Chiara. Una ragazzina fragile, più giovane della sua età, nel fisico e nella testa. Chiara. Dolce come un’adolescente romantica. Chiara. Indossava un vestito rosa confetto a balze, quando è morta sua madre. Ha organizzato una festa, e brindava con tutti, Chiara, la sera del funerale. Aveva 16 anni, Chiara, e continuava a ripetere: Adesso la mamma sta bene, sta bene! E sorrideva, piccola Chiara.
Ho pensato per anni a quel vestito rosa, a quella follia scaturita dal dolore, a quella speranza in una vita migliore al di là di questa, che aiuta chi resta a sopravvivere al dolore.
Sono passati più di 10 anni. Oggi ripenso a Chiara. E capisco. Capisco perchè quella sera Chiara ha festeggiato. Capisco perchè un anno di lenta morte di una mamma iperattiva e iperenergica, ridotta sofferente su una sedia a rotelle per un cancro bastardo, porta a festeggiare il funerale. Oggi, Chiara, ti chiedo scusa, e ti sento vicina. Oggi, purtroppo, piccola Chiara, ti capisco.
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