La cosmica porta del cuore

scritto da Italo Rapacciuolo
Scritto 2 anni fa • Pubblicato 2 anni fa • Revisionato 2 anni fa
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Autore del testo Italo Rapacciuolo

Testo: La cosmica porta del cuore
di Italo Rapacciuolo

Nel mio cuore c'è spazio per tutti. I belli i brutti, i poveri di spirito, i pieni di ironia, i sobri gli ubriachi, i sani i malati.
Nella mia cavità cardiaca accolgo gli assassini i puri, i pari e i dspari, i malandrini i santi, i forti e i deboli. Perché sono misericordioso, estroso, maestoso.
Mi avvicinai, lo toccai era caldo di passione, forte di resina astrale.
La linfa scendeva e il cuore batteva e si apriva, chiesi: di chi è questo cuore, questa porta verso l'universo?
Una voce arcana rispose: questo è il mio Cuore, un buco nero che assorbe tutto, per amore prende coscientemente i vostri bisogni, le vostre attese, le accoglie per farle realizzare.
Io sono la Coscienza Cosmica, quello che chiamate Dio, quello che chiamate Yahweh. Colui che ha il nome Allah, Brahma, il Grande Spirito.

Mi svegliai, la mia camera era diventata un insieme di viola, dalle finestre entrava una luce astratta, quiescente, distratta.
Era l'una di notte, fuori lo scroscio di una leggera pioggia, dentro la mia mente un fruscio, un ornamento estatico, ellenico.
Mi accovacciai a Serena che dormiva profondamente. La strinsi tra le braccia, le accarezzai i capelli.
La stanza riprese il suo colore, la luce cessò e vidi di nuovo il cuore battere. Stavolta era il mio che era uscito dal petto e splendeva di compassione, commozione per le bellezze e le miserie umane.
Fece il giro della città, entrò in ogni casa ogni petto, e sentiva il respiro di tutti, sentiva la vita fluire in ogni corpo, ogni anima.

In corde meo est lux in omnibus...e illuminò anche il mio. Divenne una porta che aspettava di essere aperta da un bambino appena nato, da un vecchio che aveva consumato ormai tutta la sua vita.
Mai come quella notte provai un amore vero, denso, profondo per tutti, per tutto. Mi strinsi a Serena, sentivo la vita scorrere in lei, fiume che correva verso il mare infinito del cosmo.
Il risveglio fu come tutte le mattine. La colazione, io a dipingere, lei a rassettare, ad aggiustarsi i capelli.
Scendemmo le scale come su un tappeto volante, i nostri capelli e le mani s'intrecciavano, le voci cantavano ogni melodia, ogni concerto sinfonico.

Giù per strada i corpi delle persone ci apparivano trasparenti, evanescenti, ignis vitae. Vedevamo i loro cuori battere, parlare, ridere, le loro mani danzare, i piedi vibrare di terrene apparizioni.
Non ci meravigliavamo. Per noi era tutto normale, la notte ci aveva aperto l'occhio della mente plastica, quello che chiamano il terzo occhio.
Tutto era in pace, sentivamo i pensieri di tutti, i loro desideri, il loro nervosismo, le loro voglie.
Poi d'un tratto tutto smise. Le persone erano nude come sempre, coperte da stracci, rughe, bellezze e stranezze.
Ma gli occhi erano diversi, aspersi di gioia, di sentimenti di aspirazioni e passioni. Erano occhi che cercavano altri occhi, che guardavano il mondo per crescere e capire. Cuori che pulsavano per conoscere gli altri, la natura, sé stessi. La Vita.



La cosmica porta del cuore testo di Italo Rapacciuolo
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