Volevo partorire qui su Ali, ma...

scritto da Hel di Loki
Scritto Ieri • Pubblicato 10 ore fa • Revisionato 9 ore fa
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Testo: Volevo partorire qui su Ali, ma...
di Hel di Loki

Sto qui, seduta al tavolino che uso come scrivania, davanti alla finestra che dà sulla valle. E' un bel punto per osservare il cielo e il mare. Sono allo Sfossato, una piccola parte della Gallura che sta fra Tempio, Aggius e Luogosanto e mai i nomi dei paesi furono più appropriati. La finestra si affaccia sulla piana che dalle pendici del monte Limbara si allarga verso l'arcipelago della Maddalena ed è uno spettacolo bellissimo quello che si vede nei giorni più limpidi. E oggi è un giorno limpido.

Non so nemmeno descrivere la bellezza che ho davanti. Mare, isole, valle e piccoli monti.

Dalla finestra aperta entra un venticello fresco e il rumore chiocciante della fonte che sgorga dalle rocce di granito che nascondono la casa dallo stradone polveroso. E' una fonte piccola, ma io credo che sia qui da prima dei nuraghi e l'acqua è sempre gelida e buona. Quando sono qui non faccio che bere quest'acqua e bevo così tanto e in continuazione che ormai mi sto convincendo che fra me e una rana deve esserci una parentela molto stretta. Quest'acqua è fatta di rocce liquide, ha il sapore dei millenni e ogni sorsata rende felice ogni cellula del mio corpo. A volte ho l'impressione che persino tutti i miei atomi facciano la ola ad ogni sorso d'acqua che bevo.

Ma non è di questo che volevo parlare, ho davvero una brutta abitudine. Inizio un discorso, poi mi perdo nella folla dei miei mille pensieri e finisce che parlo e parlo senza ritegno e, soprattutto, senza criterio.

Intendevo parlare di quello che vorrei scrivere.

Non sono una di quelle persone che vorrebbero scrivere un libro. No, sono troppo pigra per quello, ma mi piacerebbe scrivere un racconto ben articolato, con concetti, pensieri e conclusioni che portino chi legge a dire:

-” Però! Certo che questa è brava a scrivere! Bella tecnica di scrittura, bel sentire, bella capacità di esposizione, bei pensieri originali! Sìssssì, proprio brava!”

E invece mi perdo in digressioni, in svicolamenti e in caotici concetti che fanno sì che io finisca per arrampicarmi sugli specchi della logica e perda, regolarmente, la partita.

Mi viene un'invidia bieca, quasi squallida, quando entro in questo sito e vedo gente che pubblica tutti i giorni, regolare come un orologio e non sbaglia un colpo. Ogni pubblicazione è lì, in bella copia, corretta, originale, curata e, di solito, chi pubblica in questo modo, è anche attento ai commenti che fa in maniera regolare.

Io, invece, sono pigra da fare schifo e divento addirittura indolente appena la situazione me lo permette, ma ogni tanto provo a scuotermi, a far finta che dentro il mio costume da bradipo sia nascosto un giaguaro che domina ogni cosa, una bestiola attenta, vigile, vitale come nessun'altra, e decido che voglio e devo scrivere un racconto che sarà, che dovrà essere, il mio più bel racconto.

E vengo qui, in quest'angolo di paradiso sardo, lontano dal mondo, piena di buoni propositi, con in mente una storia strepitosa e la convinzione che la saprò scrivere in maniera ottimale e mi siedo davanti alla valle per poi perdermi subito nei pensieri più comuni. Ma perché dentro di me, fra le eliche del mio DNA o nell'atomo più nascosto, non esistono i corridoi del metodo, dell'ordine e delle regole della buona scrittura?

Perché devo fare tutte queste digressioni ogni volta che cerco di scrivere come Garcia Marquez, come Karen Blixen, come Grazia Deledda, come Roger Zelazny e un sacco di altri? No, io devo scrivere questa roba caotica e disordinata e non riesco, al momento, a partorire altro. Mi dico sempre che, ok, ora scrivo tutto quello che mi viene in mente, mi sfogo per bene, poi cancello e scrivo cose serie che so di saper fare in maniera più che discreta, ma poi rileggo tutte le fesserie che ho scritto e mi piacciono, accidenti, mi piacciono davvero!

Provo una grande simpatia per la mia mente scombinata e non ho cuore di cancellare. Così ho fatto anche stavolta, ma mi è venuta l'idea, prima di iniziare a partorire l'opera omnia, di guardare le ultime cose pubblicate qui su Ali e mi è scomparsa ogni fantasia. Perdonate, ma ecccccchepalle! Ancora con queste pubblicazioni da “io sono meglio di tutti e posso dire tutto quello strapiffero che voglio!"
Ma anche no! Possibile che ci sia ancora, ancora e sempre, il Maestrume che si sente in diritto di pubblicare per criticare il resto del mondo? Ma una vita questi personaggi ce l'hanno? Possibile che non abbiano voglia di fare una passeggiata o un tramonto da guardare?

Possibile che questo palco virtuale riesca davvero a nutrire gli ego di chi ha la sindrome dell'iosonomeglio? Davvero è così tanto importante sentirsi dire che sei bravo/brava e non ci si renda conto che ogni tanto (giusto quando ti prende la voglia di scrivere supercazzole) godersi un film, un libro, una passeggiata, o anche solo una canzone, sia un bel modo per vivere meglio e in armonia con gli altri che popolano il mondo??

Io sono su questo sito oramai da 17 anni e ancora mi piace leggere, scriverci i miei pensieri, ma francamente ci sono volte che riesco a percepire i cabbasisi-fantasma come se ce li avessi davvero. Per ora la voglia di scrivere il mio racconto capolavoro mi ha abbandonato, per cui concorrerò al Nobel in un altro momento e vado fuori a vivere i colori del tramonto. Oggi è limpido e l'arcipelago della Maddalena è uno spettacolo bellissimo, molto meglio di certe pubblicazioni in cerca di like scontati. Il cielo e il mare che si incontrano sono meglio di qualsiasi capolavoro io possa partorire e far nascere dalla mia fervida fantasia.

Vi saluto, vado a vivere la bellezza, perché qui, ogni tanto, il respiro diventa faticoso.


Volevo partorire qui su Ali, ma... testo di Hel di Loki
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