fatte con le piume dell'Arcangelo Gabriele. Non puoi liberarti. Verrai con me, che ti piaccia o no. Non ti lascerò ai nostri nemici. A quegli sporchi demoni!”
“Quegli sporchi demoni, come li chiami tu, sono la mia famiglia. Li amo dal più profondo del cuore e mi hanno salvata innumerevoli volte”
“Li scorderai...”
“No invece, scommetto che puoi cancellare i ricordi della mente, ma non quelli del cuore. Ora lasciami, voglio tornare da loro!”
“Incredibile...”, fa Micheal basito. “Per vivere nelle tenebre? Per essere l'amante di un rifiuto infernale?”
“Yori non è un rifiuto! E io sono SUA MOGLIE!”
Un'ira violenta mi assale, più profonda della normale collera. Sembra quasi... potere!
Poi capisco. Si tratta di... tenebre! L'oscurità che ho ingerito la notte prima dello scontro sta iniziando a fondersi con me!
“Misa.... cosa stai facendo?”, domanda il bellissimo angelo.
“Ora vedrai!”, sorrido. “Io sono Misa della Fenice, Cacciatrice dell'OCES, futura sposa di Abras signore dell'Ovest, e presto.... sarò anche uno di quei fottuti demoni che tu detesti così tanto!”
Tentacoli di tenebra mi escono dal corpo, avvinghiandosi alle catene azzurre di Micheal e iniziando pian piano a corroderle.
“Ma quella è... oscurità!”, esclama lui, inorridito.
“Esatto! Ho scelto di diventare un demone di mia volontà, per poter restare in eterno assieme a Yori e Sota. E quanto è vero il Demonio giuro che né tu, né Torak, né gli Angeli... Nessuno mi terrà lontana da loro!”
L'oscurità esplode, invadendo tutto il mio essere. Ali di fuoco screziate di nero mi spuntano dalla schiena, grandi come quelle di Micheal. Innumerevoli segni di fuoco e di tenebra mi decorano la pelle. Una nuova energia di fiammante oscurità mi scorre in tutto il corpo, bruciando le catene imposte dal mio nuovo avversario.
Finalmente libera lo guardo dritto negli occhi e lui sussulta.
Sono io.
Sono Misa... il demone!
Mio fratello maggiore è un demone! (Capitolo 54) testo di nuvolechiare