Ero nell’inferno e non vedevo. Mamoiada, 29/5/06

scritto da Antonio Balia
Scritto 14 anni fa • Pubblicato 14 anni fa • Revisionato 14 anni fa
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Ero nell’inferno e non vedevo. Mamoiada, 29/5/06
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Testo: Ero nell’inferno e non vedevo. Mamoiada, 29/5/06
di Antonio Balia

Ho ricevuto solo ieri regalia
in viaggio quindi riprendo a pregare
con il cuore nell’amore e in allegria

Dal battito mi lascio trasportare
spirito santo mi sta conquistando
lasciandomi al mistero destinare
all’alba nuova che si sta incontrando
e mentre volando sto dal santo dono
mi sembra che anche l’auto stia pregando.

Intono così l’atto del perdono
sui peccati commessi giorno prima
con il cuore a reclamar condono
da lì superba allora emerge rima
col povero che ascolta sbalordito
tutto ciò che l’innalza nella cima.

Riprendo anche al lavoro lo spartito
per ritrovarmi con il mio signore
e dall’euforia mi sento investito
a dimensione imprevista di onore
che solo ieri mi hai tu riservato;
e in tutto do e ricevo solo amore.

Perciò ti guardo oggi meravigliato
dal non pensare fossi tu vivente
così che anche abbagliato e innamorato
sono dal concesso all’insipiente
che in altra vita lo si sta immergendo
e più ti prego o Divino Onnipotente!

Mi sta ora di cantare anche venendo
il padre nostro che gli sto pregando
con sentimento d’amore esprimendo
e nell’alto cielo mi vedo volando
con chi più da vicino concepisco
e con santa mano anche mi sta guidando.

Divino regalare oggi elargisco
per come sto intonando così a voi
con voce così bella e che gradisco
se mi ascoltate ben vedrete poi
che ogni momento Dio da vita nuova
purificando il male dentro noi.

Spero tu queste cose non rimuova
mai sentito ho voce così bella
riflessa dall’amore che ritrova
nell’infinito cielo ed ogni stella
e dal nuovo, amor ne avrai tu in conto
totalmente, infatti, ci modella.

Per le grandi platee mi sento pronto
da ciò che non mi avevo mai sentito
e al ricordarmi che non son poi tonto
d’altro senso mi trovo inseguito
simile voce non ho mai esternato
stella pensandomi anche divertito.

Ma se così non ho mai recitato
come mai, d’incanto, mi domando
questo ruolo oggi mi é capitato?
Mentre cantando in tono e ritmando
all’esternare il dubbio che mi pongo
il canto si trasforma di rimando

con tanta forza quindi mi dispongo
capire se dominio dell’astore
così che veramente mi propongo.
Compagno non voglio tal cantore
ma un altro subentra all’improvviso
peggiore rivelandosi in ardore

efficace dimostrandosi e conciso
che forse non vivrà nell’universo
e pregando reagirò con il sorriso!
Mi vedo totalmente oggi diverso
con voci d’altri che stanno emergendo
e d’annientarmi vorrebbe il perverso

pertanto sento l’anima soffrendo
piccoli e grandi vogliono la guerra
e con il pregare sto da me fuggendo.
Sembra mi stiano recidendo a serra
il cuore che battendo mi sta forte
nel mio peggiore stato nella terra

scontrandomi di petto con la morte
per annientarmi in vita l’esistenza
che di peggiore non conosco sorte.
Trasmettente solo mal volenza
mi stavo anche illudendo e non capivo
perché privo di cuore e di coscienza

e tanto mi fa piangere il motivo.
Quest’altro colpo giuro non volevo
di caldo e luce avvolto mi sentivo
essendo nell’inferno e non vedevo
e d’incanto gli occhi mi hai tu aperto
realizzando in ciò che m’illudevo.

Perciò vera vita oggi ho scoperto
con il puzzolente imputridito
reagendo con l’amore al suo reperto
resisterò aspramente al pervertito
di questo ne sono ben convinto
eppur se sono a pezzi e tramortito

spero relegarlo in suo recinto
così da non sentirne più parlare
per sempre dall’averlo oggi respinto.
E all’improvviso smetto di pregare
per invocarmi al santo mio signore
ma quello vuole ancora dominare.

Il pianto prosegue in corpo e cuore
e carponante m’infilzano lame
ma lesto al pianto si associa l’amore
anima e cuore incontrano il reame
che per la vita mi sta riportando
salvo dalle grinfie dell’infame.

Se ne sta corpo e cuore deliziando
mi sento dall’amore ben adorno
di Dio mi sto più ancora innamorando. 108
Ero nell’inferno e non vedevo. Mamoiada, 29/5/06 testo di Antonio Balia
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