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Camminando, con la notte sulle spalle, decise di non andare a dormire ma di ritornare in ufficio. Sentiva il bisogno, ancora una volta, di vedere la sua Vigevano dall'alto. Da quella finestra che dava su Piazza Ducale. Il mercoledì precedente, la società immobiliare proprietaria del palazzo lo aveva convocato ricordandogli che mancava poco al termine ultimo per consegnare i locali. Quando ci si rende conto di perdere qualcosa, o qualcuno, allora si cerca di vivere, disperatamente, gli ultimi momenti. Capì, insomma, che quella stanza piena di carte in disordine, faldoni appoggiati per terra e mobili fatiscenti, rappresentava tutto il suo mondo.
Fece le scale di corsa, e sul pianerottolo al quarto piano andò in affanno. Non era in gran forma in quel periodo, tant'è che dovette piegarsi per lo sforzo. Non riuscì neppure a salutare la signora Marzia, che lo aveva squadrato dalla testa ai piedi, come faceva sempre - giusto un gesto con la mano, per poi usare la porta d'ingresso come appoggio per entrare nel suo studio, ancora ansimando. Buttò sull'attaccapanni il cappotto di loden blu e si avvicinò alla finestra. Si mise ad ammirare la Piazza, guardandola come un innamorato al primo incontro con la propria donna. Poi si appoggiò sulla sedia della scrivania. Gli occhi erano pesanti. Ebbe il tempo di girarsi, sedersi e appoggiare il capo sulla cartella di pelle. Se qualcuno l'avesse visto in quel momento avrebbe notato un sorriso infantile sul volto stampato sul suo volto, come un bambino che dorme felice. Raro per lui, Lorenzo De Lorenzo, professione investigatore privato, ormai sulla critica soglia dei cinquant'anni, nato a Vigevano ma residente a Pavia, in Via Porta numero ventisette, in possesso di regolare licenza del prefetto di Pavia. Laureato presso la facoltà di Psicologia di Pavia, in possesso di attestato triennale di tirocinante e successivi corsi di specializzazione.
Celibe e senza figli, convivente con il padre Dionigio, pensionato, ex portalettere per le Poste Italiane e da quattro anni titolare dell'agenzia investigativa De Lorenzo.
"Lorenzo...Lorenzino...sveglia. Sono quasi le nove! Potevi avvisarmi che non rientravi a casa! Preferisci una sedia e un tavolo in ufficio a un comodo letto ad una piazza e mezza?"
Papà Dionigio era appena entrato in ufficio, dopo aver appoggiato le borse della spesa proprio vicino alla faccia del figlio. L'odore forte del Camembert, il formaggio preferito dal "vecchio", svegliò Lorenzo, che fece una faccia schifata.
"Papà, il lavoro..."
"Il lavoro, ma quale lavoro? C'è solo la tua signora formosa. Di clienti ne abbiamo solo uno...anzi, visti i tuoi ultimi ritardi...dovrei dire una..."
"Non fare illazioni. Io sono un professionista!"
"Sì, un professionista delle cammellate! Beh, vedo che ci sono novità...intravedo in piazza due tizi che hanno alzato lo sguardo dalla nostra parte. Saranno due clienti."
Lorenzo si alzò di scatto, rischiando di cadere, per vedere la scena. Pochi secondi dopo si risedette, scuro in volto: "Papà, continui con le tue cazzate! Quelli non sono due clienti...uno è l'ispettore capo Spreafico e l'altro è il suo attendente, il sovraintendente Verdino.
"E che vengono a fare da noi?"
"Adesso consulto la sfera di cristallo e te lo dico eh? Che cacchio ne so? Tra poco vedrai che..."
Proprio in quell'istante suonò il campanello della porta. E continuò a suonare per parecchi secondi.
"E' aperto!" urlò Lorenzo.
Entrarono, prima con passo miltare l'ispettore Spreafico e poi, titubante, il Verdino.
"Carissimo ispettore, qual buon vento?" si fece avanti papà Dionigio, tendendo educatamente la mano. L'ispettore, sprezzante, lo fissò con disgusto, per poi continuare rivolgendosi al figlio seduto:
"E' lei il signor Lorenzo De Lorenzo? Il titolare dell'agenzia De Lorenzo?"
"Sì. Desidera?"
"Conosce il geometra Luigi Festorazzi, con studio immobiliare e abitazione in via Madonna Sette Dolori a Vigevano?"
"Sì. e' un mio cliente. Da circa due settimane."
"Diciotto giorni" lo corresse il sovraintendente.
"Se lo dite voi vuol dire che lo sapete. E allora che cosa me lo avete chiesto a fare? Mi dovrebbe usare la cortesia di spiegare la ragione di queste domande." aggiunse De Lorenzo.
L'ispettore, con una punta di nervosismo, rispose:
"La ragione è che il geometra Luigi Festorazzi è stato trovato cadavere nel suo studio di Vigevano ieri, 24 marzo alle ore 22, dalla colf appena rientrata dalla gionata di riposo. E' stato ucciso con una stilettata al cuore".
Lorenzo impallidì. "Ho capito bene? Il geometra Luigi Festorazzi è stato ucciso ieri, lunedì 24 marzo, alle ore 22?"
"Devo farle lo spelling De Lorenzo? Sì, il geometra Festorazzi è stato ucciso ieri sera. Ha capito, o vuole una dichiarazione su carta bollata?"
"Porca puttana! Abbiamo perso il cliente!" esclamò papà Dionigio.
"Papà...contegno" lo zittì Lorenzo, rimanendo però serio in volto e cercando di metabolizzare la traumatica notizia.
"Ora, signor De Lorenzo, mi deve riferire tutto quanto è a sua conoscenza riguardo la vittima. Senza nessuna reticenza. Per ora la ascolto come persona informata sui fatti e nel suo studio. Non mi faccia tornare con un mandato di comparizione..."
"Non voglio comparire! Le dico tutto velocemente e senza omissioni. Dunque..."