Vivo, morto o x (ultima parte)

scritto da Vince75
Scritto 8 mesi fa • Pubblicato 8 mesi fa • Revisionato 8 mesi fa
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Testo: Vivo, morto o x (ultima parte)
di Vince75

In questura, messo ai ferri corti, Michele alla fine confessa tutto. Seduto in ufficio con la finestra aperta, sento il brusio della città che si muove. L'aroma delle sfogliatelle appena sfornate mi fa rimpiangere la dieta che mi sforzo di rispettare, ma tutto sommato, adesso, in questo preciso momento, mi sento in pace con me stesso e con il mondo.
Leggiamo questa deposizione:
"...che fine ha fatto suo cugino Massimo?"
"E' morto."
"Di cosa è morto?"
"L'ho ucciso io. Ero esasperato. Mi ricattava, minacciava che avrebbe reso nota la mia omosessualità a tutta la comunità scientifica se non gli avessi consegnato la formula. A quei tempi nessuno mi avrebbe accettato, mi avrebbero tagliato fuori da tutti i comitati. Voleva vendere la formula al miglior offerente, a tutti i costi, ma io non volevo, la formula non era ancora perfetta, non lasciava filtrare i raggi infrarossi, doveva essere trattata periodicamente, poteva ancora essere aggredita da batteri esterni. Massimo però non sentiva ragioni, voleva guadagnare tanto e subito..."
"Come l'ha ucciso?"
"Stavamo litigando furiosamente, io ho perso il controllo e l'ho accoltellato."
"E del corpo cosa ne ha fatto?"
"L'ho buttato in mare."
"Poi ci dirà dove esattamente, ma perchè l'ha confessato? Ormai il corpo non sarebbe più stato ritrovato, avrebbe potuto dire che era sparito e basta..."
"Non ce la faccio più, sono uno scienziato, non sono un assassino. Lo sogno tutte le notti, mi perseguita anche da morto."
"Poi cosa è successo?"
"Ero stanco, distrutto, avevo deciso di sparire. Sono andato a Rio de Janeiro, ho fatto una plastica al viso assumendo le sembianze di Massimo, e la mia crema mi ha aiutato molto in questo. Poi sono tornato in Italia."
"Era al sicuro, insomma. E allora perchè si è esposto così? Perchè voleva riaprire le indagini per la scomparsa di Massimo D'Arrigo?"
"Quando ho letto che la sostanza per cui avevo lavorato tutta la vita era stata scoperta da altri, avevo assolutamente bisogno di confrontare la composizione, a capire se erano riusciti a risolvere i miei problemi. Era troppo forte questa mia curiosità, non sono riuscito a resistere, e poi come le ho detto sono devastato dal rimorso e dagli incubi, dovevo per forza fare qualcosa."
"Allora, dottor D'Arrigo, la dichiaro in arresto per l'omicidio di suo cugino e per la soppressione del suo cadavere. Lei ha diritto ad un avvocato...etc..."
Telefono al mio capo:
"Buona sera,colonnello, il caso è risolto. Vi ho mandato via email il dossier con tutti i dettagli, l'avete letto?"
"Sì, sono a conoscenza di tutto. Devo riconoscere che è stato bravo a mettere insieme indizi in apparenza poco significativi come la non fotosensibilità della crema, l'operazione al cuore, l'auto, i suoi gusti cinematografici: non era semplice. La invito a rimanere a Napoli ancora un mesetto, in modo di chiudere tutte le pratiche burocratiche, poi può tornare tranquillamente a Reggio. Mi raccomando acqua in bocca con i giornalisti, di questa vicenda non devono sapere assolutamente niente. Al ministro riferirò io personalmente. Grazie ancora, e complimenti."
"Colonnello le chiedo una cortesia. Qui in questura c'è un certo Domenico Prinzivalli. E' bravo ed efficiente, ha collaborato attivamente alla risoluzione del caso, merita qualcosa, ci pensa lei?"
"Vedremo cosa si può fare. Arrivederci, capitano."
"Sempre ai suoi ordini. Arrivederci, colonnello."
Riattacco. D'accordo, resterò a Napoli ancora un mese, ma una gita premio a Reggio me la voglio proprio concedere: "Domenico prenotami un biglietto per dopodomani per Reggio. Se c'è qualche problema mi chiami. Con Italo in quattro ore sono di nuovo qui".

Anche se sono le 23, in camera fa caldo. La pala sul soffitto muove l'aria, ma non serve a niente: non riesco a dormire e sono agitato. Accendo la radio, trasmettono "Vivo, morto o x" di Ligabue. Purtroppo per il povero Massimo D'Arrigo si era concretizzata la seconda ipotesi.
Sento bussare:
"Chi è?"
"Sono la cameriera."
Che cavolo vuole? Mi alzo con fatica e vado ad aprire.
"Dottore, ha bisogno di compagnia?"
La guardo: mora,bassina, rotondetta ma con delle belle forme. Ci penso su un attimo, poi le dico:"Ma sì, entra".
Le verso nel bicchiere un po' di tè alla pesca, poi le chiedo:
"Come ti chiami?"
"Lorena."
"Quanti anni hai?"
"Venti, ma quante domande mi fa dottore."
"Mi favorisci la carta d'identità..."

Vivo, morto o x (ultima parte) testo di Vince75
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