25 aprile

scritto da piotr
Scritto 14 anni fa • Pubblicato 14 anni fa • Revisionato 14 anni fa
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Autore del testo piotr

Testo: 25 aprile
di piotr


25 aprile 1945
Era il 25/04/1945 me lo ricordo benissimo stavo mangiando i peperoni sottolio quando alla radio dissero che era finita la guerra,sobbalzai dalla sedia,quasi soffocai,avevo appena vinto diecimilalire…una valanga di soldi.
Qualche mese prima avevo scommesso con dieci amici quale sarebbe stato il giorno in cui sarebbe finita la guerra ,e io indovinai proprio il giorno giusto.
Dopo qualche tempo i miei amici,maledicendomi a morte ad uno ad uno mi portarono i soldi della scommessa…e io cominciai una nuova vita.
Per prima cosa mi comperai due buoi bianchi fortissimi che mi permettevano di arare un campo nella metà del tempo,così andavo anche a lavorare i campi degli altri e mi facevo pagare profumatamente,poi comprai cinquanta mucche che per allora era un numero notevole e così cominciai anche a vendere fiumi di latte,dopo queste due manovre finanziarie ero diventato veramente ricco.
Me lo ricordo come fosse ieri il giorno della scommessa,tutti avevano accettato sparando date a caso sicuri che nessuno avrebbe indovinato,ma purtroppo loro non sapevano cosa mi era successo pochi giorni prima,infatti facendo finta di niente ero proprio stato io ad invogliare gli amici a scommettere e poi nessuno avrebbe sospettato niente dato che fino ad allora ero stato sempre una persona in buona fede.
Be,tornando alla storia andò così;
una mattina stavo pescando da ore senza prendere niente quando di colpo il galleggiante sparì e io realizzai che aveva abboccato qualcosa,tirato il pesce a riva vidi che era un bel esemplare di pescegatto,avevo così fame che lo stavo quasi per mangiare vivo,ma andò meglio così.
Dopo un’attimo che il pesce era fuori dall’acqua,in un bagliore angelico si trasformò in un cane bianco con una strana pelliccia tutta intorno al collo e il naso molto pronunciato e mi disse…vuoi che ti dica una sciocchezza o una verità ? io scelsi per una verità….il 25 aprile di quest’anno(25/04/1945)finirà la guerra…disse il cane,poi mi morsicò sul costato e io cascai a terra svenuto e quando mi svegliai non avevo più la mia preda e neanche la canna da pesca,e soprattutto non ricordavo nulla e non sapevo cosa era successo,la cosa che mi veniva naturale pensare è che fossi svenuto dalla fame.
Quando feci per rialzarmi sentii un forte dolore alle costole di destra,mi controllai e vidi che avevo una data impressa a fuoco sulla pelle,la data era il 25/04/1945 allora mi tornò tutto alla mente e svenni ancora ma questa volta dalla paura,quando mi svegliai per la seconda volta ero cosciente di quello che mi era successo,io sapevo una cosa che non sapeva nessuno e dovevo sfruttarla meglio che potevo.
Pensai e valutai bene tutte le possibilità poi escogitai lo stratagemma della scommessa e come ho già raccontato andò a buon fine,naturalmente mi ricordai dei miei amici e una volta ricco gli restituii i soldi della scommessa così loro smisero di mandarmi malocchi e fatture.
Si,ero ricco e la gente lavorava al posto mio e io cominciai ad annoiarmi a morte quindi decisi di partire per l’america a caccia di nuove esperienze.
Ormai eravamo quasi negli anni sessanta e in america si respirava aria nuova,soprattutto nella musica,così trovati quattro amici fondammo un gruppo rock,decollammo quasi subito,dopo solo un anno di attività avevamo una scaletta di quasi venti concerti al mese,andava proprio bene,fino a quando la chiesa non ci mise i bastoni tra le ruote,insinuò che nei nostri brani c’erano dei messaggi satanici e ci trascinò in tribunale,così dovemmo abbandonare il progetto proprio nel momento migliore,fù terribile per noi.
Visto che ormai ero ambientato bene in america optai per aprire un’osteria tutta italiana,si chiamava osteria del topo marcio,quel nome era brutto ma era un mio vecchio cruccio e poi a quei tempi erano in pochi a saper leggere l’italiano,tutto filò liscio per un po’ ma quando la mafia si accorse che i miei affari andavano alla grande reclamò il suo sessanta per cento sugli incassi e io fui costretto a chiudere.questa era già la seconda volta che l’america mi lasciava a bocca asciutta e io cominciavo a maturare nei suoi confronti un sentimento con cui e difficile convivere.
Deluso da mondo tornai in italia,a casa mia,non c’era nessuno ad aspettarmi in particolare,però pensavo che l’accoglieza fosse un po’ più calda,invece addiittura per entrare in casa dovetti presentare i documenti a mio padre che neanche mi aveva riconosciuto,bella soddisfazione pensai,comunque presto tornò tutto tranquillo come prima,solo un fatto clamoroso era accaduto durante la mia assenza, mia madre era finita nel giro della droga e ora stava passando seri guai con la legge, comunque era forte e sapevo che ce l’avrebbe fatta,io pensavo dentro di me,ma come si fa a entrare nel tunnel della droga a sessantanni,ma non ci pensai a lungo perché sapevo che non esisteva risposta.
25 aprile testo di piotr
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