Siamo seduti ad un tavolo del nostro ristorantino preferito...fa caldo e non ho molta fame.come al solito parli sempre tu, mi investi con un fiume di parole, ti infervori parlando di questo mondo per te così sballato cerchi il mio assenso. Ogni tanto ti guardi intorno, mentre io fatico a stare dietro al tuo pensiero che esprimi con forza e passione. La gente ci guarda, con negli occhi quel misto di curiosità e diffidenza che, sempre, i bempensanti riservano ad una quarantenne che si accompagna ad un giovane uomo. E' vero, sei così giovane! ma loro non sanno...Adesso ti fermi, e lanci uno sguardo infastidito al tavolo accanto: hai colto uno sguardo di troppo dell'uomo seduto da solo, mille parole, in un solo sguardo. Come ti conosco, come ti riconosco! Ed i ricordi partono: sono pericolosi i ricordi, una volta sturato il tappo che li tiene impigliati, seguono il loro percorso arbitrario ed autonomo...Si infilano come perle di una collana desueta, difficile interromperli, fermarli, comandarli. Ti rivedo piccino piccino mentre, grassoccio, mi corri incontro per investirmi di baci e di vita... ma l'immagine dolcissima viene presto sostituita da quella di te, più grande ma ancor piccino, che difendi col tuo corpo il mio dalla furia di colui che era tuo padre. Torno a guardarti sperando di cancellare quell'immagine, mi concentro su quello che stai dicendo o almeno ci provo. Dici qualcosa a proposito della stupidità degli uomini...Ti faccio notare che lo sei anche tu, un uomo. Sorridi spiazzato e mi chiedi dov'ero fino a due secondi fa, deduco che ti sei accorto della mia...fuga. Ero nell'orrore vorrei risponderti, ogni tanto torna anche se non fa più male. Ti guardi intorno ancora e mi dici che dovrei smetterla di vestrirmi come una ragazza, che non ti piace che gli altri ci scambino per una coppia, e che qualche capello bianco non mi starebbe poi tanto male, evviva la gentilezza. Ma dai piccolo! Che ce ne importa? Gli altri non sanno delle nostre notti passate a sognare un futuro migliore, cercando, nei sogni, la forza per affrontare il presente. Non sanno delle tue lacrime e delle mie, non sanno del dolore che si nutre e cresce nel dolore di chi amiamo. Ora il futuro è in questo nostro presente.E perdonami se qualche volta non ci sono stata, se qualche volta ho letto nei tuoi occhi la stessa rabbia cieca da cui mi difendevi e per questo ti ho anche odiato, ed ho odiato me stessa. Ora siamo qui, l'orrore è dietro di noi, il suo respiro freddo non ferisce più i nostri giorni. E possiamo ancora sognare... Per te sogno un futuro che sia perdono e forza, amore e tenerezza, emozione e coraggio! Un futuro che, dal passato, tragga la forza di essere migliore, sempre. Auguri piccolo... la tua mamma.
il futuro è qui testo di SHARAZADE