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Ellis diede uno sguardo fuori e non potette credere a ciò che i suoi occhi guardavano. Davanti allo sguardo di Ellis c’era il massacro di tutti gli abitanti della sua amata isola. Ellis era visibilmente pietrificata per colpa di ciò che le sue retine proiettavano al cervello. La principessa uscì adagio adagio dal cancello delle mura imperiali spostandolo con le poche e uniche forze che vi rimanevano nel corpo, tenendo anche un passo adeguato alla situazione.
Ellis piano piano continuò a camminare sulla strada principale che portava fino al borgo, verso uno dei cadaveri. Arrivata a circa un metro di distanza da esso si mise con un ginocchio a terra a supervisionarlo. Dopo circa dieci secondi di supervisione la principessa vide il corpo tremare finché non accadde qualcosa che non si sarebbe mai aspettata: il corpo del cadavere iniziò a sprigionare la stessa aura viola emanata dai soldatini di Ifijiu e si alzò dolorante. Il cittadino posseduto si alzò completamente in piede e, subito dopo, fissò con i suoi occhi totalmente violacei Ellis. Presa dal panico provò a correre il più lontano possibile, nonostante fosse stremata.
Il cadavere rinato continuò a rincorrerla fino a guadagnarle terreno ma poi un ragazzo (incredibilmente non posseduto) saltò addosso al cadavere e gli tagliò la gola con un pugnale. Ellis smise di correre e si fermò per notare il ragazzo misterioso. Lui poi rimise il pugnale all’interno della sua custodia, poi si girò e fissò Ellis.
- E ora tu chi saresti? -, domandò la principessa al ragazzo.
- Non c’è tempo per parlarne ora; fra poco tutti questi cadaveri diventeranno come zombi. Seguimi! -, rispose. Il ragazzo prese la mano di Ellis e si mise a correre portandola in un luogo sicuro, lontano da tutti. Come previsto tutti i cadaveri piano piano ritornarono in vita con un’anima oscura, nello stesso approccio come quello che ha fatto spaventare Ellis. Nel frattempo i due si nascosero all’interno di un hotel vicino alla spiaggia, chiamato “Hotel Lido Cristallo”. E solo così potette iniziare la conversazione tra i due.
- Quindi, ora che siamo lontani da tutti, e anche al sicuro, tu chi saresti? E perché mi hai salvato? -, domandò Ellis incrociando le braccia.
- Beh, ecco; io mi chiamo Dunbar. Ti ho salvata per due motivi: il primo era perché sei la principessa dell’isola. E due perché eri l’unica altra persona oltre a me a non essere impossessata dal potere maligno di Ifijiu. Sono qui per provare a riportare la pace su quest’isola. -, rispose Dunbar con aria da eroe.
- Avrei tantissime domande da farti, tipo: com’è che conosci il suo nome?
- Io già lo conosco Ifijiu; non è altro che la rinascita di un potere oscuro che non doveva mai più esistere, chiamatosi malvivite: questo potere si dice che possa prendere il controllo di una persona subito dopo la sua morte. Per questo tutti gli abitanti dell’isola attualmente sono impossessati. Tutti i soldati di Ifijiu hanno incanalato la malvivite e l’hanno distribuita a tutti quanti. Ormai non è più sicuro andare in giro con queste belve fuori.
- Ci sarà sicuramente un modo per spezzare la malvivite, ma non sappiamo come.
- In realtà un modo ci sarebbe, anzi due. Quello più rischioso è quello di estrarre una delle costole dei posseduti, di solito quella più scura; la più piena di malvivite. E la scelta più sicura sarebbe quella di andare dalla casa di Nonno Ferrus e farci prestare il pletorio per poi farci una fiala e distruggere questo potere.
- Non ho mai sentito in vita mia questo “pletorio”, ma se fa passare i posseduti di malvivite significa che è ottimo!
- Esatto. Ma una singola fiala non basterebbe per tutti gli abitanti, dovremo trovarne di più se vogliamo fermarli.
- E così sia! -, chiuse Ellis.
La principessa, al fianco di Dunbar, iniziò ad incamminarsi verso l’uscita dell’Hotel Lido Cristallo nel mentre che all’esterno di esso continuava la tempesta. Ellis, tutta d’un tratto, si fermò avvertendo un rumore molto strano per le sue orecchie.
Sembrava provenisse da una delle stanze vicine a lei. Adagio adagio Ellis si avvicinò alla stanza il quale rumore si sentiva più forte, la stanza numero 418. Dunbar allora decise di afferrare la maniglia e aprì la porta e quello che trovò davanti era un qualcosa di sconcertante: due posseduti di malvivite stavano cercando di uccidere con le proprie mani una ragazza non posseduta. Appena sentito il rumore della porta i mostri si girarono e corsero aggressivi verso Dunbar. Il ragazzo estratte la spada dalla sua fodera e, con un singolo colpo, li fece fuori tutti e due. Una volta finiti, Dunbar si avvicinò alla ragazza.
- Stai bene? -, domandò Dunbar.
- Sì, grazie mille per avermi salvata. Ti sono molto grata. -, rispose la ragazza.
La ragazza che era in pericolo dopo un millisecondo dalla morte dei due posseduti si tolse l’ansia dal corpo e poté presentarsi davanti alla principessa Ellis.
- Vostra maestà, mi permetta di presentarmi. Io sono Susie, e sono pronta a tutto pur di aiutarla. -, disse la ragazza.
- Certamente. Noi staremo cercando una cosa chiamata “pletorio” per distruggere questa malvivite. Dovremmo andare da un certo nonno Ferrus, ma non ho idea di dove sia. Avresti un’idea di dove potrebbe essere? -, domandò Ellis a Susie.
- Nonno Ferrus? Ma certo! È uno dei migliori falegnami di tutto l’arcipelago, se non anche IL miglior falegname. Credo che casa sua si trovi ai piedi del Monte Tengamanga; sono passati anni dall’ultima volta che ci sono andata, quindi non ne sono proprio sicura. -, finì Susie.
Quindi Ellis, insieme a Dunbar e Susie, decise di arrivare all’uscita dell’hotel il prima possibile, onde evitare altri intralci. Arrivati al piano terra, la sala principale era completamente deserta: non c’era nessuno all’interno nonostante la vastità di clienti che alloggiavano ogni giorno nell’hotel. Ellis però non decise di guardarsi indietro e arrivò alla porta scorrevole senza difficoltà. Una volta usciti da esso la situazione fuori era completamente disastrosa; la principessa non poteva crederci che la sua isola fosse ridotta in queste condizioni. Dunbar guardò negli occhi Ellis e capirono già cosa dovevano fare: fermare il piano di Ifijiu prima che sia troppo tardi.
- Susie, adesso noi ti portiamo al castello. Ti mettiamo al sicuro. Mi raccomando: non uscire dal castello per nessun motivo al mondo! -, disse Ellis alla ragazza.
- Certo, vostra maestà. -, rispose Susie.
Mantenendo il passo lento Ellis e Dunbar portarono Susie al castello, dove le avevano promesso che sarebbe stata al sicuro. Appena chiuso sia il cancello del castello che delle mura interne Ellis notò una cosa strana sulla poltrona di re Marcus. Era una lettera. Non aveva la minima idea su come ci sia finita lì. La principessa arrivò fino alla poltrona di suo padre, prese la lettere e lesse a voce alta: “Da parte di Ifijiu..”.
Ellis poi aprì la terra e all’interno trovo un foglio con alcune parole scritte in wuhuiano, marcate di sangue.
- Questo è l’inizio della vostra fine. -, lesse Ellis a voce alta.
I volti di Dunbar e Susie erano sconcertati anche già solo alle prime parole scritte, ma sono solo le prime. Volete sapere cosa altro c’è scritto sul foglio mandato da Ifijiu? Lo scoprirete nel prossimo capitolo.