Ormai perso tra le parole
non riesco più a dirti quello che sogno,
ho così paura che ti rattristi,
che me ne vergogno.
Ti desidero,
ti voglio,
troppo e in ogni momento,
non ho quella forza
che tu credi o speri o fingi di vedere in me
che possa mai rendermi indifferente l'idea
che tu non sia più mia.
Prenderti ... non ci riesco,
sapessi almeno chiederti un bacio
o un abbraccio.
E' cosi dura già solo guardarti...
So solo eternamente sperare che tu, così,
come magicamente, capisca
che ancora mi vuoi tua.
In rari momenti,
come se colto da sfuggenti bagliori di lucidità,
mi accorgo che non so far altro
che allontanarti e tenerti a distanza,
in un altri, sempre più insistenti,
capisco che è esattamente così che fai tu.
Vedo come due calamite
che si sono divertite,
in tutti questi anni, ad attrarsi e respingersi.
Che gioco rischioso,
e infatti …
Questa volta il gioco è finito:
ormai al sol guardarsi saltano in parti opposte.
Menzogna, però,
quella che son io è più una trottola in verità,
come una moneta su di un tavolo
gira su se stessa impazzita,
in un gioco di facce infinito;
come per uno scherzo assurdo e atroce,
schizzando, saltando e tremando ...
Attrazione e repulsione, entrambe irresistibili, quasi all’unisono.
Desidera e fugge, rincorre e scappa ... sempre ignorata!
“La tua” non volteggia, mi da sempre le spalle,
catturata in un altro gioco d'attrazione,
presa da una forza di gravità irresistibile
che la strappa da quella che fu la sua orbita,
sicura fugge verso altre galassie …
Il dimenticato sistema ha perso il suo sole.
Su questa mia terra non c'è più né luce né calore …
rottura geologica,
sembra ora un arido deserto di ghiaccio,
terribile oblio!
Ormai riesco a esprimerti i miei sentimenti e i miei pensieri,
solo nascondendoli dietro questa maldestra forma "poetica"…
Mi spaventano e perseguitano talmente,
che devo estrarli da me come se fossero finzione letteraria,
sublimazione senza fine di desiderio e furore,
nella vana speranza che tu possa cogliere,
dietro metafore incerte ed impossibili,
quello che non so esprimerti a parole …
Quello che non posso esprimere col corpo,
incatenato com'è
dietro questo muro d'acciaio, e pur così infinitamente trasparente,
attraverso cui tutti i giorni ti guardo …
Ma da cui nemmeno ti posso sfiorare.
È questa la mia prigione folle!
Recluso nella gabbia, trasparente ed indistruttibile,
nella quale impazzisco e muoio da 9 mesi.
L’estate passata ha generato un mostro,
col quale combatto senza tregua,
periodo lisergico …
Il brutto viaggio più brutto e lungo,
che avessi mai potuto temere di compiere
nelle folli paranoie dell'LSD.
Non c'è espressione
che potessi meglio arrivare a comprendere che …
amore , ma solo per mezzo del "mal di cuore".
Rotto, spezzato, lacerato, calpestato, graffiato, spremuto, spappolato e torturato e tradito …
ma che non può smettere di battere per te!
E il dolore è fisico e quanto mai reale,
e non c’è medicina che lo possa curare,
per un attimo sopito perché sedato,
immediatamente è tornato!
Non oso nemmeno
immaginare,
la cicatrice
che questa assurda storia
lascerà sul mio corpo,
sulla mia mente e sulla mia vita!
Incarcerato il corpo,
la mente è costretta continuamente in viaggio …
Vaga
nell'incertezza totale,
sull'orlo di una voragine, che ha smarrito
ogni fondo …
E giù, da quelle parti, è buio completo!
Non si riesce a distinguere persino
una pur pallida forma.
Illuso! A non scorgerci la mia …
Mi sento perso e disperso,
completamente smarrito vago nel nulla …
Non so più di che colore sia, so solo che mi rende cieco.
Oscuro e abbagliante,
non basta chiudere gli occhi per allontanarsene,
penetra dentro …
Non conosce i confini della veglia e del sonno …
domina anche nel sogno!
Ed ecco ancora,
presa da questo vortice disegnato a spirale,
che la calamita gira ancora una volta attorno al suo asse,
e, scacciata di nuovo,
nel suo ultimo rimbalzo,
sente ancora una volta di dover fuggire.
Fino alla prossima alba,
in cui di nuovo sentirà di doversi avvicinare …
E cosi passano le ore, i giorni, le stagioni …
Fino alla prossima rivoluzione completa …
Cazzo sono in orbita!
Orbita terribile, catturato da una stella
ormai troppo lontana,
i cui raggi, la cui luce,
sfiora appena questo suolo
su cui non può più nascere vita.
Le lacrime, nel loro letto sempre più secco,
scorrono per pochi istanti,
incerte amiche, sempre più distanti;
immediatamente
ghiacciano e consumano il volto.
Ma il tuo profumo,
senza pietà,
viaggia nello spazio,
per stregare quest'ultimo terrestre
o alieno che sia diventato,
che impazzisce qui, al buio!
E’ talmente finta,
questa finzione,
che la faccio leggere a voi …
come se non esisteste
o foste me stesso,
è così, che sono perso …
E più che mai vorrei
che diventasse reale
così da raccontarla
al mio impossibile amore!
Ormai perso tra le parole, non riesco a dirti ... testo di Or_per_ora_perso