The Way of the Monster - A Ghost Story (Ep 3)

scritto da Artie Chaste
Scritto 4 anni fa • Pubblicato 4 anni fa • Revisionato 4 anni fa
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Uno dei mostri più antichi e conosciuti del mondo. Sarai dalla nostra parte, Nessie?
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Testo: The Way of the Monster - A Ghost Story (Ep 3)
di Artie Chaste

EPISODIO 3 - Gita al Lago Parte 1

La bagnarola si muoveva leggermente a causa dei passeggeri, ma il lago rimaneva immobile e silenzioso come se stesse aspettando una loro mossa.
Max osservò pensieroso la vastità delle acque in cui stava navigando, riflettendo se quella era la mossa giusta.
Non appena erano atterrati in Scozia lui e Chibi si erano diretti al famosissimo Lago di Ness, dove avevano noleggiato una piccola imbarcazione a remi, molto simile ad una scialuppa dimenticata da tempo, e ora si trovavano a largo in attesa.
In attesa che Max facesse la sua mossa.
" Cosa facciamo?" chiese il fantasmino.
"Vorrei saperlo anche io" pensò il cacciatore sospirando. Il mostro di quel lago era forse dei uno dei più famosi nel mondo ma anche uno dei più schivi; era difficilissimo da avvistare tanto che molti pensavano ancora fosse una leggenda, o al massimo un Kelpie molto grosso.
Ma non era così.
Pochi cacciatori lo avevano incontrato e sapevano la verità: a Nessie gli umani non piacevano per niente, soprattutto i cacciatori.
Proprio per questo Max era titubante a chiamarlo: nessuno sapeva se avrebbe reagito bene o male ad un incontro. Era come tirare una moneta con in palio la propria vita.
Il vecchio cacciatore si passò la mano sulla sua fedele benda, ingoiando i dubbi. Che aveva da perdere?
Con fierezza alzò la sua spada di cristallo con entrambe le mani e sussurò le parole che aveva imparato molto tempo prima. "Nemy".
Nella lingua antica degli stregoni significava "Svegliati". E così fece la spada.
Una forte luce si propagò lungo l'elsa riberverando contrò i flutti del lago che iniziarono ad agitarsi. Senza attendere oltre, Max direzionò la spada cristallina verso il bassò e tocco l'acqua con la punta. Il forte impulso luminoso si trasferì dall'arma al lago, disperdendosi in tutte le direzioni.
"Che bello!" squittì Chibi, affascinato da quel gioco di luce. "Ancora!".
"Meglio di no piccolo, o lo faremo arrabbiare sul serio".
Non fece in tempo a finire la frase che il lago iniziò ad incresparsi violentemente. Una spuma biancastra iniziò ad emergere dalle profondità degli abissi e a dirigersi verso di loro a folle velocità per poi arrestrsi all'improvviso a pochi metri dalla bagnarola.
Pochissime persone al mondo sapevano il perchè della difficoltà nell'avvistare quella speciale creatura, e Max era una di quelle. Come creatura marina poteva trasformarsi in semplice spuma e muoversi al riparo di sguardi indiscreti. Alcune leggende narravano che potesse trasformarsi anche in molto altro, ma nessuno ne aveva mai testato la veridicità.
Un attimo prima c'era solo spuma gorgogliante, un attimo dopo il Mostro di Loch Ness emerse in tutta la sua magnificenza.
Era grosso come un palazzo a dieci piani e ricordava un dinosauro estinto da tempo: il corpo era spesso e muscoloso, completato da quattro pinne che si muovevano con placidità. Il collo, spesso come un tronco di quercia cententenaria, emergeva affusolato in tutto il suo splendore.
Chibi era talmente stupefatto da rimanere immobile con la bocca spalancata. Conoscendolo Max avrebbe pensato di trovarlo a svolazzare sopra una delle gobbe che attravesavano la schiena del mostro.
" Ne è passato di tempo, Nessie".
" Mietitore. Pensavo non ti avrei più rivisto, ed ero felice per questo".
Una specie di sorrisetto attraversò il lungo muso squamoso del mostro, gli occhi da rettile verde smeraldo puntati su di lui.
" Non è una visita di cortesia. Ho bisogno del tuo aiuto"
" E perchè mai dovrei dartelo cacciatore? Tu uccidi i mostri come me per vivere, non pensare che questo non valga niente".
" Io uccido solo i mostri pericolosi, quelli senza controllo".
" Forse, ma riesco a percepirlo. L'odio che provi verso di me, verso tutti noi per quello che ti è stato portato via.
So esattamente cosa è successo, tutto quanto. Mi odi così profondamente per la mia lontana somiglianza al drago?"
Max strinse l'impugnatura della spada con tale forza da imbiancare le nocche, gli occhi infiammati d'ira. "Ascoltami bene. Io non vi odio, ma tieni a freno la tua lingua biforcuta o ti dovrò ricordare che non sei invincibile, anguilla troppo cresciuta".
Se chiunque altro nel mondo avesse rivolto quelle parole al mostro di Loch Ness avrebbe rischiato l'annegamento in poch secondi, ma non Maximillian Thorns. Nessie sapeva bene che lui era l'unico uomo in grado di ucciderlo, e per questo non aveva permesso che i suoi figli e nipoti lo seguissero.
Davanti a lui c'era l'uomo più pericoloso del mondo.
" Forse siamo partiti con il piede sbagliato, Mietitore. Ma capirai il mio astio verso la stua specie e ciò che fate".
" Il nostro lavoro è mantenere l'equilibrio".
Nessie rise di gusto, una risata profonda e gutturale. " Equilibrio? Non prendermi in giro. Questa finta della convivenza tra umani e mostri è solo uno specchietto per le allodole. Presto o tardi si giungerà ad un bivio: o sopravviverà l'una o l'altra categoria. Non ci sono alternative."
" L'età ti ha reso più fatalista".
"Realista vorrai dire".
"Indipendentemente da ciò non sono qui per disquisire di filosofia. Vuoi darmi una mano o no? Non mi piace passare la mia pensione galleggiando in mezzo ad un lago".
Il mostro si chinò ancora di più verso di lui, in attesa. Era il suo modo per dire che era disposto ad ascoltarlo. Senza dirlo.
" Sto cercando un Kelpie maledetto, qualcosa di insolito persino per quei cavalli bagnaticci".
" Posso chiederne il motivo?".
Come se fosse stato un segnale concordato, Chibi si sporse da dietro il cappotto dove era stato nascosto per tutto il tempo, avvicinandosi al muso di Nessie. Quest'ultimo lo guardò con curiosità, spalancando gli occhi quando capì di cosa si trattava.
" Maledizione della Pietà? Sorprendente, non ne vedevo una da secoli e secoli".
" Capisco il tuo stupore. Inoltre è davvero strano che un Kelpie abbia aggredito un bambino e provato pietà per esso. L'aggressione agli umani da parte di questa specie sono molto ridotte, senza contare che aggrediscono adulti solitamente."
" Questo potrebbe spiegare tutto" sibilò il mostro senza staccare gli occhi da Chibi.
"Cosa intendi?" chiese Max incuriositò.
" Questo lago ospita migliaiai di Kelpie, per questo l'ho notato solo recentemente. C'è un esemplare maledetto".
Un improvviso sollievo attraversò il petto del vecchio cacciatore. La fortuna gli aveva sorriso ed erano riusciti a trovare il mostro alla prima.
Ma forse aveva parlato troppo presto.
"Non è la maledizione che pensi tu, ma è altrettanto rara è complicata. La Maledizione della Marionetta".
Max sobbalzò per la sorpresa. " Cosa? Quella è una maledizione che solo gli stregoni di alto livello possono lanciare".
Nessie capiva bene lo stupore del suo interlocutore. Gli stregoni era numerosi sulla terra secoli addietro, ma si erano ridotti sempre di più fino quasi a scomparire. Ad oggi i pochi esistenti si nascondevano da sguardi indiscreti.
Ovviamente la reazione del cacciatore si spiegava anche in un altro modo: la sua defunta moglie era una strega, colei che aveva forgiato la sua incredibile spada, ma era morta già da tempo. E per quanto riguardava la figlia...
" Cos'è la maledizione della Marionetta?" chiese Chibi, ora di nuovo attaccato al cappotto di Max.
" Un potente incantesimo che permette di controllare un mostro e dargli ordini anche contro la sua natura. Qualcosa di davvero malvagio"
Nessie sbuffò intenso vapore dalle narici. " Sei in acque pericolose, Mietitore. Qualcuno qui sta manovrando i fili per qualcosa di più grande di te e stavolta non te la caverai con una benda sull'occhio".
Maximillian lo guardò con un sorriso mesto. " Cosa altro posso perdere, Nessie?".
Sorprendentemente lo sguardo del vecchio mostro si addolcì. "Ti dirò dove trovarlo. Spero che questa missione possa portare pace nel tuo cuore".
Disse quelle parole con solennità, come se sapesse che non avrebbe mai più rivisto il Mietitore di Cristallo.


Erano solo le nove di sera e l'aria gelida soffiava sul lago placido spostando la leggera nebbia che si stava formando.
Max era in piedi a due passi dalla riva nel posto in cui il vecchio mostro gli aveva detto, la spada stretta in pugno.
" Chibi, tu rimani qui".
" Farai di nuovo il gioco di luce?"
" Non stavolta. Arriverà senza bisogno di incentivi". Una bestia maledetta assetata di sangue non si sarebbe lasciata scappare un uomo in attesa sulla riva per nulla al mondo. Infatti non dovette aspettare a lungo.
Un gorgogliò proveniente dalle profondità delle acque risuonò nell'ambiente, accompagnato da una scia di bolle che si spostavano velocissime verso di loro.
Era il momento di giocare.
The Way of the Monster - A Ghost Story (Ep 3) testo di Artie Chaste
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