Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Quel pomeriggio, mentre il sole calava tingendo il cielo di arancione e oro, la ciurma si radunò intorno alla prua della nave ormai finita. L’imbarcazione era piccola ma solida: lo scafo rinforzato con legno duro trovato nella giungla, le vele cucite con cura dai Custodi, le corde intrecciate con fibre resistenti. Sembrava pronta a sfidare di nuovo il mare.
Finn teneva in mano un pennello intinto di vernice bianca. Tutti guardavano Reven in attesa.
Lei passò lentamente le dita sul legno liscio della prua, come se stesse ascoltando qualcosa. Il calore nel petto era quieto, ma presente. Pensò a sua madre, ad Aelira, alla promessa che aveva scelto di portare avanti.
Alzò lo sguardo verso la ciurma e verso i Custodi del Nord riuniti poco più indietro.
«Questa nave non è solo un mezzo per andarcene» disse con voce chiara. «È il simbolo di ciò che siamo diventati. Di ciò che scegliamo di proteggere.»
Fece un respiro profondo, poi si rivolse a Finn.
«Scrivi il suo nome.»
Finn annuì e sollevò il pennello. Con tratti lenti e precisi dipinse sulla prua, a lettere chiare e eleganti:
Aelira
Un silenzio rispettoso scese sul gruppo. Sahira sorrise dolcemente, mentre Draymor abbassò lo sguardo per un momento, commosso.
«Aelira» ripeté Reven, sfiorando le lettere ancora fresche. «Perché lei ha iniziato tutto. Perché ha insegnato che il mare non si conquista, ma si accompagna. E perché noi continuiamo la sua promessa.»
Mara annuì con approvazione. «È un bel nome. Forte e gentile allo stesso tempo.»
Finn posò il pennello e guardò Reven con quel sorriso storto che conosceva bene.
«Le sta bene» disse piano. «Come a te.»
Reven ricambiò lo sguardo per un istante, sentendo quel cal
ore famigliare, più vicino.