Dato che le cose non giravano per il verso che desideravo, non mi restava che cavare il famoso ragno dal buco...cercavo tra le paure e le disfunzioni cerebrali un 'idea per sorreggere il peso dell'universo senza far tremare le gambe...non era certo impresa facile con l'animo frantumato dalle esperienze e l'incalzante domanda sull'esistenza che remava tra le acque del "motore"...fatto sta che presi l'assurda decisione di cancellarmi lo spazio attorno, per spiegarmi meglio vi dirò che avrei semplicemente fatto piazza pulita...
Iniziai dagli occhi, loro che potenti nello scrutare ma sempre indolenziti per un friggere delle idee, mi avevano dato non pochi problemi, anzi allo stato attuale delle cose, i maggiori problemi....preso il fermacarte dalla scrivania, senza indugio mi scavai due buche profonde, fino al teschio...strano ma vero, non provai dolore nello scoprire con immenso favore che nel buio profondo potevo scorgere ancora i colori:
- A cosa servono ste due pallette di "spugna" che ora stanno nelle mie mani?- e li stritolai senza ripensamento.
Gli occhi del resto sono il centro vitale per un'artista che si occupa di Pittura, ma per un poeta non sono certo d'importanza, anzi sovrappongono la realtà alle immagini:
- Ho fatto propio bene...- mi dissi.
Come una conseguenza naturale, ebbi la sensazione di avere scovato già qualcosa di nuovo, si trattava dell'udito potenziato dall'inevitabile....o era forse la suggestione dovuta al fatto di aver sempre sentito dire che " i ciechi hanno gli altri sensi più sviluppati"?...ma per loro si trattava di un fatto di nascita e di un processo di ambientazione necessario...fu allora che mi convinsi di essere davvero ciò che avevo sempre sperato, un super eroe...idea anche questa che mi dava una felicità momentanea, ma che razionalmente cancellai in breve.
Piombai così nella più profonda disperazione....come al solito il cervello pregno respingeva ogni mio tentativo di cambiare sprazzi di esistenza e di poterli prolungare nel tempo:
- Forse è davvero impossibile...- mi dissi.
Non c'era da perdere tempo, si doveva mutare ancora....fu allora che capii la "vera" importanza degli occhi, non si trattava di vedere per afferrare elementi di realtà,ma servivano per orientarsi, come un radar....ecco che mi ero incastrato con le mie mani....il super eroe non era certo in grado di andare e fare e cercare un ferro da calza per eliminare i suoni....per un po' mi sentii perduto, col sangue salato che sgocciolava in bocca e il vuoto dei pensieri.....provai urlando, ma come al solito nessuno sente quando c'è bisogno, nemmeno "lei" che avrebbe dovuto sentire telepaticamente....
M'alzai dalla sedia e come se stessi giocando a mosca cieca, con le braccia alzate nel buio, cercai di visualizzare la stanza...che tragedia mi aspettava....ebbi la piena consapevolezza che tanti anni di bel vedere avevano cancellato la totale capacità naturale di visualizzare nei sogni, ovvero non avevo alcun rapporto col mondo spirituale....provai ad invocare il mio baba, ma anch'egli non era nell'etere circostante....ero solo, e dovevo cavarmela da solo....
Decisi di tentare il tutto per tutto, e goffamente sbattendo un po' di qua e un po' di là, arrivai nella stanza della nonna. Sentii come una presenza intorno a me, ma feci finta di niente, del resto certe cose non mi hanno mai spaventato....aprii i vari cassetti e a tatto potei con gioia constatare che avevo in mano un ferro da calza di chissà quale assurdo colore fosforescente....Strrrrrrrrraaaaa!
E questo fu l'ultimo suono che potei sentire.
Ora a sangue "freddo" posso dire che non fu una cazzata, ma al momento era diverso...me ne stavo lì in quella stanza buia senza sentire un suono, o meglio, percepivo un unico suono costante e sibilante, infinitamente fastidioso....
Ciò che io speravo di fare con quel gesto ovviamente non si realizzò....io credevo che così facendo la musica dell'universo sarebbe entrata dentro di me attraverso le fessure del naso....bè, ora lo so che fu così, ma allora ebbi la sensazione di avere sbagliato ancora....
Potete immaginare la mia disperazione....
Restai come catatonico per un po', come in preda ad un'allucinazione d'inesistenza...tutto era così diverso che non capivo neppure il cambiamento.....cosa che del resto potei constatare dopo, oltre a sapere il perchè di tutte queste faccende strane....
Perso nel cieco mondo delle ombre e preda del sibilo, mi venne finalmente un'idea, la prima idea utile:
- Tra poco tornerà mia madre, se mi vede così andrà nei pazzi...-
Mi prese il panico...dovete sapere che da sempre mia madre mi incute un profondo terrore...e fu così che il campanello suonò, cosa che io del resto non potevo sentire perso nella mia mosca cieca....credo abbia suonato a lungo, forse una mezz'ora, tant'è che quando mia madre potè entrare in casa, furono i pompieri ad aprirle...
Nel frattempo io mi ero già tagliato il naso....
p.s.: Confesso al lettore che le mie gesta eroiche, se così si possono chiamare, erano tese alla comprensione...capita questo ai figli carenti di affetto...tutto il mio cercare in fondo non era altro che un infinito desiderio di amore, oltre che di attenzione.
Giamo del Fiore
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