Trovato il paese, poi dopo fai presto
per l'auto al parcheggio, c'è un povero Cristo ,
trapassa la piazza, imbocca il viale
finchè non incontri una rampa di scale .
Trecento gradini e arrivi al mio nulla
trecento passi senza una croce saranno il tuo calvario
per vedere un'ultima volta un volto vecchio e stanco che ti amato sempre nonostante e comunque .
Mi vedi trascino una mente che sballa,
un sorso di mare, una lama di sole
per l'ultima spiaggia di uomo animale...
In questi anni ti ho pensato mille volte
mi rendo conto tu possa credere non abbia senso,
ma non c'è niente di logico nell'esistenza
e mentre parli la tua voce mi fa ricordare,
quando eravamo più giovani e la vita era leggera,
facevo tanti chilometri per vederci solo un attimo la sera.
Ora sento che quel sentimento nel tempo non si è spento,
nel cuore mio è diventato più profondo.
Mentre mi guardi senza vedermi per quello che sono, i tuoi occhi mi fanno ricordare,
quando eravamo complici e ti portavo al mare,
ci sentivamo liberi di navigare...
Ora come allora ti sento dentro e come tutto quel mare
il sentimento nel tempo non si è spento,
nel cuore mio è diventato un oceano immenso .
Forse questo è il motivo per cui ti ho chiamato
parlare con un cuore che mi amato e tormentato
mi ha tenuto legato ad un sogno, che non parla di favole o lieto fine.
Si chiama istinto questa urgenza di sentire un respiro,
racconta profumi gesti carezze, il bisogno di sentire un'emozione dibattersi ancora nella rete dell'amore ,
e nonostante l'evidenza come la vita non vuole morire.
Ti volevo davanti un'ultima volta pensando chissà che ,
per dirti cosa chi lo sa più .
Sono solo da troppo, il tempo mi ha consumato, reso un involucro consumato e stanco,
ed è stato un errore pensarti ma ti dovevo vedere ,
dovevi sapere che per me sei stata morte e vita ,
anche se ora lo ammetto sono troppo lontano dal tempo di musica e dolci passioni
questa grande croce l'ho voluta portare io .
Quaggiù , dove mi sono spinto io e un po' m'hai spinto tu
sto io che aspetto il turno mio.
Ormai dal tempo antico dell'addio
ho solamente una gran voglia di morire .
E questa solitudine...
Morire in solitudine....
Dimmi ora perché dopo tanti anni sei voluta tornare qua
ad arricchire il niente con la tua pietà...
A un uomo che, sapevi bene , aveva perduto la testa
prendesti anche il collo, gli facesti la festa.
Adesso che ti sei tolta anche la soddisfazione di vedermi in ginocchio
piangendo ritorna sui passi di prima ,
gli stessi gradini,ma verso la cima..
Il viale, la piazza, la macchina è a posto
la mancia al guardiano che campa di questo...
Il sole ha girato gelando lo scoglio
in basso sono io, sto vivendo e non voglio..
Laggiù dove mi sono spinto io e tanto m'hai spinto anche tu,
sto io ,che aspetto il turno mio.
Ormai dal tempo antico dell'addio
ho solamente una gran voglia di morire..
E sfuggire la solitudine ormai sarebbe solo ingannarsi, ora che sento il tuo cuore spento ,
morire in solitudine è più coerente, almeno normale , piuttosto che fingere di aver trovato in te un senso ,
Ed ho capito anche perché, dopo tanti anni sei ora qua
non per ringraziare per tutto quello che ho potuto dare ,
ma appagare il tuo senso di rispettabilità, sporcare l'amore col decoro di una falsa umiltà,
sei venuta ad arricchire il mio niente con la tua pietà...
Trecento Gradini Per Un Calvario testo di fabio b