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Carissimi,
mia anima sente il desiderio dedicare l'apertura di tale epistola con la chiarezza dell'intenzione in sua stesura: v'è forte intenzione provocatoria. In tale modo ve lo pone anima mia, così che non possiate incolpare, ora ingiustamente, della fasulla presa di responsabilità, chiarita intenzionalmente dalle primissime parole ormai incise.
Qualora l'anima mia venga in conflitto con alcune delle vostre, dibattete avvertendo un ostile ingiustizia d'anima mia. Secondo il vostro parere, illustrerò i motivi per cui in partenza fortemente incoerente, soggiunge in anima mia peggior peccato esistente da millenni or sono. Superbia. Secondo vostro tale pensiero anima mia lava propria essenza in illusoria bontà consapevolmente, sfoggiando più che ingiusto vanto.
Carissimi, come prendere decisione unitaria punitiva di superbia d'un individuo facendone un'omelia senza prender coscienza della propria non migliore essenza?
Risposta dell'unità sarà la completa indifferenza vergognosa poiché disumana verso singola anima. Di medesima indifferenza s'arma l'unità, illudendo nel "potere punitivo".
Dubbio smosso in mia anima è tale da condurre illusione unitaria punitiva a quel ca non si vol percepire: esser inferiori v'è timore?
Gentilissimi, ponete anime vostre in dubbio, poiché errare in privazione costituisce pensiero vostro superbia.
Anima mia ha nutrito mai l'obbligatorietà della ragione? Certamente non vi sarà esentata, sebbene vagabonda necessità d'una maggiore sapienza più profondi pensieri vostri riguardo la contemporaneità.
Anima mia certezza d'animo vol cibarsi, esentato e condannato d'anime vostre c'altre essenze desiderano possedere, non tocchi ad anima mia definirne valore poiché suprema sapienza mia anima si deve obbligatoriamente privare su più che logici motivi.
Epistola, della quale stesura avvenuta necessariamente su momento, ha necessità di confronto verso anime vostre. Medesima ragione ha spinto anima mia ad una scelta più provocatoria possibile dello scritto. Sperando per tanto in un vostro riscontro, in breve data necessitata d'anima mia.
Mia anima attende, sebbene non eternamente. Se anime vostre necessità alcuna son dotate, esentatevi, come già preso in atto, ad anima mia.