Giacomo Pasinetti

scritto da Nulla
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 14 anni fa
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Ricodo di un abitante di Calcio che non c'è più
- Nota dell'autore Nulla

Testo: Giacomo Pasinetti
di Nulla

Era un galantuomo, e bravissima persona, la classica persona che non avrebbe mai fatto del male ad una mosca. Ad esempio: una volta, per liberarsi di un topo che gli entrava nel granaio, anziché cercare di ucciderlo, come pressoché tutti avrebbero fatto ai suoi tempi, cercò di catturarlo per portarlo in campagna, senonché l'animale, ignaro delle buone intenzioni, anziché entrare nel sacco, morse sua moglie che a causa dell'infezione ne ebbe per parecchi mesi.
Ma aveva un difetto: era così orso che se avesse potuto si sarebbe separato completamente resto del dal mondo. Ad esempio, aveva isolato la sua parte di cortile con un muro di cinta così esageratamente alto, che la sua abitazione fu definita: "Il Vaticano" complice il fatto che osservandola da davanti alla recinzione, si vedeva dietro essa campeggiare l'enorme chiesa di Calcio (Bg) che allora, ma probabilmente ancora adesso, per somma di misure (altezza, larghezza della navata ecc.) nonostante che il paese non raggiungesse i quattromila abitanti, era la seconda della Lombardia, inferiore solo al Duomo, ma superiore al vicino santuario di Caravaggio, e a tutte le altre chiese della regione. Anche perché. la cupola ricordava in qualche modo San Pietro.
Per questo motivo, era divenuto noto nel paese: se uno costruiva un muro di cinta, subito scherzosamente gli si domandava se voleva fare un altro vaticano, oppure per indicare un tipo solitario, si diceva che era come Giacomo Pasinetti. Per di più, avendo fatto crescere nel cortile un alto albero, scherzosamente si prese a dire che non voleva far vedere il suo cortile neppure agli uccelli che lo sorvolavano.
Non aveva figli, forse col suo carattere sarà stato contento di non avere ragazzini fra i piedi, e comunque, sua moglie che avrebbe voluto convincerlo ad un adozione, non riusciva neppure ad iniziare il discorso: lui stava bene così.
Avevano quasi raggiunto i limiti di età oltre i quali non avrebbero potuto più adottare, quando sua moglie, con la complicità di sua sorella, con il pretesto di far visita ad una zia suora, riuscì a portarlo in un orfanatrofio di Bergamo e presentagli una bambina. Quando la vide, intimidita con la testa leggermente reclinata e gli occhi bassi, si intenerì, non ebbe il coraggio di dire di no. La piccola fu adottata. Anzi, contrariamente a quanto fosse prevedibile temere, ebbe da subito verso di lei un grandissimo affetto. La bambina crescendo, diveniva sempre più una bellissima ragazza, ed inoltre rivelò una magnifica voce, che non solo fece si che divenisse cantante solista in chiesa, ma che fece supporre a tutti che fosse figlia illegittima di qualche cantante lirica.
Divenuta signorina, si fidanzò, e a suo tempo si sposò.
Da quel giorno Giacomo si intristì, si immagonì, cominciò col dire che gli pareva fosse uscito il sole dalla sua casa. La sua salute si guastò ed in pochi mesi morì. Forse aveva qualche malattia pregressa di cui il dispiacere aveva solo anticipato il decorso. Ma in paese nessuno dubitò del fatto che fosse morto per il dolore.
Stefano Cattaneo.
Giacomo Pasinetti testo di Nulla
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