17/08/2009
DE bello...humanus!!
Tranquilli!! Non mi faccio prendere da un eccesso di megalomania. E' che ho la convinzione che nulla accada per caso...sono un po' di giorni che,con il mio compagno,la sera,mentre ci godiamo un invocato fresco,sul balcone,ci raccontiamo. Ed naturale che ci venga in mente anche tutta la gente che abbiamo incontrato,conosciuto,vissuto. È così che mi è t ornato alla mente uno splendido libro:il giorno della civetta,di sciascia. E la sua famosissima frase :
"... e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, che mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini. E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi. E ancora più in giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere con le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre."
Stamani,Apro Ewriters,e che ci trovo? Un testo che fa riferimento all'umanità!! Ragazzi,sto troppo"attenta"a certi dettagli per non farmi...prendere dall'estro"grafomane"...e decido che traccerò dei ritratti. Di chi ho incontrato,conosciuto,vissuto. Anche di me, in sostanza,poi. Perché"filtrati"dai miei occhi,dal mio modo di concepire la vita. Cercherò,tuttavia,di essere il più"cronista"possibile,in maniera che chi legge,possa decidere in quale"categoria"annoverare i personaggi. Se tra gli uomini o tra i mezzi uomini,e via via fino ai quaquaraquà,che paiono aumentare in maniera esponenziale."il saggio coglie i presagi"...l'ho letto da qualche parte.Io,che saggia non mi ci sento proprio,per adesso,adatto dicendo:il cronista racconta gli eventi. Una cosa,però,la devo dire...non mi è venuto in mente solo sciascia...ho pensato anche...a totò:siamo uomini o caporali!? È la mia parte autoironica,e ironica logicamente,che mi fa cogliere l'aspetto comico,ma non poi tanto, delle cose!! Questo...è l'incipit...
Nella vita posso dire di aver svolto i più disparati lavori...tranne la p........e il macellaio. Per fare la p.......ci va la vocazione. Per fare il macellaio non devi amare troppo gli animali. Sicchè, m'è venuto meglio fare il manovale piuttosto che la rappresentante, piuttosto che lavorar per l'istat,o lavorare per la telecom. Al periodo tele comunicativo appartengono questi primi ritratti...Continua...
RODOLFO.
Iniziai a lavorare nel secondo call center d'Europa,per "mole"di lavoro e presenze
umane,nell'agosto del duemila e uno. Dopo un mese di corso di formazione,non mi piace,non mi piaceva neppure allora,chiamarlo briefing,mi trovai catapultata in turni lavorativi che,mediamente,riscontravano la presenza di millecinquecento,milleottocento persone a turno. Una fiumana di gente che si muoveva,parlava,stava insieme per svariate ore del giorno. Gente,come si potrà evincere,di tutte le caste,di varie etnie,di ogni genere di convinzione,di ogni sorta di pratica sia religiosa che sessuale. Io l'avevo soprannominato"il carnaio". Una mia collega calabrese "il troiaio".Questione di punti di vista. Stava di fronte,dalla parte laterale degli studi cinematografici,a Cinecittà.Si articolava su tre stabili alienanti,di quattro piani,tutti vetri a specchio e ferro color mattone,contigui e su un altro stabile,che noi"schiavi"chiamavamo il palazzo di marmo o palazzo bianco,un po' spostato,rispetto al carnaio. All'epoca, all'interno,non avevano ancora messo in atto le discriminazioni verso i fumatori,avevamo la sala break,il refettorio lo chiamavo io,dove ci andavamo a ritemprare,a rifocillare,a prendere un caffè e fumarci una sigaretta,nelle pause che ci spettavano e anche in quelle che riuscivamo a...fregare. Va da se che,in refettorio,ci trovassimo in tanti,anche nelle pause. E non solo quelli del piano,come usavamo distinguerci,ma anche persone che lavoravano in altri piani,dato che la frequentazione e la scelta della sala break era...libera. Chiamarlo porto di mare è davvero un eufemismo. Com'è naturale,com'è nella vita c'erano persone anonime e personaggi. Com'è naturale non tutti ci colpiscono,non con tutti ci intratteniamo,qualcuno spicca. Uno di quelli che spiccava era Rodolfo. Avvocato,non era raro,tutt'altro,che tra noi ci fossero dei professionisti,finiti nel carnaio per le più variegate vicissitudini. Veneto,con l'accento ancora vivo della sua terra. Un bel portamento,altero e freddo,che non ne faceva un elemento con il quale mi dava piacere intrattenermi. Ancora oggi,non so dire se fosse un bell'uomo ma era decisamente di spicco. Di lui,nella memoria,recupero parole dure,crude,destabilizzanti,frammentate ma esaustive. Una spiccata predisposizione al sadomasochismo. Forse,sempre a memoria,il primo vero incontro con una persona dedita a certe pratiche. La sua prima volta a dodici anni,con un'amica della madre. Lei ne aveva trentasette. Dai dodici anni ai diciassette solo lei. Poi va all'università e incomincia a rispondere agli annunci,nei bagni maschili. La prima coppia che incontra,lui è ancora matricola,loro laureandi. Non cercano qualcuno in particolare ma lei andrà con dieci maschi che potranno fare tutto ciò che vogliono,con la supervisione e il consenso del suo lui. Rodolfo,fa il pieno di queste esperienze e,ormai indifferente,si prende una pausa. A ventidue anni gli presentano una ragazza. Lei ventuno,studiava medicina,posata,di ottima famiglia veneziana. Vergine e assolutamente risoluta a restarlo fino al matrimonio. Li presentano un venerdì. Passano tutto il fine settimana in giro per Venezia. Stessi identici gusti,anche riguardo ai collant che lei indossava,sempre quelli. A Rodolfo piaceva guardare. Il martedì non era più vergine e il fine settimana successivo aveva già provato con una donna. Questa ragazza,non mangiava più del necessario,non beveva,non fumava,non aveva vizi. Una sera,dopo cena,a casa di Rodolfo,rimette. La porta all'ospedale. Dopo sei mesi è morta:cancro al fegato. Dalla sera in cui non è stata più vergine,e non lo fu più in nessun posto,non si censura Rodolfo dicendolo,lei gli affibbia un nomignolo. Con quello,a volte,quando è meno freddo, Rodolfo,si presenta. Non penserà mai più a sposarsi. Mi ritrovai a pensare che,Rodolfo,fosse di se,vittima e aguzzino. Molto intelligente,capì che un diamante non ha una sola faccia. E che è una fortuna quando si trova la faccia sulla quale si riflette la nostra stessa luce.
Continua...
DE BELLO...HUMANUS!! testo di Spicchi di specchi