Sono uscito di casa al mattino presto.
Già questo, di per sé, è interessante.
Lo è, almeno, se ti importa qualcosa di me eo se conosci alcuni tratti fondanti del mio status psico-fisico abituale.
Tratti che non ho voglia di spiegarti e che quindi non ti spiegherò. D'altra parte, essendo Tu nessuno, niente, darò per scontato che Tu ne sia al corrente e cercherò, tra l'altro, di evitare di prefigurarmi Te, che sei niente e nessuno, come una persona di mia conoscenza o una qualsiasi altra persona.
Siamo quindi arrivati ad un punto cruciale: tu sei un niente e nessuno che mi conosce molto bene, ma che io non riesco a percepire e di sicuro nemmeno voglio. Questo mi permetterà di sentirmi libero.
Libero di spiegarti alcune cose in maniera davvero sincera, sicuro della tua comprensione, forte come sei della profonda conoscenza che hai di me. Posso per cui raccontarti, ad esempio, di come mi piaccia starmene seduto sul bus, vicino al finestrino, a guardare fuori, a guardare dentro, a fissare punti indefiniti nello spazio circostante, in stasi.
Oggi, tra l'altro, ho capito per la prima volta di riuscire (paradossalmente) a concentrarmi e focalizzare molto meglio quando mi trovo in un leggero stato di sonno-veglia.
Morale: se mi sono appena alzato dal letto, con il cispo che mi offusca la vista, l'andatura ciondolante, ancora scordinata e il viso ricolmo di lacrime da sbadiglio, riesco a pensare meglio.
Definizione di meglio: lucidamente, brillantemente, puntualmente, ma sopratutto con una buona elaborazione lessicale. Di quell'elaborazione che ti fa venire voglia di scrivere che oggi, sul bus, ho staccato d'improvviso lo sguardo dal finestrino e ho pizzicato per caso una ragazza che mi fissava.
Beh, sì, mi fissava.
Vistasi scoperta, la ragazza ha immediatamente voltato lo sguardo da un'altra parte, poggiando poi, quasi di scatto, la testa sulla spalla del ragazzo, teneramente.
Teneramente, teneramente, teneramente.
Ecco che sta per arrivare il pensierone del giorno:
Teneramente?
No.
Non c'era nessuna tenerezza, in quel gesto. Al contrario, tale, aveva due significati ben precisi che ora proverò a riassumere con due ipotetici pensieri della ragazza stessa.
Pensiero 1:
-Guarda che, anche se ti stavo guardando, sono fidanzata e... amo il mio ragazzo. Infatti non so se hai notato come me lo coccolo.-
Pensiero 2:
-Aiuto, tesoro. Menomale che non ti sei accorto di niente. Per un attimo sono stata attraversata dalla voglia di tradirti con quello scemo lì, pieno di cispo negli occhi. Però non preoccuparti, il pensiero è volato subito via. Per l'appunto ho subito voltato lo sguardo e mi sono poggiata a te, un po' dolce e un po' remissiva. Sono proprio cattiva. Non te lo meriti. Stasera ti preparerò una bella cenetta e poi ti coccolerò tutto. Tu non capirai il perché di tante attenzioni, ma sarà meglio così. Questo è il mio piccolo segreto. Tu vorrai sapere, sarai sospettoso, ma io non ti permetterò di scoprirlo. Ti tapperò la bocca, riempendo la serata di tanti: "Ma cosa dici? Sciocchino!" e tanti: "Beh? Ma che hai? Ogni volta che cerco di essere carina e dolce con te diventi sospettoso!". Certo che sei un po' paranioco, Antonello. Ogni volta mi tartassi di domande. "Dov'eri ieri sera? Com'è che conosci quello? Ma non dovevi essere da tua madre?"
Uffa.
Tra l'altro: che cazzo vuoi, eh? Non posso avere anche ioi miei segreti, le mie cose, LA MIA CAZZO DI VITA? Mi stai uccidendo Antonello! Mi soffochi! Adesso vado e mi scopo quel tipo!-
-Jennifer... oh! Jennifer!-
-Dim... dimmi Antonello.-
-La fermata! Dobbiamo scendere... ma cos'hai? Eri persa nel vuoto.-
-eheheh... scusa.-
-Sei strana. A cosa pensavi?-
-Sciocchino! Stavo pensando a quanto ti amo!-
Ciao, niente e nessuno.
Cispo testo di Golden Brown