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Quella notte, Reven non riuscì a dormire.
Uscì dalla capanna e camminò fino alla scogliera a nord, dove il mare si infrangeva con forza.
La luna illuminava le onde, e il vento portava l’odore di tempesta lontana.
Sahira la raggiunse in silenzio.
«Non riesci a trovare pace» disse.
Reven scosse la testa.
«Non so se voglio questo ruolo. Non so se posso portarlo.»
Sahira si avvicinò al bordo della scogliera.
«La Stella non sceglie per potere.
Sceglie per coraggio.
E tu ne hai più di quanto credi.»
Reven chiuse gli occhi.
«E se fallisco?»
«Allora falliremo tutti» rispose Sahira, senza esitazione. «Ma almeno avremo seguito la persona che la Stella ha riconosciuto.»
Reven inspirò profondamente.
Il vento le scompigliò i capelli, come una mano invisibile.
«Io… non voglio che la Stella venga usata per distruggere.
Non voglio che la mia famiglia abbia protetto qualcosa che può fare del male.»
Sahira annuì.
«Allora proteggila tu.
Non come un simbolo.
Non come un potere.
Ma come una promessa.»
Reven aprì gli occhi.
E in quel momento, decise.
«Sarò la Custode.
Non perché la Stella mi ha scelto…
ma perché voglio essere io a scegliere cosa diventerà.»
Sahira sorrise.
«Allora il mare ha trovato la sua guida.»
Reven guardò l’orizzonte.
La nave non era ancora costruita.
Il viaggio non era ancora iniziato.
Ma per la prima volta… sapeva dove stava andando.
E non aveva più paura.