Tumulto nella città di Icebury

scritto da DaniKappa
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Capitolo 2 del racconto Regno del Caos-Il potere mistico
- Nota dell'autore DaniKappa

Testo: Tumulto nella città di Icebury
di DaniKappa

I raggi di luce del primo sole del mattino irraggiavano la valle ghiacciata di Icebury rimbalzando tra le pareti candide innevate, riscaldando flebilmente la temperatura che rimaneva comunque rigida.

La stanza di Jack iniziava ad illuminarsi e come ogni mattina il profumo inebriante della pancetta e uova sbattute della signora Lestrelle riempivano le sue narici, svegliandolo con l'acquolina in bocca.

Appena pronta la colazione partiva la giornata di Jack, che iniziava con una sana abbuffata di pancetta rigorosamente croccante e omelette "baveuse".

La signora Lestrelle è una cuoca rinomata nel paese, tanto che spesso le viene chiesto di preparare il cibo per il signorotto che amministra il paese, sir Henders; a detta di tutti una buona forchetta.

Terminata la colazione, Jack ed il signor Lestrelle si preparavano ad una giornata nei campi. Preparato il carro coi buoi a trainare, partono di buon mattino per portare a termine più lavoro possibile.

Il signor Lestrelle è noto in tutto il Regno del Nord per le patate che nascono nei suoi campi, ricche di nutrienti sono richiestissime per farci energizzanti zuppe o come contorno saporito per le carni più e meno pregiate.

Il silenzio assoluto della valle era interrotto soltanto dal rumore degli zoccoli dei buoi che ritmicamente battevano sul pavimento innevato. Dal bianco della distesa iniziarono a spuntare delle capannine di tela, circa quindici, che rompevano il ripetersi del paesaggio.

-Ribelli? Cosa ci fanno così vicini al villaggio?- mormorò il signor Lestrelle

I ribelli erano un gruppo di persone belligeranti che aspiravano allo scioglimento del regno unificato e ad una lotta armata contro gli altri, ritenevano impossibile un accordo imperituro tra i regni poiché troppo differenti tra loro e bramavano soltanto la conquista.

Inizialmente presi poco sul serio, col tempo conquistarono sempre più adepti, complice anche il periodo di instabilità sempre più lungo che fece ricredere molti pacificisti; chiunque si opponesse per loro era considerato traditore.

Il signor Henders governava il paese di Icebury ormai da 30 anni, egli era tra i sostenitori di un possibile riappacificamento tra i regni e per questo era tacciato di codardia e tradimento dai ribelli che probabilmente si stavano avvicinando con intenzioni poco amichevoli.

Arrivati a ridosso dell'accampamento ribelle, i buoi vennero fermati da due soggetti armati che intimarono a Jack ed al signor Lestrelle di scendere.

Scortati dentro una capanna, vennero spintonati a terra per essere interrogati.

Un uomo corpulento sedeva su una sedia che pareva troppo piccola in confronto al suo sedere, eppure riusciva a sostenerlo; era l'ispettore Menendez

Guardandoli con circospezione e pregiudizio, chiese loro cosa ne pensassero della posizione del signor Henders.

Jack e la famiglia Lestrelle da sempre erano pacifisti, pertanto erano felici di come il loro paese era amministrato, la tranquillità regnava sovrana almeno fino a quel momento.

-Noi siamo favorevoli a tutto ciò che converge verso la pace- 

Il signor Lestrelle rispose con sicurezza, la risposta stizzí notevolmente l'interrogatore.

-Che cosa ci fate ad Icebury?- incalzò Lestrelle

L'omone, staccandosi con fatica dalla sedia, si accinse a raggiungere la finestra, improvvisamente il nitrito di cavalli intenti a prendere il galoppo ruppe il silenzio della valle ghiacciata, il plotone si stava mettendo in marcia verso Icebury.

Sir Henders viveva in una sontuosa villa nel centro del paese, ogni giorno era solito colloquiare con i propri cittadini per discutere di problematiche e possibili migliorie per Icebury. 

La stanza di ricevimento era tappezzata di quadri raffiguranti scene di gloria dei suoi predecessori, tutti in cornici dorate.

I muri in stucco veneziano lasciavano la luce divertirsi e risplendere sulle proprie pareti, dal soffitto alto circa dieci metri pendeva un lampadario in cristalli splendenti come stelle in una notte di buio pesto, sotto di esso la scrivania in legno dove sir Henders appoggiava le sue scartoffie e faceva sedere chi riceveva.

Erano ormai le 12:45 e nella stanza accanto, adibita a cucina, il rumore frenetico di coltelli che sminuzzavano minuziosamente il cibo aveva lasciato spazio al rumore di mestoli intenti a porzionarlo.

La signora Lestrelle, che aveva preparato anche questa volta il manicaretto, suonò la campanella per avvertire il servizio del piatto pronto e contemporaneamente segnava anche la fine del turno di lavoro di sir Henders.

Mentre il piatto veniva portato al tavolo o meglio alla scrivania, lasciava dietro di sé uno spesso fumo bianco indicando il grado di elevatissimo calore che emanava.

-Zuppa di lenticchie? Uno dei suoi piatti migliori!- disse sir Henders iniziando a soffiare delicatamente sul piatto per tentare di raffreddarlo.

La signora Lestrelle era felice di cucinare per lui, poiché apprezzava sempre la sua cucina.

La tranquillità venne tuttavia interrotta da qualcuno che si mise a suonare insistentemente alla porta della villa.

Il maggiordomo, dopo aver sbirciato dallo spioncino, si girò verso sir Henders

-Paiono ribelli, signore-

Il viso di Henders passò da essere godurioso per via del cibo ad essere molto preoccupato, la mano che afferrava la zuppa iniziò a tremolare sporcando la scrivania di cibo.

-Falli entrare- pronunciò con tono basso, quasi remissivo 

Gli uomini che entrarono erano due, entrambi armati fino ai denti, dietro di loro un uomo dall'aria serissima si defila passando loro davanti e sedendosi di fronte a sir Henders.

Gli occhi dell'uomo erano color azzurri ghiaccio, proiettavano uno sguardo drammaticamente austero capace di sciogliere la felicità di chiunque; era il comandante Goggins

-Sai già perché siamo qui?- domandò l'uomo con voce grave e risoluta

I ribelli di ogni regno erano in marcia già da qualche tempo, entravano con la forza nei paesi e costringevano gli abitanti a sostenere la loro causa, imprigionando gli oppositori e accampandosi nelle cittadine conquistate.

Sir Henders era un uomo molto bravo con la diplomazia, tuttavia in questa situazione sapeva perfettamente le parole non sarebbero servite a nulla.

-Sapete che Icebury è schierato dalla parte di un regno unito, così sarà sempre-

Il comandante Goggins afferrò il coltello posizionato vicino al piatto di Henders ed iniziò a giocarci pungendosi leggermente il pollice.

Goggins era già pronto all'evenienza di un rifiuto a collaborare da parte di Henders, pertanto era arrivato con abbastanza uomini da assediare Icebury, che appunto non era molto grande.

Allertate dal maggiordomo, le guardie di Henders fecero irruzione nella sala e si posizionarono dietro di lui con le mani pronte a sguainare le spade.

L'aria si fece tesa e la situazione sembrava dovesse precipitare di lì a poco ma Goggins, per niente scomposto, si alzò lentamente dalla sedia e fece un cenno ai suoi che lo seguirono fuori dalla villa.

La signora Lestrelle, che nel frattempo aveva seguito tutta la scena in silenzio, iniziava a chiedersi se avrebbe ancora rivisto la sua famiglia; la sua unica speranza era che Jack ed il signor Lestrelle non avessero incrociato i ribelli.

All'accampamento, Jack ed il signor Lestrelle erano ancora imprigionati nella tenda dell'ispettore Menendez.

-Vi dirò perché siamo qui-

Interruppe il silenzio Menendez.

-Icebury è a soli 50 minuti a cavallo dalla capitale del regno; Artica-

Ciò che volevano fare i ribelli era conquistare la capitale del regno del Nord in nome del loro capo, Kamenhoor.

Khamenoor era noto da molto tempo nel regno per essere a capo della più efferata banda di briganti della regione, le sue scorribande erano temute da tutti i commercianti che trasportavano merci e da tutti i negozianti che venivano spesso depredati da lui ed i suoi scagnozzi.

Aveva raggiunto un potere tale da mettere su un vero e proprio esercito per guadagnarsi il titolo di re con la forza ed ora che la corona del regno del nord era vacante era determinato a rivendicarne il possesso.

Dopo le scioccanti rivelazioni, Jack ed il signor Lestrelle vennero tirati su di forza

-Verrete momentaneamente incarcerati, vi farà compagnia chi non perirá durante la battaglia-; tuonò Menendez tagliando la punta di un sigaro che aveva tirato fuori dal taschino della camicia poco prima.

I due vennero spinti fuori dalla capanna.

Il sole nel cielo era scomparso tra spesse nuvole bianche e la neve iniziò a scendere fitta tanto da sembrare un muro di ghiaccio.

Il vento gelido che spirava forte tagliava le guance e trasportava un odore di bruciato piuttosto forte, sopra Icebury il fumo correva verso l'altro per poi sparire completamente; l'assalto era iniziato.

Quella vista fece impallidire Jack, nonostante non si notasse per via della sua pelle bianca come la ceramica.

Le lacrime di dolore si mischiarono a quelle dovute all'aria gelata che entrava con forza negli occhi.

Sfruttando un momento di distrazione delle due guardie che li stavano scortando, il signor Lestrelle sferrò una testata sul naso al primo ed un calcio al ventre al secondo

-Fuggi Jack!- urlò 

-E tu?!- gli rispose con voce rotta dal pianto 

-Ora! Vai!- Lestrelle ribatté 

Jack allora trovò la forza e si mise a correre veloce come se inseguito da un leone, aveva delle catene alle mani ma le gambe erano completamente libere. 

Corse finché non incappò in una buca coperta dalla neve dove cadde e perse immediatamente i sensi.









Tumulto nella città di Icebury testo di DaniKappa
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